MEDJUGORJE – Messaggio del 25 agosto 2016

“Cari figli! Oggi desidero condividere con voi la gioia celeste. Voi, figlioli, aprite la porta del cuore affinché nel vostro cuore possa crescere la speranza, la pace e l’amore che solo Dio dà. Figlioli, siete troppo attaccati alla terra e alle cose terrene, perciò Satana vi agita come il vento lo fa con le onde del mare. Perciò la catena della vostra vita sia la preghiera col cuore e l’adorazione a mio Figlio Gesù. A Lui offrite il vostro futuro per essere in Lui gioia ed esempio per gli altri con le vostre vite. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

REGINA PACIS

SOCCI: “Non bevetela, l’intervista di Guerriero a Benedetto XVI non dice nulla di nuovo”

SOCCITanto clamore per nulla. Può sintetizzarsi così l’intervento del giornalista e scrittore Antonio Socci riguardo l’intervista che Sua Santità Benedetto XVI ha concesso a Elio Guerriero  e di cui vari giornali han pubblicato ampi stralci. Socci, come è solito fare, ha affidato le sue riflessioni alla sua Pagina Facebook , peraltro seguitissima. Riportiamo integralmente le sue parole postate sul social  nella serata odierna:

In questo momento sono fuori e non riesco a commentare, come molti di voi mi chiedono il colloquio di Benedetto XVI con Elio Guerriero, pubblicato da vari giornali.
Francamente mi sembra non ci sia nulla di nuovo. Benedetto, con raffinata ironia, continua a eludere le domande a cui non vuole (o non può, per ora) rispondere.
Così, come due anni fa rispose a Tornielli che era rimasto papa emerito perché non aveva altri vestiti nell’armadio (e Tornielli credette di aver fatto uno scoop sbandierandolo ai quattro venti), così oggi Benedetto dice che avrebbe lasciato il papato per via del fuso orario…
BENEDETTO XVIBenedetto XVI sa benissimo che per la dottrina della Chiesa la rinuncia al papato può avvenire solo per motivi gravissimi, altrimenti è una grave colpa morale. E ovviamente il fuso orario per il viaggio a Rio non è un motivo gravissimo…
Quindi non bevetela.
Io attribuisco queste splendide battute alla sua ironia e alla sua prudenza. Mi pare che quello che doveva dire lo ha fatto capire attraverso la storica conferenza di mons. Gaenswein, suo segretario, il quale ha parlato di una “situazione eccezionale” che si era creata e di un “pontificato d’eccezione” a proposito del papato emerito.
Quando poi papa Benedetto vorrà e potrà ci spiegherà tutto di persona. Speriamo nel libro che esce fra poche settimane.
Nel frattempo vedo che in questa intervista non gli è stata posta l’unica domanda importante: perché ha deciso di essere “papa emerito” e perché dichiarò che rinunciava solo all’ “esercizio attivo”.
Dal momento che il suo segretario mons. Gaenswein ha dato a questa decisione un significato epocale (pontificato d’eccezione), credo si debba solo aspettare…..

Il Beato Miroslav Bulešić

Il BEATO  Miroslav Bulešić

Il BEATO Miroslav Bulešić

….fece irruzione nella casa un gruppo di comunisti, che si scagliarono soprattutto e con più violenza sul giovane don Miroslav, colpendolo senza pietà, ovunque potessero. Alcuni testimoni guardavano impotenti dal di fuori quello che stava succedendo. Don Miroslav era ricoperto di sangue. Per due volte lo hanno sentito esclamare: “Gesù, accogli la mia anima”. Poi il suo assassino gli tagliò la gola con un coltello. Il sangue del martire ricoprì le pareti e il pavimento. Erano circa le 11 del 24 agosto 1947.

