Padre Livio spiega il momento attuale: l’anticristo, l’impostura ed i dieci segreti

IO-SONO-CON-VOI-MARIAPadre Livio Fanzaga è la voce più autorevole per commentare la terribile situazione che il mondo sta vivendo a livello sociale, politico, ecclesiale ma è in chiave soprannaturale che si può e si deve leggere. Ed è precisamente quello che padre Livio fa da oltre 30 anni ed ancora oggi fa con coraggio e lucidità.

Di seguito proponiamo il suo ultimissimo editoriale nel quale, dopo aver illustrato brevemente il tema della impostura anticristica che stiamo vivendo si sofferma su un illuminante sermone di Mons. Fulton Sheen.

In fondo al post trovate il testo,  in una  traduzione realizzata da “Tempi”, di quello che resta uno dei suoi sermoni più celebri, pronunciato alla radio il 26 gennaio del 1947, nell’ambito di una trasmissione intitolata “Light Your Lamps” (Accendete le vostre lampade). Il titolo della puntata era “Signs of Our Times” (Segni dei nostri tempi), e l’intervento di monsignor Sheen fu poi da lui rielaborato, ampliato e riproposto all’interno del libro Communism and the Conscience of the West (Comunismo e coscienza dell’Occidente), dato alle stampe l’anno successivo (1948), e in altre pubblicazioni.

Buona visione, buon ascolto e buona lettura. E soprattutto: preghiamo, preghiamo, preghiamo! Ce lo chiede continuamente la Regina della Pace.

Editoriale del Direttore di Radio Maria Padre Livio Fanzaga – Fulton Sheen e l’inganno del grande umanitario – 17 Agosto 2019  https://www.radiomaria.it/

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Segni dei nostri tempi

Dio vi benedica! Voglio che queste siano le mie prime parole di saluto a voi. Saranno anche le parole conclusive di tutte le trasmissioni. “Dio vi benedica” significa che Dio è amore, che Dio vi ama e che voi dovete ricambiare l’amore di Dio.

Perché così poche persone si accorgono della gravità della nostra crisi presente? In parte è perché gli uomini non vogliono credere che i loro tempi siano malvagi, in parte perché questo significa accusare se stessi e soprattutto perché per misurare i loro tempi essi non hanno altri criteri all’infuori di sé.

Solo quanti vivono secondo la fede sanno davvero che cosa sta accadendo nel mondo. Il Nostro Salvatore potrebbe ben dire quel che disse ai sadducei e ai farisei del Suo tempo: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi» (Mt 16,2-3)

Noi conosciamo i segni dei nostri tempi? Essi indicano due verità ineluttabili, la prima delle quali è che siamo giunti alla fine dell’epoca postrinascimentale che fece dell’uomo la misura di tutte le cose. I tre dogmi fondamentali del mondo moderno si stanno dissolvendo davanti ai nostri occhi.

Primo, stiamo assistendo alla liquidazione dell’uomo economico, o dell’assunto per cui l’uomo, in quanto animale altamente evoluto, non ha altre funzioni nella vita se non produrre e acquisire ricchezza, e poi come le bestie da pascolo invecchiare e morire.

Secondo, stiamo assistendo alla liquidazione dell’idea della naturale divinità dell’uomo, che non ha bisogno di alcun Dio che gli dia dei diritti, o di un Redentore che lo salvi dalla colpa, perché il progresso è diventato automatico grazie alle scienze, all’educazione e all’evoluzione, che un giorno renderà l’uomo una specie di dio.

Stiamo assistendo anche alla liquidazione del razionalismo, o dell’idea secondo cui il compito della ragione umana non è scoprire il significato e lo scopo della vita, e cioè la salvezza dell’anima, bensì ideare nuovi avanzamenti tecnici per fare in modo che la città dell’uomo su questa terra prenda il posto della città di Dio. Può benissimo essere che il liberalismo storico sia soltanto un’era di transizione tra una civiltà che una volta era cristiana e una che sarà decisamente anticristiana.

