APOSTOLI DEGLI ULTIMI TEMPI – Padre Serafino Tognetti ci spiega come fare

Noi non sappiamo se siano davvero quei tempi profetizzati in cui – dice san Luigi Maria Grignion di Montfort – «l’Altissimo e la sua Santa Madre devono formare dei grandi santi», scelti «per far fronte ai nemici di Dio, che fremeranno da ogni parte». Queste anime  – dice ancora san Luigi Maria, di cui era devotissimo san Giovanni Paolo II – sono guidate e sostenute dalla Madonna «così da poter combattere con una mano e costruire con l’altra».

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Ci aiuta nella comprensione, con una utilissima catechesi, il Superiore della Comunità dei Figli di Dio ossia padre Serafino Tognetti. Sono riflessioni fatte durante un pellegrinaggio a La Salette il bellissimo luogo dove la Vergine Maria apparve a Melania Calvat e Massimino Giraud il 19 settembre del 1840 (clicca qui) .

Il discorso si articola in quattro riflessioni: pensiamo di fare cosa utile nel pubblicarle. Non spaventatevi dalla durata: il consiglio è di avviare il video e limitarsi ad ascoltare, senza rimanere “incollati” al monitor del Pc. Con un volume sufficientemente alto e magari svolgendo altre leggere mansioni “immergetevi” nelle riflessioni di padre Serafino. Buon ascolto!

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Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?

E’ l’ultima fatica letteraria di padre Livio Fanzaga, appena uscita nelle librerie. Il titolo riprende un passo del Vangelo (Lc 18,8)  ed anzi, precisamente, un interrogativo di Gesù. Una domanda “inquietante” che lo stesso Paolo VI  si poneva non senza una certa  angoscia.

COPERTINA IL FIGLIO DELL'UOMO

E’ un libro che si legge facilmente -così come si ascoltano con piacere le sue chiare catechesi per radio- questo che ha realizzato padre Livio. Il Direttore di Radio Maria ci mette di fronte alla realtà ecclesiale odierna con dei brevi e chiari capitoli incentrati principalmente sulla persona di Gesù, Figlio di Dio. E ci “rinfresca la memoria”, laddove ve ne fosse bisogno, sulle verità di fede. E specificamente sulla centralità di Gesù Cristo, la sua Divinità, il suo essere l’unico Salvatore del Mondo.

Si tratta di concetti che padre Livio, meritoriamente ed infaticabilmente, propone e ripropone da quasi trent’anni: dai microfoni di Radio Maria e attraverso i suoi ottimi libri, tutti godibilissimi. In qualche modo padre Livio, in questi decenni, ha posto un argine alla scristianizzazione nel nostro Paese: le cose che lui dice difficilmente le ascoltiamo nelle omelie dei nostri Parroci.

Questo libro, di 176 pagine  edito da Sugarco, e di lettura -lo ripeto- agevole e benefica giunge veramente opportuno in una fase così delicata per la Chiesa e per il mondo. Padre Livio, come tutti gli uomini di fede forte e provata, vive con animo sereno questa crisi ecclesiale per due ragioni: la promessa di Gesù (“lo porte degli inferi non prevarranno”) così chiara e divinamente autorevole e poi per la presenza della Regina della Pace da quasi 40 anni in mezzo a noi.

E’ quest’ultimo un fatto eccezionale nella storia della Chiesa: non tutti lo comprendono appieno -ed anzi, c’è chi lo contesta e/o lo mette in dubbio- ma quel materno esserci della “Gospa” – la Madre di Dio!- è fonte di immensa pace e consolazione.

cosimo de matteis

23 Settembre 2018 – 25^ Domenica del Tempo Ordinario – Vangelo ed “omelia in versi”

Dal Vangelo secondo San Marco (Mc 9,30-37)

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
 
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
 
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

25 TO

La messe è molta. E molte le pecore senza pastore!

Può darsi che sia davvero “il tempo dei laici” e che, come ha detto di recente l’Arcivescovo Georg Gaenswein , sia “scoccata l’ora dei laici forti e decisi” (clicca qui) . Può darsi sia effettivamente così ma resta assolutamente necessaria, indispensabile, urgente la presenza di santi Sacerdoti!

