(ri)leggere “Ecclesia in Europa”

ESORTAZIONE APOSTOLICA
POST-SINODALE
ECCLESIA IN EUROPA
DEL SANTO PADRE
GIOVANNI PAOLO II
AI VESCOVI
AI PRESBITERI E AI DIACONI
AI CONSACRATI E ALLE CONSACRATE
ED A TUTTI I FEDELI LAICI
SU GESÙ CRISTO,
VIVENTE NELLA SUA CHIESA,
SORGENTE DI SPERANZA PER L’EUROPA

santo

 

INTRODUZIONE

Annuncio di gioia per l’Europa

1. La Chiesa in Europa ha accompagnato con sentimenti di partecipazione i suoi Vescovi riuniti in Sinodo per la seconda volta, mentre erano intenti alla meditazione di Gesù Cristo, vivente nella sua Chiesa, sorgente di speranza per l’Europa.
È un tema che anch’io, riprendendo con i miei fratelli Vescovi le parole della Prima Lettera di san Pietro, voglio proclamare a tutti i cristiani d’Europa all’inizio del terzo millennio. « Non vi sgomentate, […] né vi turbate, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi » (3, 14-15).
Quest’annuncio è continuamente risuonato lungo il Grande Giubileo del Duemila, con cui il Sinodo, celebrato nella sua immediata vigilia, è stato in stretta relazione, quasi porta aperta su di esso.(2) Il Giubileo è stato « un unico, ininterrotto canto di lode alla Trinità », un autentico « cammino di riconciliazione » e un « segno di genuina speranza per quanti guardano a Cristo e alla sua Chiesa ».(3) Lasciandoci in eredità la gioia dell’incontro vivificante con Cristo, che « è lo stesso, ieri, oggi e sempre » (Eb 13, 8), ci ha riproposto il Signore Gesù come unico e indefettibile fondamento della speranza vera.

(LEGGI IL TESTO INTEGRALE CLICCANDO QUI)

NOMINA DELL’INVIATO SPECIALE DELLA SANTA SEDE PER MEDJUGORJE

In data 11 febbraio 2017 il Santo Padre ha incaricato S.E. Mons. Henryk Hoser, S.A.C., Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga (Polonia), di recarsi a Medjugorje quale Inviato Speciale della Santa Sede.

La missione ha lo scopo di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà, pertanto, un carattere esclusivamente pastorale.

È previsto che S.E. Mons. Hoser, il quale continuerà ad esercitare l’ufficio di Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga, completi il suo mandato entro l’estate prossima.

Madre della Chiesa prega per noi

mater-ecclesiae

i nemici della Chiesa di Cristo volevano esattamente questo: la divisione del mondo cattolico. Ci stanno riuscendo. Ognuno faccia il proprio esame di coscienza e pensi se non sia meglio tacere e pregare piuttosto che alimentare questo clima di diffidenza e sospetti con attacchi personali segno di poca umiltà e tanta superbia.
La Vergine, Immacolata e Madre di Dio, è la Mater Ecclesiae. Vede tutto e conosce quanto sta avvenendo molto meglio di noi. E sarà Lei, la Tutta Pura, a debellare tutte le eresie ed a sostenere la Chiesa di Cristo, suo Divin Figlio, e ciascuno di noi in questa forte prova.
Mater mea fiducia mea.

Tolte le restrizioni a padre Giovanni Cavalcoli

cavalcoli-fbLo ha annunciato lui, personalmente: son state tolte le restrizioni imposte dai Superiori e ne rende grazie al Signore. Con un post sul suo profilo facebook il sacerdote domenicano padre Giovanni Cavalcoli da notizia riguardante il termine di quelle restrizioni che dal Novembre scorso il Priore Provinciale aveva imposto. E lo ha fatto oggi, venerdì 3 novembre 2017, scrivendo un breve comunicato nel tardo pomeriggio (attorno alle 18) tramite il social network facebook (CLICCA QUI)

E proprio su facebook  si uniscono alla gioia del teologo ravennate i tanti suoi estimatori che, spontaneamente e con garbo, avevano espresso la loro solidarietà unitamente ad affetto, stima e tanta preghiera.

