Quelle bufale sulla salute di Benedetto XVI

Una premessa, importante: l’amore verso Sua Santità Benedetto XVI è così grande che quasi infastidisce doverne parlare per chiarire e/o smentire voci gossippare (dei media mondani ma, purtroppo, anche in ambito cattolico) ma è quasi doveroso farlo.

Circola da diversi giorni la voce di un notevole peggioramento delle condizioni di salute di Benedetto XVI. Per fare un esempio in questa “trappola” ci cascano persino personaggi politici di lungo corso (è di pochi minuti fa un tweet del fascista Gianni Alemanno  che invita perentorio: “preghiamo per Benedetto XVI”, come si fa per i moribondi).

Ma Papa Ratzinger non è agonizzante, per Grazia di Dio. E che l’Altissimo lo conservi a lungo!

B16 E GEORG

Proviamo a spiegare come è nata la cosa. Tempo fa Mons. Georg Gänswein prefetto della Casa pontificia e segretario di papa Benedetto XVI rilasciò una lunga intervista (al mensile BenEssere) nel corso della quale, naturalmente, parlò anche di Benedetto XVI e disse le seguenti testuali parole: «Ad aprile, papa Benedetto XVI compie 89 anni: è come una candela che, lentamente e serenamente, si spegne, come avviene a molti di noi. È sereno, in pace con Dio, con se stesso e il mondo. È interessato a tutto e conserva il suo humor fine e sottile, con il quale sa “dare sale”. Ha conservato una grande passione per i felini. Nei nostri giardini, vivono Contessa e Zorro, due gatti che spesso vengono a “salutare” il Papa emerito».

L’intervista è del marzo 2016, cioè quasi due anni fa. Eppure c’è chi ha messo in giro la voce che Sua Santità sia in fin di vita. Certo, molte casalinghe in perfetta buonafede hanno diffuso via Whatsapp tale bufala infondata, relativa, lo ripetiamo ad una frase detta due anni fa.

E nella serata di, ieri,  martedì 17 Ottobre è dovuto intervenire lo stesso Gänswein per smentire: ed ecco cosa ha detto il Monsignore tedesco: «La frase che mi è stata attribuita è una pura invenzione. Non è vera, è falsa! Vorrei sapere chi ha invitato questa finzione. Da due giorni ricevo molte mail che riportano questa frase e che esprimono preoccupazione».

La frase di cui parla è “è come una candela che, lentamente e serenamente, si spegne, come avviene a molti di noi”. A titolo informativo è bene ricordare un dato anagrafico: Sua Santità Benedetto XVI è nel suo 91esimo anno di vita che compirà, a Dio piacendo, il prossimo Aprile.

Non aggiungiamo altro. La preghiera quotidiana per il Papa è il dovere di ogni cattolico. Un dovere ordinario. Non esistono peggioramenti. Siamo tutti sotto il cielo e tutti dobbiamo morire, tutti dobbiamo vigilare per farci trovare pronti: io, Benedetto XVI e tu che leggi questo articolo. Siamo certi di essere vivi domani? 

cosimo de matteis

B16 24 aprile 2017

Annunci

Gli atti di omosessualità sono contrari alla legge naturale, in nessun caso possono essere approvati. Chiaro, no?

2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, [Cf  Gen 19,1-29;  Rm 1,24-27; 2357 1Cor 6,10;  1Tm 1,10 ] la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana, 8]. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

catechismo-libro

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA PARLA CHIARO: OGNI BATTEZZATO DEVE TENERLO PRESENTE. GUAI SE UN SACERDOTE METTESSE IN DUBBIO QUANTO  ASSERISCE IL CCC (PER LEGGERE IL TESTO INTEGRALE CLICCA QUI)  IN MODO LINEARE E NON AMBIGUO.

Che Cosa Cerco e Che Cosa Desidero?

MONASTERO CLARISSE PG

“Libertà e Festa – Che Cosa Cerco e Che Cosa Desidero?” è il tema di un ritiro spirituale della durata di tre giorni (dal pomeriggio del venerdì alla Domenica dopo pranzo) che le Monache Clarisse di Perugia organizzano presso il loro Monastero.

