Elisabetta Frezza ci parla del gender (e ci spiega Bibbiano)

ELISABETTA FREZZA parlaPer molti scoprire le orribili vicende di Bibbiano rappresentano un vero e proprio choc. Ed è comprensibile. Anzi: meno male ancora riusciamo a scandalizzarci. Significa che ancora non siamo assuefatti al male.

Purtroppo però Bibbiano è solo l’indice e la dimostrazione di come certe “culture” e certe nefaste visioni ideologiche, calate nella realtà delle strutture pubbliche -i nostri ospedali, i Consultori Familiari, le Asl e persino nelle nostre Parrocchie!- abbiano prodotto danni enormi, incalcolabili!

E, attenzione: questo va avanti da decenni! Chi è stato presso una qualsiasi Facoltà delle c.d. Scienze Umanistiche (psicologia, sociologia, scienze dell’educazione etc) sa che certe cose vengono insegnate, in modo più o meno diretto, a lezione. I libri che gli studenti sono “costretti” a studiare per preparare gli esami “grondano” di queste visioni distorte e disumane. 

Ora mi fermo e “do la parola” ad Elisabetta Frezza in uno dei suoi interventi magistrali. Su You Tube ne trovate molti altri (e vi prego di cercarli) ma intanto ascoltiamo questo. E’ di pochi mesi fa. Offre una spiegazione illuminante e dopo aver ascoltato sono certo che molti lettori diranno “ora capisco come e perché si è giunti all’orrore di Bibbiano!”.

 

STORIE BRESCIANE – Tra Mocasina e Palazzo Madama

Siccome ho mille difetti ma non quello di esser pavido eccomi qui a denunciare una cosa secondo me grave. E prima di annoiarvi con le mie forse inutili parole sentite invece queste altre parole: non sono mie, voi leggetele e poi vi dirò chi le ha scritte e dove le ha scritte.

commento gender (2)

“sono ancora più motivato  a presentare il mio libro Sulle ali del Sogno nelle scuole elementari educandoli al gender e alla stregoneria. Speriamo crescano gay, lesbiche e soprattutto satanici. Alla faccia di Colucci che dice di porre attenzione in nome di Dio e alla vostra del Popolo della Famiglia, No Gender & compagnia bella. Non ci distruggerete.”

Io ho la bruttissima tendenza a dilungarmi ma voi, per favore, non pensate tanto a me quanto a quelle parole che ho riportato ed allo screenshot del post che tale Domenico Del Coco (all’anagrafe facebook Domenico Diario) ha scritto.

Sono orribili. E nessuno dica “ma va là, è uno scherzo. E tu ci sei cascato! Pirla!”. No, no: tutto vero. L’autore di quelle parole (“Speriamo crescano gay, lesbiche e soprattutto satanici”) è uno che scrive libretti. Libretti gender. Libretti che vengono propagandati persino alla Festa dell’Unità (come vedete in foto).del coco twitter unità

La lobby Lgbt,  alleata con i diffusori del gender, lo sapete bene che è potentissima. E se decidono di sponsorizzare un pinco pallino qualsiasi state certi che gli fanno fare strada e gli coprono le spalle. Per questo ho detto all’inizio che non posso e non devo avere paura: so bene che stanando e denunciando certi personaggi si rischia, si rischia di brutto.

Ora sto tizio mi pare che ha scritto sei libri (diciamo così) di cui l’ultimo (“sulle ali del sogno”) avrebbe avuto un riscontro non proprio favorevole e qui cito una scrittrice, tale Valentina Simona Bufano, che di Del Coco scrive: “un autore senza curriculum, che non ha mai vinto un premio letterario ne mai lo vincerà, invidioso dei successi altrui”. Bocciato senza appello, si direbbe. Tanto più che la stessa Bufano si occupa anch’essa di letteratura per ragazzi, almeno così lei dice di sé. (CLICCA QUI)