Se anche Tv2000 dubita delle lacrime di sangue della Madonna

MadonninaDecimoAnniversario“Concludo questa disamina degli eventi di Civitavecchia con l’esclamazione di chi si trova di fronte ad un intervento straordinario di Dio nella storia: «Qui c’è il dito di Dio» (cf. Lc 11,20). Dio ha scelto una piccola diocesi, alle porte di Roma e nel cuore dell’Italia, per pronunciare mediante la guttazione di sangue della Madonnina una parola di salvezza. E ha voluto che tutto partisse non già da un tempio dedicato al culto divino, ma da un’edicola posta nel giardino di una famiglia per indicare che proprio dai focolari domestici, oggi tanto minacciati da separazioni, divorzi e aborti, deve cominciare la terapia della società e il rinnovamento della Chiesa.

Il succedersi dei fatti non lascia adito ad altre interpretazioni al di fuori di un fenomeno umanamente inspiegabile ma di natura religiosa che rimanda alla Madre di Gesù, raffigurata nella statuetta, e in ultima analisi al suo e nostro Dio unitrino.”

 

Arduo dire che “la Chiesa non si è ancora pronunciata” dopo aver letto queste parole. Che, per inciso, provengono da una pubblicazione ufficiale della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia. Eppure il fastidioso refrain –usato a iosa anche nei confronti della straordinaria mariofania di Medjugorje- è tornato a farsi sentire. L’occasione è venuta dalla morte di Monsignor Girolamo Grillo, Vescovo emerito di Civitavecchia e Pastore di quella Chiesa locale dove avvenne la struggente lacrimazione di sangue di una piccola statua della Regina della Pace.

TG2000 23 AGOSTO 16Spiace che in tale svista sia caduta pure la Chiesa italiana: attraverso TV2000 ha aperto il Tg delle 18.30 di mercoledì 23 agosto (quasi due giorni dopo, cioè) dando notizia della morte del presule calabrese. Il gaio conduttore ha introdotto una serie di servizi riguardanti Grillo e Civitavecchia con una sfilza di prudentissime parole: il condizionale è abbondato e pure il refrain (“la Chiesa non si è ancora….”) è stato ribadito.

Peccato che la Chiesa di Civitavecchia, invece, ha già dato da tempo il suo chiaro giudizio.

Mons. Grillo sepolto ai piedi della Madonnina?

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La nicchia della chiesa parrocchiale di Borgo Pantano dove si trova la statuina. E’ qui che monsignor Girolamo Grillo ha esplicitamente chiesto di essere sepolto.

La morte di mons. Girolamo Grillo ha inevitabilmente riproposto la straordinaria vicenda –di chiara origine soprannaturale- che ha avuto inizio a Borgo Pantano, frazione di Civitavecchia, nel lontano 2 febbraio 1995 e che –è importante ricordarlo- continua ancora oggi, nel silenzio e nell’evangelico nascondimento.

Come si è già detto le lacrimazioni (di sangue!!!) della statuina della Vergine Santa (comprata a Medjugorje e donata alla famiglia Gregori da Don Pablo Martin) pur essendo un fenomeno assolutamente eccezionale e pregno di significati non rappresentano l’essenza ed il compimento della mariofania di Civitavecchia.

copertina CivitavecchiaQui è davvero necessario rinviare all’indispensabile libro di Padre Flavio Ubodi (“La Madonnina di Civitavecchia, Ares, 2012) che la casa editrice ha di recente ripubblicato in una nuova edizione –la sesta- ampliata e rivista–  nel volume il teologo Cappuccino illustra in modo magistrale l’intera vicenda

Mons. Grillo è morto la mattina del 22 agosto (il giorno in cui la Chiesa ricorda la regalità della Vergine Santa), ottantaseienne, mentre si trovava in una struttura delle Suore del Cuore Immacolato di Maria, e precisamente la casa S. Giuseppe  di Oderheiu Secuiesc, nel distretto di Hargita, in Romania.