Per ragazzi e ragazze dai 18 ai 35 anni che desiderano scoprire che cosa manca alla loro vita perché possano sorridere al dono di sé stessi, di Dio e dell’altro.

Dal 17 al 19 novembre 2017

Tre giorni insieme per scoprire la fonte del dono dell’amare e dell’essere amati.

MONASTERO PERUGIA

Sono previsti incontri personalizzati per coloro che hanno un’età superiore a 35 anni
Primo Incontro: Resistenze e Paure
Secondo Incontro: Il desiderio Ferito
Lavoro: Il colore della paura e del desiderio
Per ulteriori informazioni o iscrizioni:
E-MAIL  ch.agnese@diocesi.perugia.it
Telefono 075 – 40334 chiedendo di sr. Chiara Agnese o sr. Caterina Maria

L’attacco modernista alla liturgia ed alla Eucaristia

La confusione dottrinaria, innegabile, sta provocando danni che al momento non è possibile calcolare. A fronte di lodevoli  iniziative da parte del Clero e, soprattutto, di fedeli laici è in atto un tenace tentativo di continuare nella “distruzione” della sana e vera teologia Questa cosa avviene sistematicamente da molti lustri: è sempre bene puntualizzarlo perché la demonizzazione è sempre sbagliata.

E’ sacrosanta e doverosa la critica verso gli attuali vertici ecclesiali (la critica e, laddove opportuna, una garbata correzione) senza dimenticare che sono oramai decenni che le nostre diocesi sono letteralmente “invase” da relatori –laici o chierici- che diffondono il veleno del modernismo (parentesi: l’eresia modernista è stata solennemente condannata dalla Chiesa – fu il beato Pio IX e la Madre di Dio in persona ha esplicitamente detto : “satana vi tenta tramite il modernismo” ed anche “satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via” ).

BERGOGLIO E SARAH

Il giuramento antimodernista “Sacrorum Antistitum” che ogni Presbitero pronunciava (fin al 1967 quando, nel “delirio” post conciliare, venne pericolosamente accantonato) e che era stato introdotto San Pio X ha rappresentato un argine almeno a livello di Clero. Ma la follia sessantottina penetrò anche nell’Ovile Santo: la massoneria già vi era, il modernismo pure e così la cattiva teologia (la falsa teologia, per dirla con Mons. Antonio Livi) è penetrata nei seminari e nei noviziati. Ed ecco perché abbiamo “cattivi” preti e “pessimi” Religiosi nelle nostre diocesi e parrocchie.

E’ altrettanto innegabile che tale stato di cose, già in atto durante i precedenti Pontificati, dal 2013 ha avuto un carattere diverso. Se prima questi cattivi maestri, pur avvelenando clero e fedeli laici, erano ufficialmente fuori dalla ortodossia cattolica (pur avendo un innegabile “successo” mondano) ora essi sono stati “sdoganati”: nessun Vescovo prova disagio ad invitare figure come Enzo Bianchi, Alex Zanotelli, don Vinicio Albanesi, padre Alberto Maggi, don Giuliano Zanchi, padre Giuseppe Piva, (un padre James Martin all’amatriciana),  Vito Mancuso, Andrea Grillo, Silvano Petrosino, padre Ermes Ronchi o lo spretato (con prole) Paolo Curtaz.

BIANCHI

ENZO BIANCHI – Per il fondatore della comunità di Bose  la Madre di Dio è soltanto “una ruota del carro”

Eppure costoro, oltre alla cattiva teologia al limite della eresia, hanno ultimamente assunto un atteggiamento sfacciato ed impudente: il teologo savonese “intima” a Benedetto XVI di tacere e di lasciare il Vaticano (clicca qui) ed il bizzarro Bianchi dice che la Madonna è l’ultima ruota del carro (clicca qui).

