A chi vive nel peccato (e non vuole ammetterlo)

A chi vive nel peccato -ed è incapace di staccarsi da esso- è dedicato questo breve articolo. E nessuno se ne esca con l’espressione “io non ho fatto male a nessuno: non ho ucciso, non ho rubato”. A parte che molte donne (con la complicità di medici, parenti, mariti ed a volte sacerdoti) hanno abortito e quindi ucciso loro figlio (altro che “mì nò gò copà nisuni!!!”) e tanti  rubano alla grande, in mille modi.

40-anni

Parliamoci chiaro: tu che leggi sai bene di essere nel peccato, vivi nel peccato mortale. Lo sai. Lo sai bene. Anche se vuoi illuderti che non è così, che “sono cambiati i tempi” che in fondo “pure la Chiesa…”. No, niente: sono chiacchiere. Vivi nel peccato mortale. Lo sai e non fai nulla per staccarti da questa situazione permanente di peccato.

Dio ci ama nella condizione anche gravemente peccaminosa in cui ci trova, ma non ama quella condizione peccaminosa. E infatti ci chiede di abbandonare il peccato, ossia di convertirci. Se noi non vogliamo abbandonare il peccato è impossibile che Dio ci abbracci, ossia è impossibile che Dio perdoni una persona se questa non vuole essere perdonata perché ricevere l’amore misericordioso di Dio non può che essere una scelta libera.

ITALIAN CENTRE-LEFT PRIMACY; NICHI VENDOLA

President of Puglia region and leader of Sel, Nichi Vendola (L), prior the vote for the centre-left primary in Terlizzi, near Bari, Italy, 25 November 2012. ANSA/LUCA TURI

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Sul futuro premier e sul divorzio

L’intenzione era (ed è) di far un post breve, anzi brevissimo. Ed infatti, tramite il nostro account twitter, abbiamo conguettato (per vedere direttamente il tweet clicca qui)

E restiamo con tale intento: post breve e super conciso. Non si può, infatti, non dire che quest’uomo è un separato. Ergo ha “tradito” il Patto coniugale sancito all’Altare. Il Matrimonio, infatti, è indissolubile. Bisogna che qualcuno glielo ricordi a questo apulo-tosco-capitolino (con puntatine a Niù jork, pare. Però poi si è appreso che certi suoi studi ed Attestati colà conseguiti avevano il valore della laurea della Fedeli e e di quella del Trota (il figlio di Bossi, figlio non della moglie ma della concubina, per restare nell’ambito delle infedeltà coniugali).

fede scambio anelli

Tuttavia, tranne gli insopportabili siti di gossip, a nessuno pare interessare che il futuro “premier” non sia riuscito a tener in piedi la sua famiglia, si sia separato dalla moglie (causando le ovvie dolorose conseguenze al figlio: parlate con le maestre serie, loro sono quelle che meglio di tutti conoscono quanto soffre il figlio di una coppia che si separa). Se qualche Testata lo ha rilevato è come per dire un dettaglio secondario, tipo “ha l’hobby della caccia” oppure “tifa per la Scafatese” od ancora “ha in casa tutti i dischi di Tony Santagata”.

Ed invece il divorzio è una piaga del nostro Paese. La nostra stolta e folle società sazia e disperata (e soprattutto scristianizzata) “festeggia” i 50 del Sessantotto. Nessuno capisce cosa ci sia da festeggiare. E’ come festeggiare l’Anniversario della bomba atomica su Hiroshima o come festeggiare l’Anniversario del disastroso Tsunami nel Sudest asiatico. Ed invece le femmine comuniste e radicali vanno “in piazza” a manifestare. Con slogan scurrili e gesti volgari.

Che pena il nostro Paese. Ora capisco perché, per anni, Avvenire non ha mai pubblicato una mia lettera (inviata tantissime volte ed in tutti i modi e contattando la Redazione e financo la Direzione per chiedere lumi sulla mancata pubblicazione: un giorno, se vorrete e me lo chiedete, vi racconto come andarono le cose) in cui con semplicità lamentavo la incoerenza di quei politici cattolici che guidavano partiti cattolici e che però vivevano situazioni di conclamato adulterio.

