Ogni Vescovo consacri la propria Diocesi al Cuore Immacolato di Maria

E’ una necessità. Che appare sempre più urgente. Lo si faccia, con fede. Ci si consacri in privato, attraverso un Religioso. Si consacri la propria famiglia al Cuore Immacolato di Maria. I paesi, le città, le Diocesi. Lo si faccia. La Madonna gradirà e ci donerà celesti grazie e protezione dal male, che infuria e che “come leone ruggente” cerca chi può sbranare.

se-sapeste

L’omofobia? Non c’entra nulla con gli omosessuali: è solo un trucco per limitare la libertà (di tutti)

Un po’ di chiarezza sulla questione
(e tanta solidarietà sincera a chi combatte per la Verità)

Ontologismi

Breve storia di uno psicoreato: l’omofobia da invenzione terminologica ad etichetta discriminatoria

bkj3ta3caaa89euL’omofobo è il nemico. Come abbiamo fatto a lasciarci ingannare in questo modo?
Da quando il termine “omofobia” è stato introdotto su larga scala, entrando nel linguaggio comune, le cose si sono via via fatte più chiare. Oggi sono chiarissime: l’omofobia è un trucco, nient’altro che un inganno, introdotto nel contesto sociale, con un fine ben diverso da quello che vorrebbero farci credere. Hanno preparato il terreno, per anni. Mentre le sentinelle a difesa della libertà dormivano. Adesso siamo pronti: nella percezione comune l’equazione è già impressa: “omofobo = nemico”. L’omofobo è il nemico da combattere. Nessuno sa spiegare perché o per come, ma siamo giunti a questo punto. Uscite, sperimentate voi stessi. Ditelo in pubblico, che siete omofobi. Provateci, anche per scherzo.

Hanno creato una classe di intoccabili, al di sopra della…

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“Chiesa e massoneria, le ambiguità del cardinale” di (Angela Pellicciari)

“il cardinale  scrive una frase allusiva che risulta incomprensibile: bisogna «superare quell’atteggiamento di certi ambienti integralisti cattolici che –per colpire alcuni esponenti anche gerarchici della Chiesa a loro sgraditi- ricorrevano all’arma dell’accusa apodittica di una loro appartenenza massonica». A chi si riferisce Ravasi? Chi sono coloro che screditano alcuni membri della gerarchia (quali?) addebitando loro un’appartenenza massonica non dimostrata? L’arma di cui parla Ravasi ha un nome preciso, si chiama calunnia.”

Era il 19 febbraio del 2016 quando la storica Angela Pellicciari pubblicava un articolo riguardante la massoneria ed il Cardinale Gianfranco Ravasi. L’articolo della Pellicciari è rintracciabile al seguente link: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-chiesa-e-massoneria-le-ambiguita-del-cardinale-15299.htm .

A beneficio dei lettori de “Il bene vincerà” lo riproponiamo in forma integrale, così come venne pubblicato da “La Nuova Bussola Quotidiana”, il giornale online diretto da Riccardo Cascioli. Buona lettura.

