Красивое письмо для тебя …

Lettera scritta amanoДорогой друг,

Цепи кованые железом, легче сломать, чем грех переплетенный грехом. На самом деле, разрушить узы зла означает воздействовать на живую и истекающую кровью плоть.

Злой зверь, который прячется в каждом человеке, «никогда не утоляет жажду, и после еды он более голоден, чем прежде».

Зло, которые ты сдерживаешь, открывает свои голодные рты и поднимает свои вопли протеста. Решение прекратить грешить яростно оспаривается, и вы чувствуете себя кипящим внутри. Вы провели свою жизнь, удовлетворяя его, и теперь, когда вы поститесь, оно восстает.

Искуситель, непревзойденный мастер соблазнения, знает, что вы все еще слабы, он раскрывает всю свою соблазнительную силу.

Он хочет помешать принять вам решение изменить свою жизнь на исповеди, где выселение его из вашего сердца было бы неизбежным. Вы достигли решающего момента на своем пути обращения.

Если вы сдадитесь, вы снова вернетесь под его рабство. Если вы победите, сделайте решительный шаг на пути спасения.

Одним из решающих условий победы является знание противника, с которым вы сталкиваетесь. Вы не просто боретесь со своей слабостью. Грех – это не только твоя личная пята.

Негативное влияние мира имеет свой вес, но это не все объясняет. За всем этим стоит директор, дурной и лживый, который хочет отнять вас от Бога и втянуть вас в его Царство лжи и смерти.

Это древняя змея, заклятый враг вашей души, с которой вы должны столкнуться с проницательностью и силой, которые дает вам Бог. Остановите уши, когда некоторые из его эмиссаров попытаются убедить вас, что сатана не существует и что грех – это что-то в прошлом.

Востро Падре Ливио

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Una bellissima lettera tutta per te…

lettera

Gli scritti – trattasi di brevi editoriali- che padre Livio Fanzaga  ci sta offrendo in questi giorni sono dei piccoli capolavori. Come prete saggio ed esperto (egli è vicino agli ottanta ed ha ben 53 – cinquantatré!-  anni di sacerdozio) ci dona consigli che sono un vero balsamo.
Sono parole che vanno bene per ogni “categoria” di persone: dal giovane, alla persona lontana dalla fede, a chi è già nel cammino di conversione ed, insomma, tutti!
Viene qui riportato quello di oggi, venerdì 10 gennaio 2020, ma con la premura di dirvi che è possibile trovare questi edificanti pensieri – brevi e profonde “lettere”- nella Homepage del sito di Radio Maria (di cui, come è noto, padre Livio è Direttore). Buona lettura!

Caro amico,

è più facile spezzare delle catene forgiate col ferro che quelle intrecciate col peccato. Infatti spezzare i legami del male significa incidere sulla carne viva e sanguinante. La mala bestia che si nasconde in ogni uomo “mai non empie la bramosa voglia, e dopo il pasto ha più fame che pria” (Dante – Inferno. 1, 97).

Le passioni che stai tenendo a freno, aprono le loro bocche affamate ed elevano i loro ululati di protesta. La decisione di non peccare più viene contestata ferocemente e tu ti senti ribollire dentro. Hai trascorso la vita a soddisfarle e ora che le tieni a digiuno si ribellano.

Il tentatore, maestro insuperabile di seduzione, sa che rischia di perderti e, sapendoti ancora debole, dispiega tutta la sua potenza di seduzione. Egli vuole impedirti che la decisione di cambiare vita ti porti al confessionale, dove lo sfratto dal tuo cuore sarebbe inevitabile. Sei giunto a un momento cruciale  del tuo cammino di conversione. Se cedi, ritorni di nuovo sotto il giogo della schiavitù. Se vinci, fai un passo decisivo sul cammino della salvezza.

Una delle condizioni decisive per la vittoria è quella di conoscere l’avversario che devi affrontare. Non sei soltanto alle prese con la tua debolezza. Il peccato non è  soltanto un tuo sbandamento personale. L’influenza negativa del mondo ha il suo peso, ma non spiega tutto. Dietro tutto ciò c’è un regista, malefico e menzognero, che ti vuole sottrarre a Dio e attirarti nel suo Regno di menzogna e di morte.

E’ il serpente antico, il nemico giurato della tua anima, che devi affrontare con il discernimento e la forza che Dio ti dona. Turati le orecchie quando qualche suo emissario cercherà di persuaderti che satana non esiste e che il peccato è roba d’altri tempi.