Gli oltre mille membri del gruppo “Solidarietà a padre Giovanni Cavalcoli” (CLICCA QUI) ringraziano il Signore ed inviano continuamente  brevi messaggi che rivelano il sincero affetto ed il sollievo per la rimozione delle restrizioni. (a proposito delle restrizioni della Provincia “San Domenico” in Italia del 5 novembre 2016 CLICCA QUI )

Di seguito il testo scritto da padre Giovanni Cavalcoli:

Cari Amici,
vi ringrazio per la vostra solidarietà. Vi comunico la bella notizia, ricevuta oggi, che le restrizioni a me imposte nel novembre scorso dal mio Priore Provinciale, P.Fausto Arici, sono stati da lui revocate. Ringraziamo il Signore e proseguiamo nel nostro cammnino di fede a servizio della Chiesa e dei fratelli.

P.Giovanni

Messaggio del 2 Febbraio 2017…Medjugorje

“voi che pregate e vi sacrificate, voi siete la speranza in questo mondo inquieto. Voi siete i raggi della luce di mio Figlio”

...Voi valete quanto vale il vostro cuore...Giovanni Paolo II

img_1690“Cari figli, voi che cercate di presentare a mio Figlio ogni giorno della vostra vita, voi che provate a vivere con lui, voi che pregate e vi sacrificate, voi siete la speranza in questo mondo inquieto. Voi siete i raggi della luce di mio Figlio, un vangelo vivente, e siete i miei cari apostoli dell’amore. Mio Figlio è con voi. Egli è con coloro che pensano a lui, che pregano. Allo stesso modo, però, egli aspetta pazientemente quelli che non lo conoscono. Perciò voi, apostoli del mio amore, pregate col cuore e mostrate con le opere l’amore di mio Figlio. Questa è l’unica speranza per voi, ed anche la sola via verso la vita eterna. Io, come Madre, io sono qui con voi. Le vostre preghiere rivolte a me sono per me le più belle rose d’amore. Non posso non essere là dove sento profumo di rose. C’è speranza! Vi…

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Benedetto scrive a tutti i Sacerdoti

 

benedict…Don Bosco volle che la continuità del suo carisma nella Chiesa fosse assicurata dalla scelta della vita consacrata. Anche oggi il movimento salesiano può crescere in fedeltà carismatica solo se al suo interno continua a permanere un nucleo forte e vitale di persone consacrate. Perciò, al fine di irrobustire l’identità di tutta la Congregazione, il vostro primo impegno consiste nel rafforzare la vocazione di ogni Salesiano a vivere in pienezza la fedeltà alla sua chiamata alla vita consacrata.

Tutta la Congregazione deve tendere ad essere continuamente “memoria vivente del modo di essere e di agire di Gesù come Verbo incarnato di fronte al Padre e di fronte ai fratelli” (Vita consacrata, 22). Cristo sia il centro della vostra vita! Occorre lasciarsi afferrare da Lui e da Lui bisogna sempre ripartire. Tutto il resto sia considerato “una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù” ed ogni cosa sia ritenuta “come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo” (Fil 3, 8). Da qui nasce l’amore ardente per il Signore Gesù, l’aspirazione ad immedesimarsi con Lui assumendone i sentimenti e la forma di vita, l’abbandono fiducioso al Padre, la dedizione alla missione evangelizzatrice, che devono caratterizzare ogni Salesiano: egli deve sentirsi scelto per porsi al seguito di Cristo obbediente, povero e casto, secondo gli insegnamenti e gli esempi di Don Bosco.

Il processo di secolarizzazione, che avanza nella cultura contemporanea, non risparmia purtroppo nemmeno le comunità di vita consacrata. Occorre per questo vigilare su forme e stili di vita che rischiano di rendere debole la testimonianza evangelica, inefficace l’azione pastorale e fragile la risposta vocazionale. Vi domando perciò di aiutare i vostri Confratelli a custodire e a ravvivare la fedeltà alla chiamata. La preghiera rivolta da Gesù al Padre prima della sua Passione, perché custodisse nel suo nome tutti i discepoli che Gli aveva dato e perché nessuno di loro si perdesse (cfr Gv 17,11-12), vale in particolare per le vocazioni di speciale consacrazione.