Eppure, come detto, costoro continuano ad avvelenare diocesi e parrocchie: essi o i loro discepoli girano l’Italia in lungo ed in largo. Tanto per fare un esempio: in una Diocesi del meridione nelle prossime settimane uno di quei cattivi maestri fa a fare un Corso –un corso di più giorni, non una “semplice” relazione di un paio d’ore” sul tema “L’anno Liturgico come esperienza spirituale” (Clicca qui).

Purtroppo è la Liturgia il fronte sul quale convergono tutti i nemici di Cristo e della Chiesa: avallati dai recenti “Motu Proprio” (in media uno al mese) si sono incamminati sul pericolosissimo versante della riforma liturgica. Sua Santità Benedetto XVI di fronte allo scempio perpetrato in tutto l’orbe cattolico parlò della urgente esigenza della “riforma della riforma” (clicca qui) ossia ripensare la Sacra Liturgia per purificarla dai numerosi errori ed abusi  introdotti nella prassi postconciliare. Il Cardinale Robert Sarah, Prefetto per la Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha fortemente ribadito questa necessità. Lo ha fatto anche recentissimamente (CLICCA QUI).

Ma invano parla Sua Eminenza se poi, nelle diocesi,  certi Corsi vengono consigliati e particolarmente indicati a “Diaconi, Accoliti, Lettori, Ministri Straordinari della Comunione e notate la soppressione, per ora solo linguistica, del termine Eucaristia.

cosimo de matteis

Locandina_Grillo_26_maggio_2017_400X564

 

Chiesa in tempesta ma….il Bene vincerà

ROSARIO 13 OTTOBRE FATIMA

Il 13 ottobre 1917 la Vergine appare a Fatima (Portogallo) a tre pastorelli: oltre settantamila persone presenti assistono ad eventi prodigiosi e soprannaturali (incluso il “miracolo del sole”).

FATIMA

Cento anni dopo, in una Europa oramai scristianizzata ed apostata (ma la Vergine disse “In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede” profetizzando quello che sta avvenendo: nelle altre nazioni la Dottrina viene ripudiata, cambiata, sfigurata ed il mondo cattolico non conserva più i dogmi!) un piccolo gregge di credenti vogliono permanere nella Verità di Cristo, affidandosi alla Vergine Maria attendendo, con la preghiera del Santo Rosario, il trionfo del Suo Cuore Immacolato.

cosimo de matteis

CUORE IMMACOLATO

Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà 

DON DENIS TOLARDO

Don Denis Tolardo nasce a Motta di Livenza, in provincia di Treviso, il 1976, nella benedetta diocesi di Vittorio Veneto.

DON DENIS TOLARDO

DON DENIS TOLARDO

Ordinato Sacerdote a 33 anni nella Cattedrale di Vittorio Veneto il 27 maggio 2012, Solennità di Pentecoste. Da allora è Vicario parrocchiale a Mel (Belluno, forania Zumellese) presso la chiesa Arcipretale intitolata a Santa Maria Annunziata ed anche presso la parrocchia San Donnino Martire in località Carve.

Nonostante sia entrato negli “anta” don Denis è, in fondo, ancora un Sacerdote “novello”: in questo benedetto Maggio 2017 ha festeggiato il quinto Anniversario della Ordinazione Sacerdotale (o i cinque anni di Messa, per usare una espressione gergale che è peraltro molto diffusa nel suo Veneto!).

Originario della parrocchia di Busco-San Nicolò (una delle frazioni di Ponte di Piave) intitolata alla Annunciazione di Maria Vergine don Denis è una di quelle che si definiscono “vocazioni adulte” : dopo gli studi (Maturità ed una Laurea in Agraria) è entrato nella comunità vocazionale di Premaor, che è una bella realtà della Chiesa di Vittorio Veneto, dove ha maturato la scelta di rispondere “si” al Signore che lo chiamava ad essere Suo Ministro.

CHIESA SAN NICOLO

San Nicolò di Ponte di Piave – Chiesa Parrocchiale (Annunciazione di Maria Vergine) – E’ la Parrocchia d’origine di Don Denis Tolardo. Qui ha anche celebrato la sua prima Messa il 3 Giugno 2012, Domenica di Pentecoste.