Vostro Padre Livio

PADRE LIVIO Ordinazione 66

Ordinato sacerdote il 19 Marzo 1966 padre Livio Fanzaga celebra la prima Santa Messa a Brembo di Dalmine (Bergamo) 

L’UMANITÀ AL BIVIO – il nuovo libro di padre Livio Fanzaga

«Rileggere i messaggi di Medjugorje, meditarli, farne un programma di vita: questa è la strada per lavorare, qui e ora, sulla nostra conversione e per prendere la strada giusta del bivio che sta innanzi a noi.»

copertina UMANITA AL BIVIO libro 2

A Medjugorje, la Regina della Pace ha affermato che quelle avvenute nel villaggio della Bosnia Erzegovina sono le sue apparizioni finali sulla terra, perché è venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta.

IL BIVIO

L’umanità è ormai giunta a un bivio decisivo, a un punto di non ritornoè chiamata a scegliere tra la vita e la morte, la luce e le tenebre, Gesù e l’anticristo.

A decidere se fare del pianeta uno splendido giardino o un cumulo di macerie. Segni evidenti dell’avvicinarsi degli «ultimi tempi» – quelli del definitivo scatenamento del demonio contro gli esseri umani – sono le guerre, le persecuzioni, gli sconvolgimenti naturali causati dall’incuria degli uomini, ma soprattutto la dilagante impostura anticristica, cioè il rifiuto di Cristo, della sua divinità.

LA SITUAZIONE E’ DAVVERO GRAVE E SERIA MA…

La gravità della situazione presente però non deve farci dimenticare che la storia del mondo tende a un fine, a un compimento, che è una storia di salvezza. Nei messaggi che ci affida Maria assicura il trionfo del suo Cuore Immacolato, e mentre annuncia il periodo di prove per la fede più duro di sempre, promette anche un futuro di pace e di prosperità. Scendendo in campo contro le potenze delle tenebre e assicurando la sua materna assistenza alla Chiesa e all’umanità, ci chiede di impegnarci, di essere vigilanti:

«Figli miei, siate pronti: questo tempo è un punto di svolta. Perciò io vi invito nuovamente alla fede e alla speranza, vi mostro la via per la quale dovete andare, ossia le parole del Vangelo».

 

Apertura del Processo di Canonizzazione di Antonietta Guadalupi

L’odierna Apertura del Processo di Canonizzazione della Serva di Dio Antonietta Guadalupi (Brindisi, Cattedrale, Ore 18) vedrà certamente un gran concorso di popolo. Non saranno solo brindisini: è prevista la presenza di persone provenienti da altre città e particolarmente da quella Milano dove Antonietta ha operato ininterrottamente dal 1974 al 2001. Ci saranno Consorelle dell’Imsa e non solo.

Immaginetta con preghiera - Antonietta

Ebbene, per poter seguire l’evento anche a coloro che non potranno esserci nella Cattedrale di Brindisi è stato approntato un piccolo grande dono: la trasmissione, in diretta, attraverso internet. E precisamente attraverso il “canale” YouTube di Frate Sole Tv.

HP FrateSoleTv YT

Per chi è pratico con il computer dovrebbe essere abbastanza semplice: qui proviamo adesso a dare delle indicazioni a chi pratico non è:

Anzitutto: collegarsi, via internet,  a YouTube e precisamente al canale di FrateSoleTv. Se non ci riuscite cliccate qui, o sul link seguente:

 

https://www.youtube.com/channel/UCKe-ALDm66Ip-vTwDc513TQ

oppure

https://www.youtube.com/results?search_query=fratesoletv

Dovrebbe apparire una schermata come quella che vedete qui riportata. Per la visualizzazione della diretta della Apertura del Processo sarà sufficiente vedere dove è scritto Apertura Processo Diocesano Canonizzazione di Antonietta Guadalupi

Si tratta di mezzi tecnologici -macchine!- e quindi occorre avere pazienza e potrebbe “incepparsi” qualcosa. Di certo è un prezioso servizio che Frate Sole Tv sta provando a offrire: a loro -i responsabili- un caloroso GRAZIE perché permetteranno di seguire l’Apertura del Processo di Antonietta Guadalupi in tutto il mondo!