Ecco, questo è lo stato dell’Italia: il Matrimonio  “se dura” è bene e se non dura pazienza. Ci si rifà una vita. E’ la stessa logica che pervade i link scemi (vedi foto in basso) che le femmine divorziate e risposate (e/o divorziate e risposate e poi ancora divorziate) pubblicano su feisbuk. E poi dicono pure: “ma mio figlio è maturo, mi capisce. Sa che la mamma gli vuole bene. Ha superato tutto”. Ha superato tutto un corno, cara la mia poco di buono, egoista che non sei altro. La tua –la vostra- separazione (i vostri capricci, i vostri vizi, i vostri peccati) lo fa soffrire come un cane. Altro che “ha capito, è molto maturo”.

niente regole

“puro istinto”, “desiderio”, “emozione”, e soprattutto “niente regole”: le mamme italiane oggi così educano le proprie figlie ed i propri figli. 

M5S E LEGA – Due partiti incompatibili

di COSIMO DE MATTEIS

Spesso le verità più semplici non vengono dette o non vengono esplicitate nella loro interezza. Ed allora diciamolo subito: la Lega ed il  Movimento 5 Stelle (il partito di Beppe Grillo) sono due partito non diversi tra loro ma diversissimi.

Questo è bene sempre tenerlo in mente. Anche se ora, per contingenze politico-parlamentari stanno passando in secondo piano tali enormi differenze, presto giungerà un tempo (più correttamente: tornerà il tempo) in cui non solo tali differenze verranno apertamente a galla ed ognuno le vedrà nitide ma ci si chiederà “ma come hanno fatto a provare a far un Governo assieme?”.

grillo foto

Tutte obiezioni vere, giuste, legittime. E che, fra i leader politici di rilievo, solo Giorgia Meloni sta evidenziando fin da ora. E, coerentemente, non appoggia questo strano tentativo. Non importa se viene ritenuto “un calcolo elettorale”, non importa neppure se lo fosse davvero (un calcolo elettorale) ma è un fatto di coerenza cui non si può che dare atto alla Giorgia nazionale. Velo pietoso su quel partito giunto oramai ad una triste –tristissima- fase terminale in cui comandano tante ambiziose femmine. E più comandano più significa che sono state fedeli a Silvio Berlusconi ovvero si sono piegate ai suoi voleri e capricci. Quei pochi maschietti –con la sola eccezione di Maurizio Gasparri- sono degli yesman senza spina dorsale ed anche senza uno straccio di voti: giunti in Parlamento per “grazia ricevuta”: col voto di preferenza molti di costoro sarebbero nei loro paesotti a fare i consiglieri comunali ad organizzare la “sagra della stacchiodda” o dello gnocco fritto.

Centrodestra da ricostruire anzi da reinventare completamente. Molta importanza, in tal senso, la avranno Toti, Salvini ed ovviamente Giorgia Meloni, che sono persone intelligenti e capaci. Di certo influirà anche come questo Parlamento si approccerà al tema della legge elettorale, sempre che la massoneria permetta di farne una nuova e che restituisca soprattutto il voto di preferenza al cittadino elettore.

Ed infine, a cento anni dalla nascita del partito popolare di Sturzo, occorre vedere come e con quale spirito si vorrà dare voce a quello che fu il drammatico messaggio che il prete siciliano volle lanciare “prego Iddio che il mio grido sopravviva alla mia tomba”. E di questo torneremo a parlarne presto.

piccoli consigli per riparare ai mali della vita passata

Un tratto grande della misericordia di Dio verso i peccatori abbiamo nel Sacramento della Confessione. Se Dio avesse detto di perdonarci i nostri peccati solamente col Battesimo, e non più quelli che per disgrazia si sarebbero commessi dopo aver ricevuto questo Sacramento, oh quanti cristiani certo se ne andrebbero alla perdizione! ma Iddio conoscendo la nostra grande miseria stabilì un altro Sacramento, con cui ci sono rimessi i peccati commessi dopo il Battesimo. È questo il Sacramento della Confessione.