MONS.GRILLOIl rapporto di mons. Grillo con queste suore è un capitolo importante sia nella sua personale vicenda umana ed anche della intera mariofania: la Fondatrice, Maria Cotoi , è una mistica di cui si sa pochissimo, coetanea del Grillo, conosciuta come Madre Ionela. Fu lei a volere, nel 1994,  due sue suore nella Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, nonostante la Congregazione fosse contraria a tale scelta. In quell’occasione la mistica rumena ebbe a dire delle parole che si compresero appieno solo quel 15 marzo del 1995 quando la statua della Madonna lacrimò sangue nelle mani di monsignor Grillo: erano presenti proprio  le due suore inviate da Madre Ionela, e ne furono testimoni oculari.

Jessica 16Molto ci sarebbe da dire ancora: e su mons. Grillo e sulla prodigiosa mariofania e col tempo tutto si comprenderà meglio. Sarà la famiglia Gregori ed in particolare Jessica –depositaria di importantissimi segreti riguardanti il mondo e la Chiesa- a svolgere un ruolo fondamentale. Qui si ricorda solo che Jessica ha avuto modo di incontrarsi personalmente con Suor Lucia di Fatima e che era in rapporto epistolare con Giovanni Paolo II.

Infine una nota: mentre scriviamo queste righe la salma di mons. Grillo è ancora nella lontana Romania e non è dato di sapere dove e quando si svolgeranno le esequie del presule calabrese. Però son note le sue volontà riguardo la sepoltura: nella sua autobiografia le rese pubbliche e consistono nel voler essere sepolto “ai piedi della Madonnina di Civitavecchia in attesa della risurrezione finale”. Sarà rispettata questa sua richiesta dall’attuale Arcivescovo della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia Luigi Marrucci?

Chiesa-santuario Sant’Agoostino (Civitavecchia, Roma) – La nicchia della chiesa parrocchiale di Borgo Pantano dove si trova la statuina. E’ qui che monsignor Girolamo Grillo ha esplicitamente chiesto di essere sepolto.

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In riferimento a quanto scritto nell’articolo (in particolare riguardo le esequie, la sepoltura e le sue volontà espresse quando era in vita) va registrata una nota dell’attuale Vescovo della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia. In essa, fra le altre cose, si comunica che la tumulazione di Monsignor Girolamo Grillo è già avvenuta nel cimitero di Bucarest.

Di seguito viene riportato integralmente il comunicato;

Carissimi, lunedì 22 agosto il vescovo emerito di Civitavecchia-Tarquinia è tornato serenamente tra le braccia del Padre buono e misericordioso.
Il decesso è avvenuto in Romania a Oderheiul Secuiesc (Harghita) presso la casa San  Giuseppe, tenuta dalle Suore della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, che ospita e assiste bambini in difficoltà, dove il vescovo amava trascorrere con serenità alcuni giorni del riposo estivo.
La Celebrazione Eucaristica di esequie, presieduta dal nunzio apostolico monsignor Miguel Maury Buendìa è avvenuta venerdì 26 agosto alle ore 16 nel Cimitero di Bucarest dove è stato temporaneamente sepolto, in attesa di conoscere ed eseguire le sue volontà testamentarie.
La diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, che lo ha avuto suo pastore dal 1983 al 2006, lo ricorderà al Signore con l’Eucaristia di suffragio nel trigesimo della morte, giovedì 22 settembre, nella Chiesa Cattedrale, alle ore 18.30.
L’invito a partecipare è rivolto a tutti: sacerdoti, religiosi, aggregazioni ecclesiali, fedeli.
Mentre ringrazio anticipatamente quanti interverranno, a tutti chiedo di affidare a Dio nella preghiera il vescovo Girolamo, perché lo accolga nella sua beatitudine.
Con la benedizione del Signore,
 
+ don Luigi, vescovo

La morte di Mons.Grillo – Fu Vescovo durante le lacrimazioni di sangue a Civitavecchia

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Monsignor Girolamo Grillo, Vescovo di Civitavecchia, con la statuina della Madonna, appartenente alla famiglia Gregori, che lacrimò sangue ben 14 volte. E’ il 1995