Ecco il punto: i ragazzi, i libri per ragazzi, l’educazione, la scuola. Ci arrivo subito, un attimo! Restiamo sempre in zona (la Bufano è di Trezzano, Del Coco di Cesano) e precisamente nella bella e nobile Brixia che noi oggi chiamiamo Brescia.LIBRO LL

Di Brescia è tale Ramona Parenzon, di professione scrittrice. La Parenzon viene conosciuta in Italia grazie ad un articolo o meglio una vera e propria inchiesta pubblicata da La Nuova Bussola Quotidiana a firma di Giovanna De Micheli. Il dettagliato reportage è apparso in due “puntate”: il 12 ed il 13 marzo col titolo, rispettivamente, “Strega in classe invoca gli spiriti: genitori all’oscuro” e “La strega a scuola? Per la Chiesa non c’è da scherzare”.

E di cosa parla la De Micheli? Presto detto: “Si presenta come Romilda, «la strega sincretica interculturale», ma il suo nome è Ramona Parenzan. Una donna che sviluppa laboratori e progetti di intercultura leggendo fiabe e invocando spiriti con amuleti e pozioni”

Questo l’attacco ma l’articolo è tutto da leggere, ma proprio tutto tutto. Soprattutto laddove dice che  “lunedì 26 febbraio Parenzan è entrata nella prima elementare frequentata da mio figlio all’insaputa di tutti i genitori. Lo abbiamo scoperto dai nostri figli». Alcuni di loro hanno raccontato alle famiglie che la “strega Romilda”, così si presenta Parenzan, ha fatto bere loro pozioni, regalando amuleti e promettono fortuna. I fatti sono emersi quando le mamme hanno cominciato a parlarsi scoprendo che come i loro anche gli altri bambini erano turbati dalle storie lette o dal fatto che erano stati invocati gli spiriti”

Ed ora, pur non essendo questo un romanzo, un colpo di scena: l’articolo, che era nato per difendere un neo Parlamentare letteralmente aggredito da certa stampa ed insultato a più non posso su twitter, si ferma qui.

tweet pillon

Se siete interessati al seguito (che è veramente molto ma molto importante) non avete che attendere qualche ora. Ed avrete il seguito della storia che –a differenza dei romanzetti più o meno corrotti-  è assolutamente vera. E, come sempre, con nomi e cognomi. E qualche screenshot.

1- segue

la follia innaturale del transessualismo

E’ una di quelle cose che maggiormente turbano. Perdono la testa col mais geneticamente modificato (per carità, non è certo una cosa bella) o con gli accendini di plastica che per degradarsi impiegano fino a 90 o cento anni (sic) e poi non si comprende la assurdità, la disumanità di chi “cambia sesso”.

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LA TESTIMONIANZA DI WALT HEYER DIMOSTRA LA ASSURDITÀ DI CERTE SCELTE

 

Meno male che esiste ancora qualche giornalista onesto grazie ai quali scopriamo che il 96% dei giovani scozzesi transessuali cede ad atti di autolesionismo. La Stonewall – istituzione pro-gay  – e l’Università di Cambdridge hanno condotto una ricerca su 400 giovani studenti transessuali la quale ha messo in evidenza, oltre a comportamenti autodistruttivi, che il soggetto campione è affetto in massima parte da depressione, ansia ed incline al suicidio (40% contro il 25% delle persone omosessuali).

miss trans

L’ex transessuale Walt Heyer (CLICCA QUI) ha affermato che questi dati sono concordi con una ricerca da lui condotta dal titolo “50 anni di cambiamenti sessuali, disturbi mentali e troppi suicidi”. Heyer ha poi smentito l’accusa, presente nel report, che simili disturbi siano da addebitarsi ad atti di transfobia e che dunque, come vorrebbe il gruppo di Stonewall, occorrerebbe normalizzare nell’educazione scolastica l’omosessualità e la transessualità: “Le persone che sono emotivamente, socialmente e psicologicamente a posto non tentano di suicidarsi – ha dichiarato Heyer – ma il 40% delle persone transgender tenta il suicidio. È perché hanno gravi disordini mentali. Il 62,7% degli individui che si identificano come transgender soffrono di disturbi psichiatrici“.

