RUFFINI COOPTATO IN VATICANO – Pensieri

Il  giornalista comunista Paolo Ruffini è stato  nominato prefetto del Dicastero per la Comunicazione. Ruffini è direttore di TV2000, la rete televisiva della Conferenza Episcopale Italiana. Quella che “orientato” ben bene migliaia di coscienze italiane -specialmente le persone anziane, che tuttora vivono, nel silenzio, una confusione spaventosa ma hanno paura a dirlo perché dicono “la tv del papa lo dice!” – così come per anni ha fatto e continua a fare “Famiglia Cristiana” (ed altre Testate minori, anche diocesane purtroppo).

b

Questi slogan, mandati a manetta da anni ed anni, hanno completato l’opera modernista -iniziata, sia ben chiaro, molto prima del 2013 e molto prima anche del 62. La sulfurea pianta modernista -fecale, maledetta- ha radici antiche, come il cornuto che l’ha ispirata e continuamente la ispira con fetide manovre- presso i fedeli laici italiani. Per il clero ci hanno pensato i Seminari -minori ma soprattutto maggiori- dove ha dilagato il pensiero eretico.  E specificatamente l’omoeresia. Il clero italiano -ci fa quasi morire dal dolore il doverlo ammettere- pullula di omosessuali che praticano la omosessualità inclusa la bestiale sodomia. Sappiamo quello che diciamo e lo sanno, soprattutto, i tanti giovani che hanno subito tante morbose e schifose “attenzioni”. Ma questo, pur sgomentandoci, non ci fa vacillare di un millimetro: le porte degli inferi non prevarranno. La Chiesa, una santa cattolica apostolica, resterà sempre senza macchia: Essa è il Corpo Mistico di Cristo. E su di Essa veglia lei, l’Immacolata, la Mater Ecclesiae e Regina Pacis.

Noi diciamo con forza: noi siamo figli ubbidienti della Chiesa, noi siamo pronti a tutto per difendere la Chiesa, noi amiamo il nostro papa, il Vicario di Cristo e continuamente preghiamo per lui che è il legittimo Successore di Pietro: Santità, noi la amiamo. Senza riserve. Non ci piacciano coloro che la “delegittimano” mancandole enormemente di rispetto. Noi prendiamo -non da oggi- le distanze da ogni disubbidiente, più o meno esplicito, fedele laico o Consacrato, e Le diciamo: amiamo lei, amiamo la Chiesa di cui Ella è Capo e “Servitore”.

Questo non ci impedisce di dire che è in atto una spaventosa manovra -mai sopita, in realtà- di “guastare” la Dottrina e la stessa persona di Cristo, la Verità eterna, i Dieci Comandamenti. Ma, anche attraverso la Consacrazione delle Parrocchie, delle Città e delle Diocesi, al Suo Cuore Immacolato, la Vergine Maria schiaccerà la testa al serpente. Alla massoneria, serva di satana, diciamo: come è caduto il comunismo ateo -profezia del 1917 a Fatima- così, miseramente, perderà ogni potere ed ogni forza la diabolica massoneria. Anche se oggi, 5 luglio, è ancora in grado, con una telefonata di far chiudere questo sito. Ma non importa: il bene -Cristo che è Via Verità vita- vincerà.

CUORE IMM

Annunci

STRANI INCONTRI

Va bene la misericordia verso i peccatori –salvo smentite, che pubblicheremo volentieri, risulta esser un “divorziato-risposato” con figli da diverse donne e, pare, attualmente viva una “storia” sentimentale. Non osiamo pensare che vivano una relazione adulterina con concubinaggio, non vogliamo neppure pensare una cosa così brutta. Si tratta, come tutti sappiamo, di peccato grave, peccato mortale- ma pare davvero esagerato che dopo l’adultero Casini, l’altrettanto adultero (ed ateo e libertino) Fini, e dopo Berlusconi sui cui peccati è meglio non parlare per rispetto della sua canizie, pare che i cattolici italiani abbiano scelto il nuovo “capo”.

meeting (2)