COPERTINA

Si, perché la messe è molta, davvero sterminata, epperò gli operai sono pochi (messis quidem multaoperarii autem paucie restando al linguaggio evangelico c’è una massa sterminata, in Italia e nel mondo intero!, di persone che sono “come pecore senza pastore” e quindi in balia dei lupi (magari travestiti da agnelli) o dei mercenari. La compassione, che già fu di Gesù, deve essere anche la nostra! Il brano del Vangelo di Matteo, che precede la chiamata dei discepoli, ci narra il motivo per il quale il Signore Gesù invia i suoi Apostoli:

Egli “vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della mèsse, perché mandi operai nella sua mèsse!», (Mt 9, 36-38).

la messe è molta

Il Signore Gesù ci invita ancora oggi a pregare il Padre, perché non si stanchi mai di chiamare “nuovi operai” alla sua “messe”, di bussare al cuore di tanti giovani, proponendo loro l’avventura meravigliosa di annunciare il Vangelo ad ogni creatura, con lo stile della gratuità.
Oggi più che mai l’annuncio del Vangelo diventa una “necessità” vitale per il mondo. Gesù gratuitamente donò la sua stessa vita, morendo sulla Croce, per la salvezza degli uomini ed ancora oggi dona “tutto se stesso” gratuitamente nel sacrificio Eucaristico, durante la S. Messa… e noi? Quanto siamo disposti a donargli gratuitamente? A noi la risposta.

Saint Charbel l’intemporel

Un grande santo libanese.
Una persona straordinaria la cui devozione è diffusa in tutto il mondo, anche nell’estremità dell’Asia e dell’Australia!
Buona lettura a tutti gli amici che “masticano” il francese!

Chrétien web

Saint Charbel« Actuellement, le grand moyen de la mission, ce n’est pas la discussion : les gens n’y croient plus. Ce ne sont même pas les œuvres ! Le grand moyen, c’est le témoignage de quelqu’un qui est possédé et pris par Dieu, qui par ses attitudes, par ses paroles, laisse voir Dieu, laisse apparaître Dieu, montre ce que Dieu peut faire dans une vie. » Ce propos du père Marie-Eugène de l’enfant-Jésus résume à lui seul la vision du père Charbel qui est de servir le Christ au quotidien.

Youssef Antoun Makhlouf, qui prendra en religion le nom de Charbel, naît le 8 mai 1828 à Béqaa Kafra. Ses parents lui donne très tôt une éducation chrétienne très pieuse. Et dés son plus jeune âge, il a toujours avec lui un livre de prière. Il prie, se confesse et communie fréquemment. Ainsi est-il déjà considéré par les gens du village…

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Intervista a Rod Dreher, anche per lui “è il tempo dei laici”

Riccardo Cascioli intervista lo scrittore e giornalista statunitense Rod Dreher  (l’autore del libro “L’Opzione Benedetto”). Poche parole molto chiare. L’incomprensibile silenzio dei media italiani sulla Testimonianza di Viganò, la necessità di un maggiore impegno dei laici in famiglia e nella società, la negazione che “la fuga dal mondo” sia l’invito contenuto nel suo libro: queste alcune delle cose dette da Dreher

In Italia per presentare il suo libro “L’Opzione Benedetto”, il noto giornalista cattolico, Rod Dreher, interviene sulla vicenda degli abusi sessuali che sta scuotendo la Chiesa americana: “Sono sconvolto da quanto poco, i media italiani, stiano raccontando la verità. Negli Stati Uniti i fedeli sono adirati con i vescovi, perchè hanno mentito così a lungo e hanno coperto gli abusi”.

E sulla memoria presentata da mons. Viganò spiega: “Si può non essere d’accordo con quanto scritto, ma alle sue domande bisogna dare una risposta. Non solo il Santo Padre o i cardinali, anche noi laici dobbiamo dare delle risposte. E dobbiamo porci questa domanda: noi vogliamo una Chiesa Santa? O vogliamo la pace mentale al costo di insabbiare la verità?”

DEDICARE UNA VIA A PAMELA MASTROPIETRO

Il noto psichiatra cristiano Alessandro Meluzzi, noto anche per le sue performances televisive, ha lanciato una proposta semplice quanto di buonsenso e assolutamente condivisibile. Ed è la seguente (uso le sue stesse parole):

pamela volto

Propongo che qualche Comune dedichi una via piazza o giardino a Pamela Mastropietro vittima della Mafia nigeriana!

Non c’è molto altro da aggiungere. Sarebbe un modo bellissimo di ricordare questa ragazza brutalmente assassinata. L’auspicio è che Comuni grandi o piccoli possano rispondere a questo appello. E nel contempo ricordiamo la bella iniziativa della proloco di Casette Verdini, la frazione del vicino comune di Pollenza dove sono stati rinvenuti i trolley con le membra sezionate della povera Pamela: ha eretto un piccolo monumento che ricordasse questa tragedia, della quale gli abitanti ancora non riescono a capacitarsi. La madre di Pamela, Alessandra Verni, ha presenziato Domenica scorsa, 9 settembre 2018, alla inaugurazione (clicca qui).

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