È morto mons. Girolamo Grillo, il vescovo della Madonnina delle lacrime di Civitavecchia. È successo ieri, nel giorno di Maria Regina. E in questo chi lo ha conosciuto potrà leggerci una carezza, quasi una firma del Cielo nel momento del distacco e del dolore, perché dice molto di lui e della vicenda in cui è stato coinvolto. A Civitavecchia, non tutti sanno, all’evento delle lacrimazioni fece seguito, negli anni 1995 e 1996, un ciclo di apparizioni della Vergine presso la famiglia Gregori, proprietaria della statua, su cui la Chiesa ancora indaga, ma avvalorate, come a breve vedremo dallo stesso ordinario diocesano…

Orbene la Madonna  si è qui presentata nei titoli di «Regina della Chiesa» e di «Regina della Famiglia», e lo stesso vescovo Grillo, nel 2011, introduceva con queste parole il libro testimonianza dedicato ai misteriosi eventi verificatesi nella sua diocesi: «Sarà questo il mio testamento spirituale: un vero atto di amore alla celeste Regina che ha voluto coinvolgermi in una storia lunga e, per qualche verso drammatica».

Questa frase risalta anche nella quarta di copertina dello stesso memoriale, edito da Shalom, il cui titolo è La vera storia di un doloroso dramma d’amore e che riferisce la straordinaria esperienza dell’Autore, turbinosa e a tratti certamente dolorosa, iniziata il 2 febbraio 1995 nel giardino dei Gregori con le lacrimazioni di sangue della celebre statua della Madonna raffigurante la Regina della Pace.

Monsignor Grillo inizialmente si mostrò ostile all’evento, arrivando a ordinare al parroco della famiglia di distruggere il sacro manufatto, ma in seguito, dopo anche aver ordinato un esorcismo, accettò di custodire personalmente la bianca Madonnina finché, il 15 marzo successivo, la statua lacrimò per la quattordicesima volta direttamente nelle sue mani, causandogli un principio di infarto, ma soprattutto un profondo turbamento interiore.

Quell’evento fu lo spartiacque della sua esistenza, o meglio il ritorno all’origine, alla genuina devozione materna la quale, quando era bambino, pellegrinando in ginocchio, aveva ottenuto dalla Vergine di Portosalvo che gli salvasse un occhio ferito da un sasso e ormai dato per perso. Calabrese, di umili origini – nacque a Parghelia, in provincia di Vibo Valentia nel 1930 –, intelligente e portato negli studi, Girolamo si era in seguito affidato più alla ragione e alla prassi, rincuorato anche da una rapida carriera ecclesiastica che lo condusse diritto in Vaticano nella Segreteria di Stato sotto la direzione del cardinale Benelli, e poi vescovo a Cassano Jonio (1980), prima che della diocesi di Civitavecchia e Tarquinia (1983).

Ma il giorno 15 marzo 1995 ribaltò la prospettiva, segnando indelebilmente il prima e il dopo nella vita di questo sacerdote, che poco alla volta, incalzato dal Mistero, iniziò a riscoprire il senso dell’affidamento, il valore dell’adeguare la propria libertà al piano di Dio: «Mi trovo – confidò – alla scoperta cocente della mia incapacità fondamentale, della mia presunzione di poter agire con le mie sole doti intellettuali e morali. Non posso nascondere di aver intrapreso il mio cammino a cavallo, ma, dopo un lungo galoppo, ho scoperto che il mio incedere, sotto molti punti di vista brillante, nascondeva una grande fragilità».

Grillo e GregoriLa sua cavalcata, di fronte a una statua di gesso che piange e a una bambina, Jessica Gregori, allora di soli 6 anni, che gli porta a casa i messaggi della Vergine, si conclude con una caduta, come per san Paolo: «Io cercavo la verità con raziocinio e l’ho avuta con una bastonata in testa». Che ha messo il seme per una nuova conversione, più autentica, per un ripartire, per «quella vera risposta e quel vero impegno, giunti soltanto in secondo tempo».