Al netto del suo silenzio tombale sulla parata di sodomiti a Pompei (con in capo al corteo un membro del Governo di cui è Vice Presidente) del quale abbiamo già detto ora vorremo invece esprimere con la semplicità delle colombe (e però senza l’astuzia e la prudenza dei serpenti: siamo troppo colombe, sorry) una preoccupazione: la “saldatura” tra un certo mondo “cattolico” (variegato ma unito sostanzialmente da due forti “cause”: l’avversione feroce a Medjugorje e l’avversione all’attuale Pontefice) che definiamo sedevacantista e, appunto, il giovane leader della Lega (Nord per l’indipendenza della Padania).

La foto che avete visto ha fatto il giro di mille e mille telefonini (i lefrevian-sedevacantisti son attrezzatissimi: in un covo della Bassitalia stanno realizzando delle accurate strutture audio-video per poter comunicare in teleconferenza senza incappare in orecchie indiscrete: un poco di “paranoia” li porta a pensar di esser sempre intercettati. Brutto segno.) e sono stati tanti i battimani virtuali tra i tanti adepti del nuovo messia.

Poi, con la solita indicazione dell’oscuro capo cui non si può manco dire “un attimo Reverendo…”, è scattato l’ordine di far sparire quella foto. Chissà perché.

E come regalo per la vostra fedeltà a questo Sito –finchè qualche “guastatore” non interverrà ad oscurarlo- vi mostriamo una ulteriore foto. Senza commento alcuno.

baciamano

LA MORTE DI MONS. ANGELO CATAROZZOLO – Qualche veloce ricordo personale

La Diocesi, nel dare notizia della morte di Mons. Angelo Catarozzolo, usa la seguente espressione: “Senza preavviso, se non quello dell’età ormai avanzata”. Ed è proprio così. Sazio di giorni e lucido –in mattinata ha celebrato la Santissima Eucaristia, l’ultima per lui quaggiù prima della Liturgia Celeste- è morto nella tarda serata di lunedì 2 luglio 2018.

MONS. CATAROZZOLO

MONS. ANGELO CATAROZZOLO 18 Ottobre 1925   –   2 Luglio 2018

Mons. Catarozzolo era di Mesagne – qui era nato il 18 ottobre del 1925- ed era pienamente mesagnese, anzi un riferimento per l’intera comunità di Mesagne. Eppure era pienamente ecclesiale, nel senso di universale, cattolico appunto.

Il suo essere mesagnese, diciamo così, passava in secondo piano rispetto al ruolo – quello di Vicario Generale- che ha ricoperto per lunghissimi anni. Lui era “il Vicario”: durante il lungo Episcopato di Mons. Settimio Todisco (1975-2000)  – centesimo Successore di San Leucio e primo Arcivescovo della “neonata” diocesi di Brindisi – Ostuni– ma anche dopo, quando non ricoprii più tale incarico.

Pastore, giornalista, scrittore. I “ruoli”, da lui così ben ricoperti, lo rendevano un trait d’union fra l’Ovile Santo che amava e serviva incondizionatamente e la comunità civile. Sia chiaro: da buon cristiano egli era nel mondo e giammai del mondo!

Ci penseranno altri a scrivere con completezza una nota biografica (anzi, già in queste ore, oltre al naturale tam tam ed il sano passaparola, le riviste online ne danno notizia: basti cliccare QUI ) io ho qualche ricordo personale che provo a narrare con semplicità e rapidità.

Anzitutto egli mi ha fatto “soldato di Cristo”! Ho ricevuto da lui, infatti, il Sacramento della Confermazione. Quel Battesimo ricevuto, per Grazia,  nella notte di Pasqua del 71 nella chiesa di San Benedetto da don Antonio Fella  è stato “confermato”, appunto, il 27 maggio 1984 nella Parrocchia “San Lorenzo da Brindisi” al quartiere Sant’elia. Era Pentecoste. Ed allora, molto più di oggi per chiare ragioni legate alla triste denatalità, il Vescovo delegava il suo Vicario per amministrare il sacramento della Cresima ad innumerevoli ragazzi e fanciulli della Diocesi. Ed in particolare la città Capoluogo aveva vissuto in pieno il “baby boom” (benedetto baby boom: ne tornasse uno ora!) e quindi Cresime e Prime Comunioni, soprattutto nelle parrocchie di periferia, vedevano coinvolti ogni estate centinaia se non migliaia di persone! Ecco, in quella Pentecoste dell’84 fu Mons. Catarozzolo ad impormi le mani, ungermi la fronte col Crisma e darmi lo schiaffetto. Padrino –o “cumpari” se preferite- mio fratello Teodoro.