MARIA CORREDENTRICE – Il quadro e le parole dell’autore Giovanni Gasparro

E’ un giovane artista pugliese di neppure quarantanni l’autore della splendida tela. E quando l’ha dipinta – nel 2015- ne aveva appena 32:  la Corredenzioneè nata per un personalissimo desiderio di estrinsecare, in senso visivo, il legame spirituale tra Nostro Signore Gesù Cristo e la Santissima Vergine Maria” dice Giovanni Gasparro  autore di una opera che coniugando arte, dottrina e estro impreziosisce di un’iconografia mistica l’attuale dibattito teologico su Maria Corredentrice.  (clicca QUI)

Corredenzione - Il quadro di Giovanni Gasparro

Sentiamo lo stesso giovane artista barese che ne parla oggi a “La Nuova Bussola Quotidiana”: Maria Corredentrice, c’è anche una via artistica. Nelle scorse settimane ci siamo occupati del titolo di Maria Corredentrice dopo le parole pronunciate da Papa Francesco. Ma tra i numerosi contributi proposti ai lettori, da quello più teologico a quello spirituale a quello dottrinale, mancava quello artistico.

Perché la corredenzione di Maria si può esprimere anche a livello figurativo e va dato atto al giovane artista Giovanni Gasparro di essere riuscito a creare una icnografia precisa sulla corredenzione. Il quadro che compare qui, infatti, e pubblichiamo per gentile concessione dell’autore, è stato dipinto da Gasparro nel 2015 proprio per affermare la cooperazione di Maria Santissima alla redenzione.

La Nuova BQ ha chiesto al giovane, ma già quotato, artista italiano, di spiegare la genesi di un fenomeno pittorico che ha il merito di creare dal nulla una iconografia teologicamente credibile. a.z.

Ho dipinto l’opera “Corredenzione” nel 2015. La sua genesi non è legata ad una commissione ma è nata per un personalissimo desiderio di estrinsecare, in senso visivo, il legame spirituale tra Nostro Signore Gesù Cristo e la Santissima Vergine Maria. La composizione è modulata tutta su questa sorta di abbraccio fra la Madre ed il Figlio, che permette alla Madonna di estirpare la corona di spine dalle piaghe del Santo Capo del Cristo, ed a Gesù di incoronarLa, in concomitanza, Regina. La scena non ha precedenti iconografici nell’arte antica né tanto meno nelle descrizioni delle visioni mistiche di un qualche santo. È una mia personale elaborazione dell’iconografia della deposizione di Cristo dalla Croce, condensata con l’iconografia dell’incoronazione della Vergine che, convenzionalmente, nell’arte antica, è mostrata in gloria, incoronata dalla Santissima Trinità, come nei dipinti, fra i tanti, del Beato Angelico, Paolo Veronese e Velazquez. L’immagine che ho dipinto, ovviamente, non può essere concepita come accadimento storico, perché mostra Gesù vivente mentre incorona la Madonna, quando dovrebbe essere esanime, così come tradisce il Suo pallore mortale e lascerebbe presagire la sequenzialità temporale. Per questo è da considerarsi un’immagine mistica. La Madonna è dipinta come Addolorata, in nero e piangente. Il Salvatore con le piaghe dei polsi e del costato ancora aperte ma non più sanguinanti.

Sin da subito ho elaborato questa iconografia meditando sul dogma mancato, ovvero sulla “Corredenzione”, così come intesa da tutti i pontefici ed i teologi, fra XIX e XX secolo, che hanno inneggiato alla Santa Madre di Dio come ausiliaria rispetto all’opera di redenzione del Figlio in Croce. Se Gesù è Redentore e ci ha salvati per mezzo della Sua passione, morte e resurrezione, così Maria è Corredentrice perché è stata partecipe del dolore patito sotto la Croce.

Determinante, durante la genesi del dipinto, è stata la lettura delle parole di papa Pio XI. Papa Ratti, vergò un’allocuzione, rivolta ai pellegrini provenienti da Vicenza, il 30 novembre del 1933, asserendo che “Il Redentore non poteva, per necessità di cose, non associare la Madre Sua alla Sua opera, e per questo noi la invochiamo col titolo di Corredentrice. Essa ci ha dato il Salvatore, l’ha allevato all’opera di Redenzione fino sotto la croce, dividendo con Lui i dolori dell’agonia e della morte, in cui Gesù consumava la Redenzione di tutti gli uomini”. Pio XI, come già prima di lui San Pio X e numerosi altri pontefici e santi, hanno sempre considerato la Beata Vergine come Mediatrice di ogni grazia e Corredentrice, senza voler accrescere in modo ipertrofico il Suo valore, a scapito dell’opera di redenzione di Gesù. Questo perché la Chiesa Cattolica, nelle definizioni dogmatiche mariane, non ha mai temuto di travisare ciò che è apparso chiaro sin dai tempi apostolici. Il santo padre Massimiliano Maria Kolbe incitava ad amare la Madonna senza timore alcuno di risultare eccessivi perché il nostro amore non sarà mai pari a quello provato da Gesù per Lei, quindi impossibile da ritenersi spropositato.