40-anni

Ecco come parla il Vangelo: otto giorni dopo la sua risurrezione Gesù apparve a’ suoi discepoli e loro disse: la pace sia con voi. Come il Padre Celeste mandò me, così io mando voi, cioè la facoltà datami dal Padre Celeste di fare quanto si giudica bene per la salvezza delle anime, la medesima io do a voi. Di poi il Salvatore soffiando sopra di loro disse: ricevete lo Spirito Santo, quelli a cui rimetterete i peccati, sono rimessi; quelli a cui li riterrete, saranno ritenuti. Ognuno comprende che le parole ritenere o non ritenere vogliono dire, dare o non dare l’assoluzione.

Questa è la grande facoltà data da Dio ai suoi Apostoli e ai loro successori (i sacerdoti) nell’amministrazione dei Santi Sacramenti. Da queste parole del Salvatore nasce una obbligazione ai sacri ministri di ascoltare le confessioni, e nasce egualmente l’obbligazione per il cristiano di confessare le sue colpe, affinché si conosca quando si deve dare o non dare l’assoluzione, quali consigli suggerire per riparare il male fatto, dare insomma tutti quei paterni avvisi che giudica necessari per riparare ai mali della vita passata e non commetterli più per l’avvenire.

PAPA FRANCESCO CONFESSA GMG RIO 2013

Nè la confessione fu cosa praticata solamente in qualche tempo e in qualche luogo. Appena gli Apostoli cominciarono a predicare il Vangelo, tosto cominciò a praticarsi il sacramento della Penitenza. Leggiamo che quando s. Paolo predicava in Efeso, molti fedeli che già avevano abbracciata la fede venivano ai piedi degli Apostoli e confessavano i loro peccati. Confitentes et annunciantes actus suos.

Dal tempo degli Apostoli fino a noi fu sempre osservata la pratica di questo grande Sacramento. La Chiesa cattolica condannò in ogni tempo come eretici quelli che ebbero l’ardimento di negare questa verità. Neppure avvi alcuno il quale se ne sia potuto dispensare. Ricchi e poveri, servi e padroni, re, monarchi, imperatori, sacerdoti, vescovi, i medesimi Sommi Pontefici, tutti devono piegare le ginocchia ai pie’ d’un sacro ministro per ottenere il perdono di quelle colpe, che per avventura avessero commesse dopo il Battesimo.

Ma ohimè! quanti cristiani approfittano di rado, o approfittano male di questo Sacramento! Chi si accosta senza fare esame, altri si confessano con indifferenza, senza dolore o senza proponimento, altri poi tacciono cose importanti in confessione, o non adempiono le obbligazioni imposte dal confessore. Costoro prendono la cosa più santa e più utile per servirsene a rovina di loro medesimi. S. Teresa ebbe a questo proposito una tremenda visione. Ella vide che le anime cadevano giù all’inferno come cade la neve d’inverno sul dorso delle montagne. Spaventata di tale rivelazione, domandò a Gesù Cristo la spiegazione, e n’ebbe in risposta, che coloro andavano alla perdizione per le confessioni mal fatte in vita loro. 

PADRE PIO confessionale

Coraggio, o cristiani, approfittiamo di questo Sacramento di misericordia, ma approfittiamone colle dovute disposizioni. Preceda un diligente esame delle nostre colpe, confessiamole tutte certe come certe, dubbie come dubbie in quel modo che le conosciamo, ma con un gran dolore di averle commesse; promettiamo di non più commetterle in avvenire. Ma soprattutto facciamo vedere il frutto delle nostre confessioni con un miglioramento nella nostra vita. Dio dice nel Vangelo, che dal frutto si conosce la bontà dell’albero, così dal miglioramento della nostra vita apparirà la bontà o la nullità delle nostre confessioni: ex fructibus eorum cognoscetis eos.