CATTEDRALE BRINDISI

La Cattedrale di Brindisi

Abbiamo detto Pastore, giornalista, scrittore: ebbene l’altro ricordo personale è in Curia ad un convegno-presentazione del libro su San Lorenzo (“Padre Brindisi”. Apostolo senza frontiere. QUI). Il volume era stato pubblicato qualche anno prima –nel 2005- ma volli esserci ugualmente. Di solito non amo la dedica autografa sul libro: un po’ perché sono timido e poi perché mi pare un rito stucchevole (tipo quello dei “selfie”) ma in questo caso, forse perché “spalleggiato” da mia sorella, ci recammo presso Mons. Catarozzolo che appose, ben volentieri e con tanta cordialità,  sul libro la dedica che qui trascrivo: “A Cosimino e Anna Maria, invocando protezione dal “nostro” S. Lorenzo. d. Angelo”.

SAN LORENZO (LIBRO DI CATAROZZOLO).jpg

Ed infine, più o meno lo stesso periodo ossia il 2009 o forse il 2010, ebbi modo di parlare un po’ più a lungo con lui. Io sempre timido ed impacciato non potevo però sottrarmi: eravamo seduti allo stesso tavolo! Gli altri commensali furono certo più loquaci di me e tuttavia durante il pranzo ebbi modo di ascoltarlo e potei così capire con quanta passione aveva seguito la vicenda umana e spirituale di Teodoro D’Amici e, più in generale, gli eventi prodigiosi di Jaddico.

Oggi, mentre mi appresto ad andare al suo funerale, metto in ordine questi miei ricordi. Ed aggiungo che l’ultimo scritto pubblico –è uscito sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” qualche settimana fa- lo ha dedicato proprio al Santuario mariano “Maria Madre della Chiesa” di Jaddico!

jaddico in costruzione

La chiesa-santuario di Jaddico in costruzione: è il 1963

Ecco, ora Monsignor Catarozzolo è in Cielo. Vede nitida la verità, vede ancor più nitida la fugacità di questa vita (i suoi 93 anni son stati un soffio) e soprattutto vede il “nostro” San Lorenzo e la bellezza incomparabile della Madre di Dio. E noi siamo felici per lui che è entrato nella Vita Vera e nella gioia senza fine. A Dio don Angelo!

cosimo de matteis

I funerali, per sua espressa volontà, si svolgeranno nella sua parrocchia d’appartenenza (SS. Annunziata in Mesagne), oggi, martedì 3 luglio, alle ore 17.  

Il dramma -la follia!- del Sedevacantismo e la santità di dom Gérard Calvet, fedele a Cristo ed alla Sua Chiesa

Lo ribadirò finchè ho voce: la via del Sedevacantismo –sostanzialmente la disubbidienza alla Chiesa- non solo non produce nulla di buono ma anzi aumenta in modo smisurato la confusione fra i fedeli. E quindi crea più problemi di quelli che, forse in buonafede, vorrebbe risolvere.

gerard_lefebvre

L’ubbidienza, la confusione e l’ostinazione impenitente.

Difficile sintetizzare in un articolo una questione così grande e tuttavia è doveroso continuamente ribadire il concetto: la disubbidienza alla Chiesa è –e resta- un male.