La seconda grande verità che i segni dei tempi fanno presagire è che siamo decisamente alla fine di un’era non-religiosa della civiltà, con ciò intendo un’era che considerava la religione come un’appendice alla vita, un extra di devozione, un costituente morale per l’individuo ma di nessuna rilevanza sociale, e Dio un compagno silenzioso il cui nome è usato dalla ditta per darsi una rispettabilità ma che non ha niente da dire a riguardo di come si deve gestire l’attività.

La nuova era in cui stiamo entrando è quella che potremmo chiamare la fase religiosa della storia umana. Non fraintendetemi; “religiosa” non vuol dire che gli uomini si rivolgeranno a Dio, ma piuttosto che l’indifferenza all’assoluto che ha caratterizzato la fase liberale della civiltà sarà seguita da una passione per l’assoluto. Da oggi in poi lo scontro non sarà per le colonie e i diritti delle nazioni, ma per le anime degli uomini. Le linee della battaglia sono tracciate chiaramente e non c’è più dubbio su quali siano le questioni fondamentali. Da oggi in poi gli uomini si divideranno in due religioni concepite di nuovo come abbandono a un assoluto. Il conflitto del futuro è tra un assoluto che è il Dio-Uomo e un assoluto che è l’uomo-dio; tra il Dio che si è fatto uomo e l’uomo che si fa dio; tra i fratelli in Cristo e i compagni nell’Anticristo.

L’Anticristo, però, non sarà chiamato così, altrimenti non avrebbe seguaci. Non indosserà calzamaglie rosse né vomiterà zolfo, né impugnerà una lancia né agiterà una coda con la punta a forma di freccia come il Mefistofele nel Faust. Da nessuna parte nelle Sacre Scritture troviamo conferma del mito popolare che immagina il diavolo come un buffone vestito di rosso. È descritto invece come un angelo caduto, come “il Principe di questo mondo” il cui mestiere è di dirci che non esiste nessun altro mondo. La sua logica è semplice: se non c’è un paradiso, non c’è alcun inferno; se non c’è un inferno, non c’è alcun peccato; se non c’è il peccato, non c’è alcun giudizio, e se non c’è un giudizio allora il male è bene e il bene è male. Ma al di là di queste descrizioni, Nostro Signore ci dice che egli sarà molto simile a Lui, che ingannerà perfino gli eletti – e di sicuro nessun diavolo di quelli che abbiamo visto nei libri illustrati riuscirebbe a ingannare gli eletti.

In che modo egli verrà in questa nuova era per convincerci a seguire il suo culto? Verrà travestito da Grande Umanitario; parlerà di pace, prosperità e abbondanza non come mezzi per condurci a Dio, ma come fini in sé. Scriverà libri su una nuova idea di Dio adatta ai modi di vivere della gente; diffonderà la fede nell’astrologia in modo da incolpare per i nostri peccati non la nostra volontà, ma le stelle; spiegherà psicologicamente la colpa in termini di sesso represso, farà sprofondare gli uomini nella vergogna se gli altri uomini diranno che non sono di mente aperta e liberali; identificherà la tolleranza con l’indifferenza verso quel che è giusto e quel che è sbagliato; incoraggerà i divorzi con l’inganno secondo cui una nuova unione è “vitale”; accrescerà l’amore per l’amore e diminuirà l’amore per la persona; invocherà la religione per distruggere la religione; parlerà perfino di Cristo e dirà che è stato il più grande uomo che sia mai vissuto; dirà che la sua missione è liberare gli uomini dalla schiavitù della superstizione e dal fascismo, che baderà di non definire mai.