Non tornò mai indietro, ma non fu un percorso semplice. Ogni volta che succedeva qualcosa il vescovo Grillo – parlo per conoscenza personale – per suo istinto si ritraeva. Schivo, fragile, come lui stesso si definiva, e al tempo stesso di carattere coriaceo tentò a lungo di sfuggire dal servire il disegno divino che si manifestava via via davanti a lui con contorni sorprendenti: lacrimazioni ed essudazioni di due identiche statue della Vergine, apparizioni di angeli che precedono come a Fatima le visite della Madonna, 93 messaggi della stessa, manifestazioni demoniache accompagnate, fortunatamente, da ben più numerose grazie e guarigioni straordinarie… Di ogni tipologia di questi fatti straordinari mons. Grillo fu chiamato a testimone. Se chiedeva un segno il Cielo glielo accordava; se non lo chiedeva, anzi vi rifuggiva, il buon Dio glielo mandava ugualmente…

Padre Flavio UbodiRimando al volume La Madonna di Civitavecchia di padre Flavio Ubodi, intermediario del vescovo con la famiglia Gregori, che entra nel merito di numerosi avvenimenti soprannaturali a sostegno di una mariofania ancora in corso che, come ha commentato con profondità Antonio Socci nel suo recente volume La profezia finale, si verifica nella metropolitania di Roma, nel cuore stesso della Chiesa.

Nelle sue apparizioni la Madonna chiede sempre l’apporto degli uomini – «Ho bisogno di voi!», dice – per realizzare i suoi disegni. Chiede e non ordina perché ogni chiamata di Dio non lede mai la libertà dei suoi figli.

A Civitavecchia poi, come a Guadalupe, a Ghiaie di Bonate, a Montichiari e in molti altri luoghi delle sue venute, si è rivolta accorata ai vescovi, perché riconoscessero l’urgenza e la grazia di questa sua presenza, facendo conoscere a tutti i suoi messaggi… A differenza di altri suoi fratelli nell’episcopato, mons. Grillo alla fine ha dato seguito a queste implorazioni materne. Tardivamente, forse, e non con la fermezza dovuta, secondo la sua indole – nei messaggi la Vergine si riferisce a lui affettuosamente come «il mio piccolo vescovo» –, ma vi ha dato seguito.

Prima di lasciare il governo della diocesi ha compiuto due gesti altamente significativi,elevando a Santuario mariano la parrocchia Sant’Agostino di Pantano, che dal giugno 1995 custodisce la Statua che ha lacrimato sangue, e celebrando una Messa nella casa dei Gregori accordando loro, per iscritto, piena libertà di testimonianza. Da ultimo, con la pubblicazione del suo diario ha spiegato per quali ragioni, anche di natura soprannaturale, si sia convinto della veridicità delle apparizioni.

L’atto di fede comporta sempre la croce, che non risparmiò neppure mons. Grillo. Siamo in un’epoca egocentrica e razionalista che nega il Divino. I cristiani sono ridotti in minoranza e quanti si appoggiano sulle proprie forze anziché nelle robuste braccia del Padre celeste finiscono a loro volta per annacquare la fede, lasciarsi prendere dal timore e potranno – chissà – arrivare a negare l’azione di Dio nella loro vita o a vergognarsi di esporre la statua della Madonna in un luogo pubblico… Il «piccolo Vescovo» di Civitavecchia dovette continuamente confrontarsi con questo stato di cose. Soffrì moltissimo per l’incomprensione che si spinse al dileggio di diversi fratelli nell’episcopato, fra cui alcuni che godevano ieri come oggi di alta visibilità nella Chiesa.

GP2 MedjugorjePoté contare, tuttavia, sull’appoggio certo e mai venuto meno di Giovanni Paolo II il quale, come si riscontra con dovizia di particolari nei libri di mons. Grillo e di padre Ubodi, volle venerare più volte la Madonnina delle lacrime; firmò di suo pugno un documento in cui si afferma che l’Atto di Affidamento alla Madonna dell’8 ottobre del 2000 è stato fatto in ascolto degli avvenimenti di Civitavecchia; e stabilì con la famiglia Gregori, tramite anche il suo segretario mons. Emery Kabongo, un rapporto di cui si hanno tracce ufficiali fino al suo ultimo ricovero al Gemelli.