Quest’anno il governo scozzese ha reso obbligatoria l’educazione sessuale in tutte le scuole ed anche nelle classi elementari viene spiegato che l’omosessualità è una condizione normale.

Anche altre ricerche confermano i dati emersi dal report scozzese. Lo statunitense National Center for Transgender Equality ha evidenziato che negli Usa quando un transessuale è vittima di violenza nel 77% dei casi il violentatore è il suo stesso partner. Inoltre il 40% dei transessuali ha tentato il suicidio e sempre un altro 40% dichiara di soffrire di disturbi mentali. Altro che l’accendino di plastica.

 

 

Qui il report scozzese: 

http://www.stonewallscotland.org.uk/sites/default/files/school_report_scotland_2017_1.pdf

Qui il report statunitense: 

http://www.ustranssurvey.org/report

https://www.lifesitenews.com/news/96-of-transgender-youth-engage-in-self-harm-study

Gandolfini (Family day): su Rai 3 indottrinamento gender in prima serata

MASSIMO GANDOLFINIE’ chiaro e senza fronzoli il giudizio del Comitato Difendiamo i nostri Figli: “Siamo sconcertati e condanniamo fermamente che in prima serata, nella fascia di maggiore ascolto, RAI 3 abbia messo in onda il programma “Stato Civile”, con un’operazione culturale a favore delle unioni omosessuali e dell’”omogenitorialità” (senza alcuno scrupolo nell’utilizzo strumentale di bambini e minori), priva di alcun contraddittorio e con il sapore di una vera e propria colonizzazione ideologica.”
E parte una precisa richiesta: “chiediamo ai vertici RAI, alla Commissione Vigilanza, alle forze politiche ed ai singoli parlamentari di prendere posizione e di fermare questo abuso mediatico e culturale”
Secondo Massimo Gandolfini il docu-film che Rai Tre ha mandato in onda in prima serata è un chiaro strumento di indottrinamento ideologico. E’ un vero e proprio affronto al Popolo della famiglia e della vita (al pari della nomina della comunista abortista e pro-Gender Valeria Fedeli a Ministro dell’Istruzione): “è strumento di quell’ideologia gender, che rende possibile identità di genere variabili”.
comunicato-dnfIl Comitato non ha nessuna intenzione di fermarsi e si rivolge direttamente alle forze politiche: “attendiamo risposte concrete, indirizziamo il nostro monito, molto concreto, al momento del voto, presto o tardi che sia: ce ne ricorderemo!” (CLICCA QUI)

Anche l’Associazione Pro Vita di Tony Brandi è intervenuta con un chiara condanna del programma mandato in onda sulla televisione pubblica. E pure il loro Comunicato, (VEDI QUI) che menziona anche la Panama Film come co-autrice dei documentari, si conclude con un “ce ne ricorderemo”.
Il sano popolo della famiglia e della vita pare fare davvero sul serio e non resterà inerte di fronte alle scorrettezze ed alle gravi provocazioni che vengono da parte di “una piccola lobby di potenti e di amici degli amici”. Il PD e le altre forze politiche responsabili pagheranno un duro prezzo per tali attacchi alla famiglia naturale.

cosimo de matteis

DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI DAL GENDER – Come agire verso le scuole – Il format da presentare

Diego ManettiLo scrittore e giornalista Diego Manetti, attraverso il suo profilo in un social network, ha pubblicato un modello di domanda da presentare alle scuole per salvaguardare i figli da eventuali attività scolastiche che contemplino cose ispirate alla teoria del gender.