Ma in mezzo a tutto il suo apparente amore per l’umanità e alle sue chiacchiere su libertà e uguaglianza, avrà un grande segreto che non rivelerà a nessuno: non crederà in Dio. Poiché la sua religione sarà la fratellanza senza la paternità di Dio, ingannerà perfino gli eletti. Istituirà una controchiesa che sarà una scimmiottatura della Chiesa perché lui, il diavolo, è la scimmiottatura di Dio. Essa sarà il corpo mistico dell’Anticristo e a livello esteriore ricorderà la Chiesa come corpo mistico di Cristo. In un disperato bisogno di Dio, indurrà l’uomo moderno nella sua solitudine e frustrazione a morire dalla voglia di entrare a far parte della sua comunità, la quale darà all’uomo uno scopo più grande senza bisogno di correzione personale né di ammettere la propria colpa.

Questi sono giorni in cui al diavolo è stata concessa una corda particolarmente lunga. [Perché non dobbiamo mai dimenticarci che Nostro Signore disse a Giuda e alla sua banda: «È giunta la tua ora». È l’ora di Dio, ma anche quella del male] l’ora in cui il pastore dev’essere percosso e le pecore disperse. La Chiesa si è forse preparata a una simile notte buia, con il decreto del Santo Padre che stabilisce le condizioni per cui un’Elezione Papale può tenersi fuori dalla città di Roma?

Uomini che conoscono la storia hanno visto questi giorni bui avvicinarsi. Nel lontano 1842, 105 anni fa, il poeta tedesco Heine scrisse: «Il comunismo, sebbene oggi se ne parli poco e si aggiri per soffitte segrete su miserabili giacigli di paglia, è l’eroe oscuro destinato un grande, ancorché temporaneo, ruolo nella tragedia moderna… Tempi selvaggi e tetri ci minacciano, e il profeta che desideri scrivere una nuova apocalisse dovrebbe inventare bestie completamente nuove – bestie tanto terribili che le vecchie creature di san Giovanni sembreranno dolci colombe e angioletti in confronto. Gli dèi si velano i volti per la compassione verso i figli degli uomini, i loro antichi fardelli. Il futuro odora di cuoio, sangue, empietà e molte frustate. E io farò bene a consigliare ai nostri nipoti di nascere con scorze dure sulle loro schiene». Questo nel 1842.

Davvero siamo stati avvertiti. Per la prima volta nella storia la nostra epoca ha assistito alla persecuzione del Vecchio Testamento da parte dei nazisti e alla persecuzione del Nuovo Testamento da parte dei comunisti. Chiunque abbia a che fare con Dio oggi è odiato, che la sua vocazione sia di annunciare il Suo Figlio Divino, Gesù Cristo, come per gli ebrei, o di seguirLo come i cristiani. Dal momento che i segni dei nostri tempi indicano una battaglia tra assoluti possiamo aspettarci che il futuro sarà un tempo di prova, per due ragioni.

Innanzitutto, perché si fermi la disgregazione. Se non ci fossero catastrofi, l’empietà prenderebbe sempre più terreno. Quel che è la morte per il singolo uomo, la catastrofe lo è per una civiltà malvagia: l’interruzione della vita e, per la civiltà, l’interruzione della sua empietà. Perché Dio avrebbe messo un angelo con una spada fiammeggiante a guardia del Giardino dell’Eden dopo la Caduta, se non per prevenire che i nostri primi progenitori vi entrassero di nuovo e mangiassero dell’Albero della Vita, cosa che avrebbe reso immortale la loro colpa? Dio non permetterà che l’ingiustizia diventi eterna. Egli permette che accadano rivolte, disgregazione e caos per ricordarci che i nostri pensieri sono stati sbagliati e i nostri desideri sono stati empi. La verità morale è vendicata dalla rovina che consegue al suo ripudio. Il caos dei nostri tempi è l’argomento negativo più forte che potesse mai essere utilizzato dalla cristianesimo. La catastrofe rivela che il male si sconfigge da solo e che non possiamo distogliere lo sguardo da Dio, come abbiamo fatto, senza fare del male a noi stessi.