In tal senso è sintomatica la vicenda umana (e naturalmente ecclesiale, sacerdotale, spirituale) di dom Gérard Calvet. Anche qui: difficile sintetizzare la vita e l’opera di un pilastro della Chiesa del Novecento ed infatti rinviamo a due ottimi articoli. Il primo compare proprio oggi sulla “Bussola” (CLICCA QUI) a firma di Luisella Scrosati ed è una efficacissima ricostruzione del dramma del sedevacantismo disubbidiente (e, diciamolo, un poco fanatico ed insopportabilmente integralistico) che si sviluppa nel post Concilio.

Il secondo articolo cui rinviamo è un vero e proprio saggio monografico scritto da Daniela Bovolenta e che trovate su “Cristianità” (la Testata di Alleanza Cattolica, finalmente depurata dal bizzarro sociologo torinese) oppure cliccando qui.

ratzinger-barroux-large

Si ha così la possibilità di conoscere una splendida figura del cattolicesimo – e del monachesimo!- francese e mondiale, quell’Abate Calvet che proprio dieci anni fa rendeva la sua anima a Dio. Morendo da santo e non da scomunicato impenitente. Perché è in Cristo e nel Suo Corpo Mistico che noi viviamo. Slegati da Lui -testardamente, ostinatamente slegati- da Lui siamo tralci slegati dalla Vite. Prega per noi Abate Calvet!

cosimo de matteis

Et exspecto – e attendo – Vitam venturi saeculi – la vita del secolo futuro. Oh, non un’età dell’oro terrestre, frutto di una supposta evoluzione, ma il vero paradiso di Dio, di cui Gesù parlava quando disse al buon ladrone: “Oggi sarai con me in paradiso”.

03-08-19

Liberateci da questo flagello ideologico che violenta l’anima di questo popolo. Hanno cacciato il crocifisso dalle scuole, dai tribunali e dagli ospedali. Fanno in modo che l’uomo sia educato senza Dio, giudicato senza Dio e che muoia senza Dio.È dunque a una crociata e a una riconquista che noi siamo chiamati. Riconquistare le nostre scuole, le nostre chiese, le nostre famiglie.
Allora, un giorno, se Dio ce ne fa la grazia, noi vedremo, al termine dei nostri sforzi, venire a noi il volto radioso e tanto amato di quella che i nostri avi chiamavano la dolce Francia. La dolce Francia, immagine della dolcezza di Dio.
Ci sarà consentito, questa sera, davanti a migliaia di pellegrini, di parlare della dolcezza di Dio?
È un monaco che vi parla. E la dolcezza di Dio, voi lo sapete, ricompensa al di là di ogni previsione le battaglie che i suoi servitori combattono per il Regno.
Dolcezza paterna di Dio. Dolcezza del crocifisso. O dolce Vergine Maria, avvolgete in un manto di dolcezza e di pace le nostre anime che affrontano dure battaglie.
L’anno prossimo è a tutta la cristianità che noi diamo appuntamento ai piedi di Nostra Signora di Chartres, che sarà ormai la nostra Czestochowa nazionale.
Lo Spirito Santo vi illumini, la santissima Vergine vi protegga e l’esercito degli angeli vi protegga. Così sia.

BRINDISI – Mons. Caliandro esce dall’ospedale: questa notte Messa di ringraziamento a Jaddico

Nel pomeriggio di oggi, sabato 9 giugno, S.E. mons. Caliandro è stato dimesso dall’ospedale “A. Perrino” di Brindisi, dove era ricoverato nella divisione di Pneumologia, in seguito alla caduta durante la processione del Corpus Domini domenica scorsa.  

All’atto delle dimissioni è stato consigliato “riposo assoluto a letto e mobilizzazione con busto. Rx e Tac rachide tra 40 giorni e successiva rivalutazione specialistica.”

MONS. DOMENICO CALIANDRO

L’Arcivescovo è rientrato nella sua dimora in piazza Duomo, dove rimarrà a riposo, seguendo le prescrizioni dei medici.  Specialmente nei primi giorni si cercherà di non affaticarlo, limitando le udienze a quelle strettamente necessarie. Poiin modo graduale riprenderà a incontrare i sacerdoti e quanti hanno necessità di parlare direttamente con lui.