Alla morte di Giovanni Paolo II mons. Grillo si sentì inizialmente smarrito. In quei giorni la statua della Madonna in casa dei Gregori ha pianto copiosamente lacrime umane. Esiste un video – di cui il sottoscritto è testimone – in cui il vescovo assiste al fenomeno in ginocchio chiedendo perdono alla Vergine di non aver fatto tutto ciò che Lei gli aveva chiesto. Questo suo scritto mi pare renda bene l’idea di un lungo travaglio interiore: «C’è una voce nella mia vita che continuamente risuona, con un’incessante domanda: “Perché non hai pregato, come avresti dovuto pregare? Tu avresti dovuto pregare per quelli che pregano e per quanti non pregano, e invece non l’hai fatto”. Ti chiedo perdono, pertanto, o Signore, perché non sempre la preghiera è stata per me sorgente di luce nel mio apostolato, per la conversione dei peccatori, per le anime più perfette nella via di Dio».

Di tanto in tanto mi chiamava al telefono: «Sono mons. Grillo», diceva, «Riccardo, difendi sempre la Madonnina». Non domandava, implorava. Le ultime due volte ho provato a rispondere a questo appello con la bellissima intervista che Fabio Gregori mi ha concesso, e che ora chiude il volume di padre Ubodi, e con l’intervista allo stesso padre Flavio pubblicata sulla Nuova Bussola Quotidiana.

Ho incontrato mons. Grillo l’ultima volta, nel febbraio dello scorso anno davanti alla chiesetta di Pantano, al termine di una mattinata che aveva speso a confessare i pellegrini. Vi veniva spesso da Roma, dove da emerito risiedeva presso la Basilica di Santa Maria Maggiore. L’ho trovato sereno, pacificato e con uno sguardo santo e buono, fatto certo di aver ben servito la sua Regina.

In un articolo del 2003 a Lei si rimetteva totalmente, esprimendo tanto amore filiale e desideroso di incontrare un giorno il suo sorriso. Con riferimento personale alla vicenda che gli era stata data di vivere, chiudeva il suo tributo, affidandosi a una poesia di santa Teresa di Lisieux: «Vorrei cantare Madre, perché / t’amo, / e perché il dolce tuo nome mi fa / trasalire il cuore…». Più sotto: «Perché una creatura possa darsi tutta alla sua mamma / bisogna che questa pianga con lei, / divida i suoi dolori. / Regina del mio cuore, / quanto piangesti quaggiù per attirarmi a te!».

P.S. Mons. Girolamo Grillo è morto ieri mattina, 22 agosto, festività della Beata Vergine Maria Regina, alle ore 8 e 30, durante le sue ferie estive in Romania. Da diversi anni amava raggiungere per l’estate la Casa San Giuseppe di Oderheiul Secuiesc. Il vescovo aveva dato anche il suo sostegno a quest’opera  di aiuto ai bambini disagiati fondate dalle Suore del Cuore Immacolato di Maria che lui aveva potuto apprezzare proprio negli anni di ministero nella diocesi di Civitavecchia e Tarquinia.

MONS Grillo

18 Agosto 1930 (Parghelia – VV)     22 Agosto 2016 (Odorheiu Secuiesc – Romania)

MADONNINA DI CIVITAVECCHIA

E’ Lei la Regina

CORONATION.OF BLESSED MARY

Oh Blessed Virgin Mary, you really are the Queen. Queen of God, Queen of the Church, Queen of Heaven!

 

O glorious Mother Mary, meditating on the Mystery of thy Coronation in Heaven, when, upon being taken up to heaven after thy death, thou wert triply crowned as the August Queen of Heaven by God the Father as His beloved Daughter, by God the Son as His dearest Mother, and by God the Holy Ghost as His chosen Spouse; the most perfect adorer of the Blessed Trinity, pleading our cause as our most powerful and merciful Mother, through thee,