La seconda ragione per cui dovrà arrivare una crisi è per prevenire una identificazione sbagliata tra la Chiesa e il mondo. Nostro Signore ha inteso che coloro che sono i Suoi seguaci fossero diversi nello spirito da coloro che non lo sono. Ma questa linea di demarcazione è stata offuscata. Invece del nero e del bianco c’è soltanto una sfumatura. La mediocrità e il compromesso caratterizzano le vite di tanti cristiani. Leggono gli stessi romanzi dei moderni pagani, educano i figli nella stessa maniera atea, danno retta ai medesimi commentatori che non hanno altri criteri se non giudicare il presente dal passato e il futuro dal presente; consentono che s’insinuino nelle loro famiglie usi pagani come il divorzio e le seconde nozze; vi sono sedicenti leader sindacali cattolici privi di carattere che danno indicazioni di voto per i comunisti ai congressi, o scrittori cattolici che accettano presidenze in organismi comunisti per inoculare idee totalitarie nei film. Non ci sono più il conflitto e l’opposizione che devono caratterizzarci. Stiamo influenzando il mondo meno di quanto il mondo influenzi noi. Non c’è più diversità.

Noi che siamo stati inviati per fondare un ospedale siamo stati infettati dalla malattia, e dunque abbiamo perduto il potere di guarire. E poiché l’oro è mescolato a una lega, tutto dev’essere gettato nella fornace affinché lo scarto sia bruciato. Il valore della prova sarà di distinguerci. Una catastrofe deve giungere per rifiutarci, disprezzarci, odiarci, perseguitarci, e allora, allora potremo marcare la nostra lealtà, affermare la nostra fedeltà e dichiarare dalla parte di chi stiamo. Diminuiremo in numero, ma aumenteremo in qualità. Non è per la Chiesa che temiamo, ma per il mondo. Tremiamo non perché Dio potrebbe essere scalzato dal trono, ma perché potrebbe regnare la barbarie.

Infine tre consigli pratici per questi tempi, perché i cristiani prendano coscienza che un momento di crisi non è un tempo di disperazione, ma di opportunità. Siamo nati nella crisi, nella sconfitta: la Crocefissione. E una volta che prendiamo coscienza che siamo sottoposti alla Collera Divina, possiamo diventare oggetto della Divina Misericordia. Gli autentici insegnamenti di Dio generano speranza. Il ladrone sulla destra arrivò a Dio attraverso una crocefissione.

In secondo luogo i cattolici devono accrescere la loro fede, appendere un crocifisso nelle loro case, ricordarsi che hanno una croce da portare; riunire le vostre famiglie ogni sera per recitare il rosario; andare alla Messa quotidiana; fare ogni giorno l’Ora Santa nella Presenza del nostro Signore dell’Eucaristia, soprattutto nelle parrocchie dove i pastori sono consci del bisogno del mondo e quindi celebrano servizi di riparazione.

Infine, ebrei, protestanti, cattolici, americani, tutti noi dobbiamo prendere coscienza che il mondo ci chiama a sforzi eroici per la spiritualizzazione. Non invochiamo l’unità religiosa, che non è possibile se acquistata al prezzo dell’unità della verità, ma chiediamo un’unità delle persone religiose, nella quale ognuno marci separato secondo la luce della sua coscienza, ma tutti colpiscano insieme per il progresso morale del mondo. Le forze del male sono unite; le forze del bene sono divise. È possibile che non riusciremo mai ai ritrovarci nel medesimo banco – voglia Dio che accada – ma possiamo incontrarci sulle nostre ginocchia. Potete stare certi che nessun sordido compromesso né equilibrismo vi riguarderà. Coloro che hanno fede faranno meglio a rimanere in stato di grazia e coloro che non l’hanno faranno meglio a capire le proprie intenzioni, poiché nell’era che viene ci sarà un solo modo per fermare le vostre ginocchia tremanti, e sarà piegarle e mettersi a pregare.