Egli è molto grato a tutti coloro che gli hanno prodigato cure e attenzioni: il dottGiuseppe Pascalone, direttore generale, il dott. Antonino La Spada, direttore sanitario, la direzione sanitaria tutta, il dr. Angelo Campana, direttore amministrativo, gli operatori del Pronto Soccorso e della Sala raggi, le  Unità operative di CardiologiaOrtopediaPneumologia (direttori, dirigenti medici, caposala e collaboratori tutti), i volontari dell’Ordine di Malta e l’ Istituto di vigilanza (Securpol Puglia)

Considerando ciò che è accaduto e le conseguenze più gravi che potevano esserci, mons. Caliandro sente il bisogno di ringraziare il Signore, mentre rinnova  il suo desiderio di  servire con dedizione la Chiesa di Brindisi-Ostuni che gli è stata affidata.

JADDICO night.jpeg

Il presbiterio del Santuario “Maria Madre della Chiesa”. Si intravede l’area absidale anch’essa, come il presbiterio, oggetto di recenti lavori di abbellimento. A tutti ricordiamo che il 7 settembre 1962, dietro quel muro, la Vergine Santa si manifestò a Teodoro D’Amici

D’intesa con i padri carmelitani di Jaddico, questa sera, all’arrivo del pellegrinaggio a piedi da Brindisi fino al santuario, verso mezzanotte, si celebrerà una Messa di ringraziamento e si  affiderà  ancora a Maria la vita, la salute e il ministero del nostro vescovo Domenico.

Brindisi, 9 giugno 2018

Il Ministro Fontana sta vivendo quello che profetizzò anni fa Suor Lucia

Rassicuriamo i lettori: prestissimo torneremo sul linciaggio mediatico (per ora solo mediatico, per ora) del Ministro della Famiglia Onorevole Lorenzo Fontana.

Ci teniamo a dire che temiamo per la sua incolumità fisica: lo abbiamo detto e scritto forse tra i primi. (CLICCA QUI) Rivendichiamo tutto ciò e preghiamo per lui. Qui aggiungiamo solo  una immagine. Con una dicitura breve e chiara. E’ quanto la Madonna, tramite Suor Lucia di Fatima, fece sapere al compianto Cardinale Caffarra. (clicca QUI) 

SUOR LUCIA

Ecco: è esattamente quello che stiamo vivendo e che sta vivendo, in particolare, il giovane Ministro veronese (38 anni, marito e padre di una bimba piccola). Senza dimenticare le demonizzazioni di alcuni altri Parlamentari (si pensi al Senatore Pillon, vedi qui) o di alcune persone che, con coraggio, si stanno prodigando per difendere la famiglia, il Matrimonio -che è essenzialmente un Sacramento, ricordiamocelo!-  e la vita: ad esempio Filippo Savarese, minacciato di morte (CLICCA QUI).

cosimo de matteis

Aggiornamento sulle condizioni di salute dell’Arcivescovo di Brindisi mons. Caliandro

MONS. CALIANDRO foto Ecclesiae Brvundvsina

Mons. Domenico Caliandro (foto tratta dal Sito “Ecclesiae Brvndvsina”)

Monsignor Fabio Ciollaro, Parroco della Cattedrale di Brindisi e Vicario Generale della Diocesi di Brinsdisi-Ostuni ci aggiorna sulle condizioni di salute di Sue Eccellenza Mons. Domenico Caliandro.

Caliandro, ancora in ospedale, ieri attorno alle 19 è caduto rovinosamente durante la Processione del Corpus Domini col Santissimo Sacramento fra le sue mani (che non ha mollato e questo gli è costato l’aver battuto pure la testa).

Queste le parole di don Fabio Ciollaro:

 

Ai vicari foranei, a tutti i sacerdoti e ai fedeli.

L’Arcivescovo é dolorante per le costole rotte e per la compressione di una vertebra, ma dagli esami fatti finora non é emerso altro. É necessario che resti ancora qualche giorno in ospedale. Devono stabilizzarsi i valori riguardo il diabete. É calmo e paziente. Mi dice di ringraziare e salutare tutti da parte sua

don Fabio Ciollaro

vicario generale