OMOERESIA – Ora basta con l’impunità nella Chiesa per i preti omosessuali

DON DARIUS OKO

DON DARIUS OKO – All’inizio del decennio questo coraggioso presbitero ha denunciato le perverse dinamiche che, purtroppo, funestano la Chiesa con le coperture reciproche da parte di sacerdoti e vescovi omosessuali. Precisazione: è chiaro che la stragrande maggioranza dei sacerdoti vive in modo coerente la propria vocazione è però venuto il momento di guardare in faccia la realtà e di affrontare il problema per quello che è, perché quando un insegnamento contrario al Magistero (soprattutto nel campo delle tendenze sessuali) mette radici nei seminari, vuol dire mettere a rischio intere generazioni di (futuri) sacerdoti.

La recente pagliacciata di quel presbitero polacco ha riproposto -verrebbe da dire “provvidenzialmente”- il grave problema della presenza numerosa di preti omosessuali nella Chiesa santa di Dio. Benedetto XVI, più e prima di altri, conosceva la questione e senza indugio alcuno appena salito al Soglio di Pietro uno dei primi provvedimenti del suo Pontificato fu la emanazione di un Documento   che ribadiva -si: “ribadiva” e non”istituiva” come ha erroneamente detto quel vizioso monsignore gay- l’insegnamento di sempre della Chiesa ed in particolare le indicazioni e le Istruzioni della Santa Sede per l’ammissione al Seminario di persone con tendenze omosessuali e/o squilibri di tipo affettivo e psicologico.

Ma, ostinati e disubbidienti, preti e vescovi della Curia Romana e di tutta la Chiesa han fatto finta di niente. Quel Documento è stato praticamente ignorato nella stragrande maggioranza dei Seminari. Nei pochissimi casi in cui una persona veniva invitata a lasciare perchè omosessuale avveniva quasi sempre che qualche sacerdote omosessuale amico dava la “dritta” (e dava certe indicazioni perchè molto spesso anche lui aveva fatto così) e cioè gli consigliava di entrare in un altro seminario  “più morbido”. Questo è quello che avviene. E non sono certamente io il solo a saperlo.

Di queste perverse dinamiche ne aveva parlato, ad esempio, un sacerdote polacco -ma, ripeto: sono tantissimi gli interventi pubblici per denunciare tale stortura. Da semplici articoli a interi libri: penso ad esempio al coraggioso libro di Monsignor Luigi Marinelli- in una intervista del 2011. A suo tempo la pubblicò in Italia la “Bussola” ( LEGGI L’ARTICOLO  ) che intervistò lo stesso prete.

Ed ecco la descrizione di tali orride ed incredibili dinamiche: L’aspetto  più inquietante della denuncia di don  Dariusz Oko- questo il suo nome- è quello riguardante una vera e propria lobby gay, capace di condizionare pesantemente la vita della Chiesa, garantendo carriere ecclesiali e impunità ai preti omosessuali.

“Bisogna comprendere e cercare di rispettare nel miglior modo possibile i nostri fratelli omosessuali, come ogni persona umana. Essi molte volte provano con tutte le forze a resistere alle loro tentazioni, ed alcuni ci riescono anche, e vivono in modo onesto e perfino santo (…) Comunque sanno molto bene di rischiare lo smascheramento e il discredito, e perciò si supportano a vicenda.

 Formano dei gruppi informali, delle combriccole, e perfino una specie di mafia, cercando di dominare soprattutto i luoghi dove albergano potere e denaro. Una volta raggiunta una carica decisionale, cercano di appoggiare e di promuovere prima di tutto le persone dalla natura simile alla loro oppure almeno quelle di cui sono certi che non si opporranno mai per il loro debole carattere.

In tal modo può avvenire che la Chiesa si trovi ad avere in posizioni direttive persone profondamente corrotte, persone molto lontane dal livello spirituale degno di una carica importante, persone false e particolarmente esposte ai ricatti degli avversari del cristianesimo (…) 

CQaWNsGWEAAHhyvAltre volte, quando un vicario tenta di difendere i giovani dalle molestie sessuali di un parroco è proprio lui, e non il parroco, ad essere richiamato all’ordine, vessato ed infine trasferito.

E così per  aver svolto con coraggio il proprio dovere costui si ritrova a vivere esperienze dolorose. Succede che, con un’azione organizzata, egli venga ricattato, umiliato e diffamato sia nell’ambiente parrocchiale che sacerdotale.

Inoltre, quando un prete o un frate subiscono loro stessi delle molestie sessuali da altri colleghi e superiori e cercano di chiedere aiuto e difesa ai livelli più alti, può accadere che incontrino un omosessuale ancora più importante”.

C’è da impazzire, vero? Ma, lo dico col dolore nel cuore, è una realtà che conosco da tempo: e direttamente e per aver fatto diverse letture. Per questo motivo dico che è giusto denunciare questa “omoeresia”: tale diffusione capillare nella Chiesa della omosessualità impunita è una cosa intollerabile e vergognosa.

coppia abbraccio

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