Pregate Michele, Michele il Principe del mattino, che sconfisse Lucifero che voleva farsi dio. Quando un tempo il mondo si incrinò a causa di un ghigno in paradiso, egli si alzò e trascinò giù dai sette cieli l’orgoglio che voleva guardare l’Altissimo dall’alto in basso.

E pregate anche Nostra Signora. Ditele: “È a te che è stato dato il potere di schiacciare la testa del serpente che mentendo disse agli uomini che sarebbero diventati dèi. E possa tu, che ritrovasti Cristo allorché Egli fu perso per tre giorni, ritrovarLo di nuovo per il nostro mondo che Lo ha perduto. Dona la Parola all’incontinenza senile della nostra prolissità. E come tu formasti la Parola nel tuo grembo, forma Lui nei nostri cuori. Signora del Blu del Cielo, in questi giorni oscuri accendi le nostre lampade. Ridacci la Luce del Mondo perché una Luce risplenda anche in questi giorni di oscurità”.

Dio vi benedica.

Messa nera ad Ottawa “autorizzata” dallo Stato: URGENTE PREGARE

Mentre scrivo queste brevissime note in Italia sono passate da poco le 22. Al di là dfell’Oceano, in Canda, alle  22 – ora locale- si terrà la prima messa nera. O meglio: i satanisti da sempre celebrano i loro diabolici riti ma quella di stasera è la prima messa nera nella storia del Canada autorizzata dallo Stato!

KOVEN

Il Koven – In questo locale heavy metal a poca distanza dalla Cattedrale dedicata a Nostra Signora si svolgerà l’orribile blasfema e sacrilega messa nera.

Accadrà ad Ottawa, in 93 Murray Street, – in Italia saranno le 4 del mattino di Domenica 18 Agosto- presso The Koven, un locale heavy metal dove il rito sarà celebrato con la «benedizione» di Nicholas Marc, coordinatore nazionale del Tempio di Satana che in questi giorni ha provveduto alla vendita di decine di biglietti a 20 dollari l’uno per quanti fossero interessati a presenziare all’evento.

C’è poco tempo da perdere: per noi c’è solo da pregare. Da soli o in gruppo,  in casa, in chiesa o ovunque. Preghiamo! Ora ad Ottawa sono le 4 del pomeriggio e fervono i preparativi per questo orribile rito. Fortunatamente i fedeli del luogo si stanno organizzando per pregare in riparazione della diabolica messa nera, con diversi Sacerdoti che li assisteranno col permesso dell’Ordinario. Ne parla questo articolo di Giuliano Guzzo sul Timone  (clicca qui) e meno male.

Diffondete questo messaggio: preghiamo, preghiamo, preghiamo. Il satanismo e le messe nere non sono cose su cui scherzarci sopra.

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Questi link sono in inglese, chi può dia uno sguardo:

MAGGIORI INFORMAZIONI:

https://www.lifesitenews.com/news/satanic-temple-in-ottawa-plans-to-hold-first-black-mass-in-canada-august-17

Library of Parliament on Hate – https://lop.parl.ca/sites/PublicWebsite/default/en_CA/ResearchPublications/201825E#a5.3

COSA E’ UNA MESSA NERA?  https://aleteia.org/2018/10/09/what-is-a-black-mass/

https://www.lifesitenews.com/news/etsy-admits-the-sale-of-consecrated-hosts-is-a-policy-violation

https://www.lifesitenews.com/news/court-dismisses-satanists-case-against-pro-life-laws