Viene qui ora riportato, assieme alle parole che lo stessso Manetti ha usato, sperando di fare cosa utile:

 

 

 

FORMAT GENDER MANETTI

Per tutti i genitori che volessero cautelarsi da eventuali iniziative scolastiche in favore delle teorie gender, allego il format del consenso informato che rientra nei diritti genitoriali all’educazione dei propri figli

Gender Consenso informato

Anche la Associazione “Giuristi per la Vita” del Presidente Gianfranco Amato ha predisposto un format per permettere ai genitori di fare richiesta, presso le scuole dei propri figli, di consenso informato. Sul sito è possibile scaricare le due paginette, in formato word, utili per inoltrare domanda al Dirigente scolastico. Anche in questo sito riportiamo il link: cliccando su di esso è possibile accedere e quindi stampare i due fogli. Questo il link:

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/PDF-DOCUMENTI/LETTERA%20GENITORI.docx

 

 

Verità e splendore della differenza sessuale – Intervista a padre Etienne Roze

Il francese Padre Etienne Roze autore del  libro "Verità e splendore della differenza sessuale"  edito da Cantagalli.

Il francese Padre Etienne Roze autore del libro “Verità e splendore della differenza sessuale” edito da Cantagalli.

Padre Roze, perché ha sentito l’esigenza di scrivere un libro sulla differenza sessuale?

Ho lavorato per molti anni a contatto con migliaia di giovani e non ho potuto fare a meno di notare le grandi difficoltà che i ragazzi avevano nel definire la propria identità sessuale. Era come se esitassero ad esprimere il maschile e il femminile attraverso la loro corporeità. Ho deciso allora di approfondire la mia intuizione e indagare le cause di questa indeterminazione attraverso lo studio della Bibbia e di diversi autori, inclusi promotori della gender theory come Judith Butler (1956). Se fino a quel momento avevo osservato i segni dell’indifferenziato nei comportamenti dei ragazzi, dopo un’attenta analisi dei testi della Butler, ho iniziato a capire che le origini della loro confusione erano insite nel modo di concepire il rapporto uomo-donna: una conseguenza del relativismo culturale in cui vivevano e che impregnava il loro modo di pensare la realtà antropologica.

Il percorso tracciato dal suo libro parte proprio dalla gender theory

Il mio studio inizia con un’analisi della gender theory e dalle ragioni che hanno portato a questa devianza. La gender theory ruota intorno a tre termini: nichilismo, dualismo e marxismo. Il nichilismo rifiuta ogni verità oggettiva, sostenendo che ognuno è libero di dare un senso alla realtà e plasmarla a proprio piacimento. Quindi si abbandona il sesso, il dato originario, e si pretende di poter progettare ciò che si vuole per la natura umana. Qui entra in gioco la visione dualista, ovvero la tendenza a rifiutare ogni tipo di realtà duale. In questo scenario l’eterosessualità è interpretata come un modello egemone che impedisce alle altre identità di esprimersi e le cui cause discriminatorie devono essere decostruite e minate attraverso la creazione di un terzo genere. Qualcuno ha giustamente associato il terzo genere al “cavallo di Troia”: un’eccellente immagine che mostra come, entrando sovversivamente nella piazza, si può prendere possesso dell’intera città e dei suoi abitanti. Infine si innesca la dinamica dell’odio introdotta dal marxismo, che oggi prende il nome di omofobia e lotta all’omofobia, mentre un secolo fa era identificata nella lotta di classe. Negli ultimi anni questa ideologia è stata ripresa dal femminismo e applicata al gender, mantenendo la stessa struttura. Se cento anni fa era il proletariato che doveva combattere il capitale, oggi occorre eliminare le cause dell’ingiustizia introdotta dalla differenza.