Chiesa e massoneria, le ambiguità del cardinale
di Angela Pellicciari

ravasi

Padre Rosario Esposito (1921-2007), religioso paolino che alla fine della vita ha deciso di rendere pubblica la propria affiliazione alla massoneria, ha calcolato che la Chiesa ha emesso 586 condanne contro l’ordine dei liberi muratori. Moltissime. La ragione di tanto reiterato interesse da parte dei Papi è principalmente dovuta all’instancabile azione lobbistica dei fratelli che non smettono mai, all’indomani di ogni nuova condanna, di professarsi tutt’atro che ostili alla Chiesa cattolica. I Papi non avrebbero visto giusto e, in ogni caso, il nuovo tipo di massoneria avrebbe abbandonato ogni forma di ostilità nei confronti della Chiesa.
La prima condanna antimassonica è emessa da Clemente XII nel 1738 solo pochi anni dopo la fondazione della Gran Loggia di Londra nel 1717. Tenuto conto che ripetuti giuramenti vincolano al segreto i fratelli massoni per tutto quanto riguarda la vita di loggia, tenuto conto anche che la violazione del patto stipulato comporta la pena di morte, la tempestività della condanna è prodigiosa. Nella lettera apostolica In Eminenti papa Corsini specifica che il suo pronunciamento riguarda tutte le associazioni di tipo massonico, indipendentemente dal nome con cui vengono chiamate. Particolare di non poco conto.
L’ultimo pronunciamento a carico della massoneria è emesso il 26 novembre 1983 dal cardinal Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che scrive con l’esplicita approvazione del Santo Padre Giovanni Paolo II. La secolare condanna è ribadita nei termini più netti. La motivazione della reiterazione del pronunciamento è dovuta –una volta di più- al non aver il Codice di Diritto Canonico del 1983 esplicitamente condannato la massoneria: dalla mancata ripetizione della scomunica le logge deducono (meglio, affermano e divulgano di dedurre) che l’ostilità ecclesiastica nei loro confronti è finita.
Questo rapido excursus è necessario per cercare di capire l’articolo (“Cari fratelli massoni”) che è stato pubblicato da Il Sole 24 Ore domenica 14 febbraio a firma del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Il cardinale dà risalto a «un interessante volumetto» che, oltre alla Dichiarazione di Ratzinger, riporta «due documenti di altrettanti episcopati locali, la Conferenza episcopale tedesca (1980) e quella delle Filippine (2003)». A partire dall’analisi di questi testi Ravasi giunge alla conclusione che, proprio come scrivono i vescovi tedeschi, «bisogna andare oltre “ostilità, oltraggi, pregiudizi” reciproci, perché “rispetto ai secoli passati sono migliorati e mutati il tono, il livello e il modo di manifestare le differenze” che pure continuano a permanere in modo netto».
Cosa dicono i vescovi tedeschi? Ripercorriamo i punti salienti della Dichiarazione nell’ordine in cui vengono menzionati: è possibile ipotizzare un nuovo rapporto fra Chiesa cattolica e massoneria, si domandano i presuli? «L’opinione che la Libera Muratoria si fosse a tal punto trasformata, che la precedente posizione della Chiesa fosse superata» è stata diffusa tramite «un’ampia attività rivolta alla pubblica opinione, in forma di convegni, sedute aperte di logge, pubblicazione di libri, articoli in giornali e riviste» (curiosamente la Dichiarazione parla di articoli in giornali). I vescovi precisano: l’opinione menzionata fu favorita da un certo modo, completamente falso, di interpretare l’ultimo Concilio «come se la Chiesa avesse abbandonato l’idea orientatrice di una verità obiettiva, sostituendola con quella della dignità umana. Ne conseguirebbe un rapporto di vicinanza fra la Chiesa cattolica e la Libera Muratoria».
Le cose non stanno così perché «la Libera Muratoria mette in questione la Chiesa in modo fondamentale».  É vero che «sono migliorati e mutati il tono, il livello e il modo di manifestare le differenze» come è vero che la Chiesa sa di dover collaborare «quando si tratta del raggiungimento di fini umanitari e caritativi» (e quando mai è successo il contrario?), ma è altrettanto vero che «La Libera Muratoria non è mutata nella sua essenza» e che quindi «l’appartenenza contemporanea alla Chiesa cattolica e alla Libera Muratoria è esclusa». Le dichiarazioni di incompatibilità non «impediscono, però, il dialogo», scrive Ravasi. La notazione è curiosa perché non c’è periodo storico in cui la Chiesa non sia stata aperta al confronto. E questo vale dall’inizio.
A cominciare dalla Prima lettera di Pietro («pronti sempre a rispondere a chi vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto»), per continuare con tutto il pensiero filosofico cristiano (vedi la Città di Dio di Agostino o la Summa di Tommaso). Alla massoneria appartiene invece la teorizzazione di un tipo di dialogo particolare, funzionale alla scomparsa della verità cattolica: «Il gran punto sta nel dividere dal Papa il maggior numero possibile di cattolici […] Modo lento, ma certo, a combattere e spegnere il mostro chiamato superstizione cattolica, il quale s’incarna nel Papa e nell’esercito clericale, sì numeroso e sì bene ordinato, è la libera discussione, il cui suono rintrona ormai fin entro le mura del Vaticano», scrive nel 1871 il massone Giuseppe Ricciardi.
Dopo aver parlato di dialogo, il cardinale scrive una frase allusiva che risulta incomprensibile: bisogna «superare quell’atteggiamento di certi ambienti integralisti cattolici che –per colpire alcuni esponenti anche gerarchici della Chiesa a loro sgraditi- ricorrevano all’arma dell’accusa apodittica di una loro appartenenza massonica». A chi si riferisce Ravasi? Chi sono coloro che screditano alcuni membri della gerarchia (quali?) addebitando loro un’appartenenza massonica non dimostrata? L’arma di cui parla Ravasi ha un nome preciso, si chiama calunnia. L’accusa andrebbe pertanto circostanziata, trattandosi di materia grave. Altrimenti si tratta di fare di tutta l’erba un fascio.
Forse non sarebbe stato male, oltre alla citazione di un documento prodotto da una singola Conferenza episcopale, fare qualche cenno al ricchissimo, sempre chiaro e netto magistero pontifico, magistero che mette ripetutamente in evidenza anche il carattere satanico del progetto massonico. Cosa rimane dalla lettura dell’articolo di Ravasi? La sensazione che il dialogo fra massoneria e Chiesa cattolica vada ufficializzato, superando la secolare contrapposizione frontale. Non sarebbe male se, per l’ennesima volta, la Santa Sede tornasse a pronunciarsi contro la massoneria.

Rimozione del Tabernacolo: la Chiesa ubbidisce agli ordini della Massoneria

Date le notizie di cronaca di queste ore secondo le quali, a vario titolo, sarebbero coinvolti esponenti della Chiesa e la massoneria viene riproposto questo articolo.

Il Bene vincerà

tabernacoloC’è un inquietante documento che circola. Non è da oggi che è stato reso pubblico e  molti –moltissimi- lo han letto ma bisogna dire che non gli è stata data la attenzione che esso meriterebbe. Trattasi di un piano, un preciso piano, elaborato dalla massoneria, per distruggere la Chiesa Cattolica. Esso, naturalmente segretissimo, venne alla luce dopo che un sacerdote francese, avendo abiurato da quella infernale setta, decise di renderlo pubblico.

Egli stesso lo seguiva quando faceva parte della loggia ed è certissimo che ancora oggi esso viene seguito in tutti i suoi punti dagli ecclesiastici (preti ma anche vescovi e cardinali) che, tradendo Gesù Cristo e la Sua Chiesa, ubbidiscono alle direttive della fecale massoneria.

Basta dare una occhiata, anche veloce!, per rendersi conto di come effettivamente tali direttive, contenute nel piano, sono state eseguite: è sufficiente entrare nelle chiese –quelle moderne ma non solo- per verificare gli…

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