Consigli per una vacanza ideale. I Santi e le Sante della purezza

Luce che sorge

San Domenico Savio, La morte ma non peccati

Siamo alla terza puntata dei consigli per una vacanza o meglio un viaggio ideale. Le mete che proponiamo restano sempre valide, in ogni periodo dell’anno, purché si possa partire per raggiungerle.
Tuttavia l’estate, nei nostri ultimi tempi, è il periodo del massimo sfogo dell’impurità, con cattolici e non battezzati, credenti e non credenti, sposati e non sposati, genitori e non genitori che vanno in giro mezzi nudi per le strade. Ovviamente, il luogo di villeggiatura ideale secondo questa tendenza è la spiaggia, che offre l’opportunità di stare in pubblico quasi completamente nudi. Un’altra gran voglia dei nostri contemporanei occidentali è quella di abbronzarsi, perché con un lavaggio del cervello di almeno mezzo secolo si è arrivati a pensare che la pelle scura sarebbe più bella di quella bianca e candida.
Insomma, dall’ideale della purezza e della nobiltà si è passati all’ideale dell’oscenità e della volgarità.
Ecco perché è importante, particolarmente…

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Accanto a don Donato Piacentini. Convintamente (CON VIDEO)

***Aggiornamento di Lunedì 19 Agosto: leggere l’articolo capolavoro di Andrea Zambrano appena pubblicato***

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Questo saggio Sacerdote è stato fatto oggetto di un vergognoso attacco mediatico. Durante la Festa Patronale ha “osato” dire che molti migranti clandestini hanno il cellulare e catenine d’oro al collo. Non si comprende dove sia il problema: tutti -ma proprio tutti- vediamo questi stranieri (la più parte africani e moltissimi sono clandestini) con cellulari in mano – spesso usano l’auricolare- e sfoggiano monili e bell’abbigliamento.

DON DONATO PIACENTINI

 

In televisione -e pure quello di piazza San Pietro- ci dicono che scappano dalle guerre e dalla fame. Qualcuno dovrà pur dire che -oltre alla legittima scelta di abbandonare la loro terra, i loro genitori, le loro mogli,i loro figli– costoro pagano decine di migliaia di euro per giungere qui. E che, appunto, i soldini ce li hanno. E non scappano né dalla fame né dalla guerra.

Quindi: convintamente con don Donato Piacentini, prete settantenne della Diocesi di Sora, che ben conosce la vita e pure le storture politiche e giornalistiche, che è “reo” di aver detto la verità. E del resto, come ama ripete Silvana De Mari, lo disse chiaro George Orwel: Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

Andiamo avanti con fiducia e ringraziamo il Signore che esistono ancora sacerdoti come don Donato Piacentini – anzi: Monsignor Donato Piacentini– Noi siamo con lui. Ma proprio con convinzione. E con  fede attendiamo il trionfo del Cuore Immacolato di Maria: saranno svelate tutte le porcherie ed i peccati ed i crimini di tanti “insospettabili”.

cosimo de matteis

Postilla: forse non hanno perdonato a Mons. Piacentini di aver ricordato -in tempi non sospetti e prima delle bestialità di Bibbiano- che la famiglia è composta da un papà una mamma e i figli? O forse non hanno gradito – a Sora e forse pure a Roma- che invece della diabolica carnevalata del 31 ottobre si tenesse una meravigliosa Festa della Luce? O ancora qualcuno non ha gradito la splendida accoglienza alla statua della Madonna di Fatima? Ed allora è vero quanto ho scritto qui….. : è proprio odio -odio satanico- contro l’Immacolata! E Lei, la Vergine Maria, ci perdoni ed interceda presso Dio per la nostra conversione e per la salvezza dell’anima. 

INDIGENISMO TEOLOGICO – Il Card. Pell ed il sinodo amazzonico

Dalla sua cella d’isolamento nella Melbourne Assessment Prison il cardinale George Pell ha scritto ad alcuni amici di essere vivamente preoccupato per l’imminente sinodo dell’Amazzonia.
La sua lettera è riprodotta integralmente più sotto. Pell dice di apprezzare le critiche rivolte all’”Instrumentum laboris” – il documento base del sinodo – dal cardinale Gerhard Müller. E di suo semplicemente lancia un appello alla Chiesa perché non permetta che “una confusione, e tanto meno un insegnamento contrario, danneggi la Tradizione Apostolica”.