Per questo “la vita spirituale deve essere al primo posto nel programma” della vostra Congregazione (Vita consecrata, 93). La Parola di Dio e la Liturgia siano le sorgenti della spiritualità salesiana! In particolare la lectio divina, praticata quotidianamente da ogni Salesiano, e l’Eucaristia, celebrata ogni giorno nella comunità, ne siano l’alimento ed il sostegno. Da qui nascerà l’autentica spiritualità della dedizione apostolica e della comunione ecclesiale. La fedeltà al Vangelo vissuto sine glossa e alla vostra Regola di vita, in particolare un tenore di vita austero e la povertà evangelica praticata in modo coerente, l’amore fedele alla Chiesa e il generoso dono di voi stessi ai giovani, specialmente ai più bisognosi e svantaggiati, saranno garanzia della fioritura della vostra Congregazione.

SAN GIOVANNI BOSCO

Don Bosco è fulgido esempio di una vita improntata alla passione apostolica, vissuta a servizio della Chiesa entro la Congregazione e la Famiglia salesiana. Alla scuola di San Giuseppe Cafasso, il vostro Fondatore imparò ad assumere il motto “Da mihi animas, cetera tolle” come sintesi di un modello di azione pastorale ispirato alla figura e alla spiritualità di San Francesco di Sales. L’orizzonte in cui si colloca tale modello è quello del primato assoluto dell’amore di Dio, un amore che giunge a plasmare personalità ardenti, desiderose di contribuire alla missione di Cristo per accendere tutta la terra con il fuoco del suo amore (cfr Lc 12,49). Accanto all’ardore dell’amore di Dio, l’altra caratteristica del modello salesiano è la coscienza del valore inestimabile delle “anime”. Questa percezione genera, per contrasto, un acuto senso del peccato e delle sue devastanti conseguenze nel tempo e nell’eternità. L’apostolo è chiamato a collaborare all’azione redentrice del Salvatore, affinché nessuno vada perduto. “Salvare le anime” fu quindi l’unica ragion d’essere di Don Bosco. Il Beato Michele Rua, suo primo successore, così sintetizzò tutta la vita del vostro amato Padre e Fondatore: “Non diede passo, non pronunciò parola, non mise mano ad impresa che non avesse di mira la salvezza della gioventù … Realmente non ebbe a cuore altro che le anime”.

Anche oggi è urgente alimentare nel cuore di ogni Salesiano questa passione. Egli non avrà così paura di spingersi con audacia negli ambiti più difficili dell’azione evangelizzatrice a favore dei giovani, specialmente dei più poveri materialmente e spiritualmente. Avrà la pazienza ed il coraggio di proporre ai giovani di vivere la stessa totalità di dedizione nella vita consacrata. Egli avrà il cuore aperto a individuare i nuovi bisogni dei giovani e ad ascoltare la loro invocazione di aiuto, lasciando eventualmente ad altri i campi già consolidati di intervento pastorale…

(Benedetto XVI – dal “Discorso al Capitolo Generale della Società Salesiana di San Giovanni Bosco” – 31 marzo 2008)

MILIONI DI AMERICANI MARCIANO PER LA VITA (ma la Rai non ne parla)

marchScorrettezza senza pari: hanno inondato i telegiornali di qualche centinaio di stupide sessantottine comuniste (vestite da carnevale) che urlavano slogan anacronistici e volgari, qualche giovanotto sbandato che rompeva vetrine e bruciava macchine e che urlavano il loro odio verso il Presidente (regolarmente eletto). E la tv di Stato (che campa col canone di noi cittadini onesti) non da il giusto risalto a milioni di pacifici americani ed americane (ed i loro figli) che marciano per la vita! Si chiama faziosità, ideologia. Forse odio.

VIDEO: Trump, il popolo e la salvezza della politica