El nuevo cardenal boliviano: Mons. Toribio Ticona Porco

De origen humilde, el nuevo cardenal boliviano ve "increíble" su nombramiento

Sua Eccellenza  Monsignor Toribio Ticona Porco, Prelato Emerito di Corocoro, sarà creato Cardinale nel prossimo Concistoro del  29 giugno 2018 per la nomina di 14 nuovi Cardinali, a proposito del quale Papa Bergoglio ha detto “la loro provenienza esprime l’universalità della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della terra”

tibona

Mons.  Ticona Porco nato ad Atocha il 25 aprile 1937 è un vescovo  boliviano. Dal 2012 è  prelato emerito di Corocoro. La prelatura territoriale di Corocoro (in latinoPraelatura Territorialis Corocorensis) è una “porzione” suffraganea dell’arcidiocesi di La Paz. Nel 2013 contava 222.000 battezzati su 253.300 abitanti. Attualmente è  retta dal vescovo Percy Lorenzo Galvan Flores.

Hahóóó, facebookosok! Megszületett második unokám. Isten hozott, Johanna! Orbán annuncia la nascita della nipotina

In un mondo che non ama più i bambini e, con egoismo e crudeltà, impedisce loro di nascere, salutiamo con gioia la nascita di una bambina. Si, una bella bambina.

pupetta

Non sappiamo se sarà bionda come il nonno e come tante splendide donne magiare ma di certo oggi è nata Johanna, una pupetta! Ed è la seconda nipotina di Orbán Viktor.

Ed è lui stesso ad annunciarlo, fiero e con gioia, sulla sua pagina facebook. Ecco le sue parole: Hahóóó, facebookosok! Megszületett második unokám. Isten hozott, Johanna!

Poi lo stesso Orbán ne da annuncio pure in inglese: “Hi there facebook friends! My second grandchild is finally born. Welcome, Johanna!”

JOANNA CON I CONIUGI ORBAN

E al “benvenuto” a Johanna ci uniamo pure noi, con gioia e grati a Dio per il dono della vita. Alla piccola l’augurio di vivere serena e di conoscere presto il buon Dio, Padre e Creatore. Auguri ai suoi genitori che certamente la educheranno cristianamente ed augurissimi al suo nonno ovvero l’uomo politico che maggiormente sta contribuendo, con coraggio, alla ripresa della identità cristiana dell’Europa senza subire passivamente i diktat (talora anticristici) della UE e delle potenti lobby che, in combutta, cercano in tutti i modi di scristianizzare la Terra che fu di San Benedetto e di Stefano d’Ungheria, del polacco Wojtyla e del francese Luigi Maria Grignion di Montfort.

cosimo de matteis

ORBANO FB

lo screenshot della pagina facebook del Premier Ungherese Viktor Orban. Dopo soli 90 minuti i “like” erano oltre 13 mila e quasi duemila commenti! Auguri “nonno” Orban!

si, ABOLIAMO LA 194

#StopAborto

La vera liberazione della donna è la liberazione dall’aborto, l’abominevole delitto. Abolire, abrogare la Legge 194 è un imperativo cogente, una urgenza non più procrastinabile. E’ giunta l’ora. Coraggio.

Ricorrono i 40 anni dall’entrata in vigore della legge 194, promulgata nel 1978 per introdurre l’aborto legale in Italia. Questa legge è stata un’autentica strage di innocenti: più di sei milioni di aborti. La legge 194 è una legge che deve essere abolita subito. La vera liberazione della donna è la liberazione dalla schiavitù dell’aborto. I tempi sono maturi: l’Italia diventa sempre più povera perché siamo il Paese al mondo con la natalità più bassa.

Intervista al ginecologo milanese Leandro Aletti, che ha combattuto in prima persona la battaglia contro l’aborto negli anni più caldi successivi all’approvazione della legge 194, subendo vari processi a causa del suo impegno in difesa della vita. Si tratta del primo video della campagna “Aboliamo la 194” a cura de La Nuova Bussola Quotidiana.

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