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Il Cardinale George Pell con Papa Benedetto XVI. alla GMG del  2008 a Sydney.

(PARENTESI: A corredo ed a completamento delle parole del Cardinale Pell – così ben introdotte da Sandro Magister, uno dei più lucidi vaticanisti in giro nell’intero Pianeta- pubblichiamo questo video. E’ una intervista in cui vengono esplicitate le radici eretiche e la teologia deviata sottostante all’”Instrumentum laboris” del sinodo amazzonico. Consigliamo vivamente l’ascolto: non ve ne pentirete. CHIUSA PARENTESI)

Ma è bastato questo per aggiungere il cardinale australiano alla lista dei porporati che si sono pronunciati apertamente contro l’”Instrumentum laboris”, assieme a Müller e a Walter Brandmüller.

Gmg: Papa, indossa copricapo stile pellerossaPapa Francesco non ha finora degnato di un cenno queste critiche.

Della lettera di Pell si sono prontamente occupate, invece, le autorità carcerarie, per accertare se il prigioniero non abbia violato il divieto di accedere ai social media.

In realtà la lettera, che porta la data del 1 agosto, è entrata nei giorni successivi nel circuito on line ad opera di coloro che l’hanno ricevuta.

A darne notizia su larga scala è poi stata Catholic News Agency con un primo servizio del 9 agosto e poi, il 12 agosto, con la pubblicazione integrale del testo.

Il cardinale Pell è in attesa della sentenza sul suo ricorso in appello contro la condanna.

Il processo d’appello si è celebrato lo scorso giugno e ha messo ancor più in evidenza la fragilità delle accuse. La sentenza è attesa da un giorno all’altro.

Ecco dunque la lettera del cardinale.

*

Melbourne Assessment Prison
1 agosto 2019

Cara Kathy e cari fratelli e sorelle in Cristo del gruppo di “Sostegno del Cardinale Pell”,

Prima di tutto, lasciate che vi ringrazi per le vostre preghiere e i messaggi di sostegno. Questi portano immensa consolazione, umanamente e spiritualmente.

Una parola di spiegazione. Ho ricevuto tra 1500 e 2000 lettere e a tutte sarà data risposta. Finora ho risposto solo alle lettere dei miei compagni di prigionia (a quasi tutti quelli che mi hanno scritto) e ad alcune altre in casi speciali. La vostra gentilezza non è dimenticata e sarà sempre ricordata con affetto.

La mia fede nel nostro Signore, come la vostra, è una fonte di forza. La consapevolezza che la mia piccola sofferenza può essere usata per buoni scopi attraverso l’unione alla sofferenza di Gesù mi dà uno scopo e una direzione. Le sfide e i problemi nella vita della Chiesa devono essere affrontati con un simile spirito di fede.

Dobbiamo sempre ricordare che la Chiesa è una, non solo nel senso che le buone famiglie stanno unite indipendentemente dalle loro differenze, ma perché la Chiesa di Cristo ha fondamento nella Chiesa cattolica, che costituisce il Corpo di Cristo. Un antico detto insegna che deve esserci unità nell’essenziale – l’essenziale di Gesù –, mentre può esserci diversità nelle cose non essenziali. Ma ovunque e in ogni cosa dobbiamo avere carità.

Concordo sul fatto che abbiamo motivo di essere messi a disagio dall’”Instrumentum laboris” del Sinodo amazzonico. Questo non è il primo documento di bassa qualità prodotto dalla segreteria del sinodo. Il cardinale G. Müller, già prefetto della congregazione per la dottrina della fede, ha scritto un’eccellente critica. Non sono un esperto della regione, ma sono stato a Iquitos, nel Perù amazzonico, dove un sacerdote di Sydney, padre John Anderson, dirige una parrocchia esemplare per pietà, attività pastorale e ortodossia. Come nel Rio delle Amazzoni, molta acqua deve ancora scorrere prima del sinodo.