In quest’ottica la differenza diviene diseguaglianza, oppressione…

Nella gender theory la parola differenza crea rivalità e opposizione, perché per questa teoria la natura umana non esiste più. Il gender non considera il corpo, esiste solo un progetto. Ognuno diventa ciò che vuole essere. Uomo, donna, animale. È l’imposizione della cultura sulla natura. E se la natura umana non esiste più, l’eterosessualità diviene un’insopportabile realtà egemone che schiaccia qualsiasi altra identità di genere. Bisogna dunque creare un terzo genere destinato a sconvolgere l’equilibrio binario uomo-donna e a sovvertire l’antropologia classica. Al contrario di quanto sostenuto dalla teoria gender, la realtà ci dice che esiste una relazione di parità tra l’uomo e la donna, in cui lei è uguale a lui e viceversa. Nessuno dei due, preso singolarmente, può esaurire la natura umana, ma entrambi ne sono capaci nel momento in cui si donano l’uno all’altra. Sono fondati su una relazione di parità, ma complementari perché differenti. Questo è il progetto di Dio.

Di fronte alla negazione della differenza sessuale, possiamo parlare di una crisi della verità?

Se l’intelligenza non riconosce la realtà ma se ne inventa una propria, perché è stata ingannata nella ricerca oppure a causa di processi filosofici che ritengono l’intelligenza umana incapace di comprendere la verità, allora si cade nell’idealismo. Oggi l’uomo si è inventato una verità che non è reale.

Nel tracciare una via di reazione a questa «eresia antropologica», lei invita a ripartire dal corpo…

Non esiste “esperienza originaria” che non coinvolga il corpo dell’uomo, il suo corpo sessuato. Il corpo sembra essere il primo testimone dell’“esperienza originaria”. La carne è l’epifania di un vissuto interiore: non posso descrivermi se non con il mio corpo ed è importante comprendere come in esso è improntata la differenza sessuale. La ragione per la quale il dato corporeo è svanito e i significati della carne sono stati in gran parte neutralizzati è lo svuotamento dell’intimità sessuale. Le cause dell’attuale deriva antropologica e della negazione di ogni differenza sono da ricercarsi nella perdita di significato dell’atto coniugale. Grazie a questo relativismo sessuale, l’ideologia del gender ha trovato lo spazio libero per una ridefinizione dell’uomo.

L’INTERVISTA E’ DI MARTA PETROSILLO ; E’ STATA PUBBLICATA SU “LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA” IL 2 MARZO 2015

(LINK DIRETTO ALL’ARTICOLO: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-roze-riscoprire-la-bellezza-della-diversitala-gender-theory-sfigura-limmagine-di-dio-11954.htm#.VPRL-6mwSLo.facebook )

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copertina - VeritàIL LIBRO – Ciascuna epoca, secondo Heidegger, ha una cosa a pensare. Una sola. La differenza sessuale è quella del nostro tempo. Dal 2000, diversi Paesi hanno legalizzato, a ritmi sempre più accelerati, le unioni di persone delle stesso sesso, dando all’antropologia un nuovo profilo. Di cosa si tratta? Della difesa dei diritti delle persone gay o piuttosto del lento ma inesauribile avvio verso nuove definizioni antropologiche? Sarà la gender theory, cioè la dissociazione del genere dal sesso, la più significativa espressione di queste eresie antropologiche? L’intenzione di questo libro perciò vuole essere una reazione positiva a una situazione sempre più deleteria perché crediamo che la positività produca positività e la bellezza generi bellezza. Per condurre correttamente l’analisi, la differenza sessuale è stata considerata sotto diversi aspetti, quello filosofico, esegetico, fenomenologico, psicologico, teologico. Il titolo “Verità e splendore della differenza sessuale”, oltre ad essere la chiave di lettura di questo libro, vuole anche essere un programma di vita perché quando si è intravista la bellezza della verità ed il suo fascino è difficile non corrispondervi. ETIENNE ROZE, “Verità e splendore della differenza sessuale”, Cantagalli Editrice, Siena, 2014. Pp. 464