Dopo la prima Messa –celebrata, con gran concorso di popolo, il 3 Giugno 2012, Festa della Santissima Trinità– il nostro don Denis, come detto in precedenza, ubbidisce filialmente a Mons. Corrado Pizziolo e serve nelle parrocchie di Mel e di Carve. Da Diacono aveva già servito, con diligenza,  le parrocchie di Camino e di Fratta di Oderzo.

Due parole ancora sulla Diocesi di Don Tolardo che, in apertura, abbiamo definito benedetta. Secoli e secoli di santità: nascosta ed anche finita sugli altari (pensiamo, solo per fare un esempio, al Francescano Scultore frà Claudio Granzotto da Santa Lucia di Piave) e tanta fede cattolica, sana e genuina, trasmessa di generazione in generazione ed insegnata da santi Pastori: è appena il caso che la Chiesa di Vittorio Veneto è stata guidata da Albino Luciani. In questa terra benedetta è nato e cresciuto anche Sua Eminenza il Cardinale Severino Poletto. (anche se, stranamente, il Sito diocesano non ne fa menzione).

Negli ultimi tempi, certo, la scristianizzazione non ha risparmiato queste Terre: nel clero diocesano come nei Religiosi (un bizzarro Servita pretese la modifica della preghiera degli Alpini durante la Celebrazione Eucaristica!) e di tutto questo è dolorosamente consapevole il nostro don Denis che però combatte la paolina buona battaglia per permanere nella Verità di Cristo.

cosimo de matteis

La Correctio ed i suoi “firmatari”: chi sono e di quale città

La Correctio Filialis De Haeresibus Propagatis  porta la data del 16 Luglio 2017, Festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. La lettera di 25 pagine è stata spedita a Papa Francesco l’11 agosto: non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, e si è deciso di renderla pubblica il 24 settembre, Festa della Madonna della Mercede e di Nostra Signora di Walsingham. Tutto, insomma, nel segno della Beata Vergine Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa.

 

sito correctio

Tutte le informazioni, incluso il testo  integrale della Correctio Filialis, si possono agevolmente reperire visitando il Sito internet www.correctiofilialis.org 

 

La Correctio porta le firme di quaranta teologi e studiosi ma, fin da subito, si sono aggiunte quelle di molti altri: sia Sacerdoti che fedeli laici. E, come è possibile verificare sul Sito che è stato realizzato allo scopo, vi sono ancora continue adesioni da tutto il mondo.  In altre sedi faremo delle considerazioni puramente statistiche sia sulla nazionalità che, per esempio, su quelle che sono le Congregazioni (maschili e femminili) presenti, le Diocesi di appartenenza ed altri dati.

Qui invece presentiamo una iniziativa diversa: si proverà a presentare un breve profilo dei “firmatari” (il termine non ci piace –e per questo è “virgolettato”– ma al momento useremo questo). Laddove sarà possibile avremo modo di riportare le loro parole, sennò saranno brevi dati biografici corredati da qualche foto. Tutto qui. Resta inteso che le persone interessate avranno tutta la possibilità di intervenire per eventuali aggiunte, precisazioni o rettifiche di inesattezze eventualmente scritte delle quali fin da adesso chiediamo scusa.

Due ultime considerazioni: a) alcuni firmatari hanno deciso di rendere pubbliche le motivazioni che li hanno spinto a sottoscrivere la Correctio –è quello che, per esempio, ha fatto Monsignor Antonio Livi (CLICCA QUI) – e si tratta di, generalmente, di personaggi già molto conosciuti a livello internazionale; noi proveremo a parlarvi di persone meno note e, b) comprendiamo che potrebbe comportare una qualche situazione di difficoltà (pensiamo ai Religiosi rispetto ai propri Superiori e/o a Sacerdoti e fedeli laici verso il proprio Vescovo eccetera) ma siamo certi che chi ha deciso di sposare la causa della Correctio è ben consapevole di questi piccoli/grandi disagi.

Speriamo di offrire un servizio utile ai lettori!