Un punto è fondamentale. La Tradizione Apostolica, gli insegnamenti di Gesù e degli apostoli, tratti dal Nuovo Testamento e insegnati dal magistero di papi e concili, è dottrinalmente l’unico criterio per tutti gli insegnamenti sulla dottrina e sulla pratica. Amazzonia o non Amazzonia, in ogni luogo della terra la Chiesa non può permettere che una confusione, e tanto meno un insegnamento contrario, danneggi la Tradizione Apostolica.

Lo Spirito continua ad essere con la Chiesa. Voi avete tutto il diritto di far sentire le vostre voci, ragionevolmente e con carità. Non dobbiamo stare ad aspettare il peggio.

Vostro nel Signore,
Vostro fratello riconoscente,

+ George Card. Pell

La Talare Sacerdotale – Ne parla con chiarezza don Federico Bortoli

 

Importante catechesi di don Federico Bortoli, Sacerdote della  Diocesi di San Marino – Montefeltro e Parroco di Sant’Andrea Apostolo in Acquaviva (Repubblica di San Marino),  che ci spiega l’importanza dell’Abito Sacerdotale e la sua obbligatorietà.

Ci rammarichiamo che oggi molti sacerdoti hanno abbandonato questo loro abito e speriamo che molti di loro possano ascoltare quese parole del loro Confratello. Anzi, un consiglio ai lettori: inviate il link di questo articolo a Sacerdoti di vostra conoscenza. Credo si tratti di una vera opera di autentica Carità!

cosimo de matteis

 

Carissimo Presidente Conte (La lettera completa di Salvini)

letteraCarissimo Presidente Conte,

leggo con stupore che Lei mi rimprovera una “ossessione” per i “PORTI CHIUSI”, parla di rabbia, slealtà, ansia, foga e altro ancora.
Sono stato leale e sempre lo sarò nel pieno rispetto di ogni carica istituzionale e, prima di tutto, nei confronti dei cittadini che incontro e che mi chiedono di intervenire.

Peraltro leggo queste accuse mentre presiedo da ore a Castel Volturno i lavori del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza.
Lotta alla mafia, alla camorra e alla ‘ndrangheta, lotta allo spaccio di droga e allo sfruttamento della prostituzione.
Calo dei delitti del 12% in questo 2019, fortissimo calo di omicidi (-18%), furti (-17%), rapine in casa o in strada (-21%) e violenze sessuali (-24%).

E soprattutto crollo degli sbarchi dell’80% rispetto all’anno scorso (da 20.000 a 4.000) e del 90% rispetto all’anno prima, con molti morti in meno e un risparmio per gli Italiani di miliardi di euro, che serviranno per assumere entro un anno 8.000 donne e uomini delle Forze dell’Ordine.
Stiamo anche lavorando per riordinare le “scorte” che ogni giorno tolgono dalle strade oltre 2.000 uomini in divisa: si valuterà se queste 565 scorte sono ancora tutte giustificate.
Quindi confesso la mia “colpa”, caro Presidente, la mia “ossessione” nel contrastare ogni tipo di reato compresa l’immigrazione clandestina.

Faccio il Ministro per difendere i confini, la sicurezza, l’onore, la dignità del mio Paese.
Con me i porti sono e rimarranno CHIUSI ai trafficanti e ai loro complici stranieri.
Ed è chiaro che, senza questa fermezza, l’Unione Europea non avrebbe mai mosso un dito, lasciando l’Italia e gli Italiani soli come ha fatto negli anni dei governi di Renzi e del Pd.
Buona festa dell’Assunzione a Lei e a tutti gli Italiani, caro Presidente, soprattutto ai 56.698 donne e uomini in divisa che anche oggi garantiscono la nostra sicurezza, che sono il mio orgoglio.
La lotta alla criminalità, di ogni colore, tipo e nazionalità, è lo scopo del mio lavoro.
Anzi, della mia vita.
Grazie.

Matteo Salvini

 

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