Eppure la Santa Vergine è evidentemente così partecipe delle sofferenze di Cristo durante la Sua passione e morte, da poter essere definita Corredentrice. La Tradizione della Chiesa Le ha sempre conferito questo titolo. Basterebbe consultare qualsiasi trattato di mariologia antecedente al Concilio Vaticano II, in primis i pronunciamenti solenni dei papi dell’era moderna, da Pio IX e Leone XIII a San Pio X, Benedetto XV, Pio XI e Pio XII.

Papa Pacelli, nell’enciclica Ad caeli Reginam (1954) sulla regalità di Maria, scrisse:
«Nel compimento della Redenzione, la Vergine Santissima è stata strettamente associata a Cristo (…) In effetti “Come Cristo per averci redenti, è nostro Signore e nostro Re a un titolo speciale, così anche la Vergine Santa è nostra Regina e sovrana a causa del modo unico in cui ha contribuito alla nostra Redenzione, dando la sua carne a suo Figlio e offrendola volontariamente per noi, desiderando, chiedendo e procurando la nostra salvezza in un modo molto speciale».

Ma già durante il pontificato di San Pio X, un decreto del Sant’Uffizio datato 26 giugno 1913 elogiava «l’abitudine di aggiungere al nome di Gesù, quello di sua Madre, nostra corredentrice, la beata Vergine Maria», concedendo l’indulgenza per la recita della preghiera in cui Maria viene chiamata “corredentrice del genere umano” (22 gennaio 1914).

Credo che i cattolici possano attingere al magistero perenne ed alla Tradizione per comprendere, inequivocabilmente, cosa si debba ritenere giusto ed errato a proposito della Corredenzione della Vergine Maria.

In termini artistici, la pittura sacra può ancora svolgere il suo ruolo catechetico, per la trasmissione della vera fede e delle verità rivelate nelle Sacre Scritture e dalla Tradizione ininterrotta della Chiesa. In questi tristi giorni lo vivo come un imperativo morale.

fonte

QUESTO SITO AMA LA CHIESA

MATER ECCLESIAEIMPORTANTE: Questo Sito ama con tutte le sue forze la Chiesa. E per Essa, Corpo Mistico di Cristo, siamo disposti a tutto. Anche al martirio.

Non è importante specificarlo: è fondamentale! Perché è realmente intollerabile l’attacco cui la Chiesa è sottoposta. Passi per gli attacchi esterni – ci son sempre stati e sono, a loro modo, comprensibili- ma è intollerabile che una congrega di fedeli cattolici – casalinghe annoiate, vaticanisti in pensione, acidi monsignori per non parlare di quel prete siciliano  scomunicato – attacchi sistematicamente la Chiesa ed il Papa.

Il cancro sedevacantista –ricordiamo che Monsignor Lefebvre è morto scomunicato nonostante fin sul letto di morte l’allora Cardinale Ratzinger cercò in tutti i modi un suo ravvedimento/pentimento – è nel mondo cattolico da mezzo secolo ma ora è diventato aggressivo e non rispettoso della Gerarchia. E men che meno obbediente.

Questo Sito è distante anni luce dalle posizioni espresse da costoro – dalla vecchia youtuber bresciana al già citato prete-guru di Palermo- e ribadisce il proprio amore alla Chiesa. E consiglia i propri lettori a seguire Radio Maria ed in particolare il Direttore padre Livio Fanzaga : raro esempio di equilibrio, discernimento, zelo, amore alla Chiesa e smisurato amore alla Madonna.

Sarà Lei, la Regina della Pace, ad intervenire: certi video e certi articoli servono solo a creare divisione. Sulla buonafede di costoro, poi, è Giudice unico il Signore Gesù. Ma gettare fango sulla Chiesa –mia Madre! – è proprio intollerabile.

La Serva di Dio ANTONIETTA GUADALUPI, Imsa

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AG Imsa

Antonietta Guadalupi è il primo membro dell’IMSA – Istituto Maria Santissima Annunziata, di cui viene aperto il Processo di Canonizzazione. Don Alberione fondò l’Imsa nel 1958. Il primo Delegato dell’Imsa fu don Gabriele Amorth anche lui Paolino. 

 

Consiglio tutti i lettori -fedeli, occasionali, di passaggio, vecchi, giovani, italiani, bielorussi, tedeschi, brasiliani, ungheresi, giapponesi… – di pregarla: non ci deluderà. E’ in Paradiso!

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Per ogni comunicazione, testimonianza, per riferire di grazie e favori concessi per la intercessione della Serva di Dio Antonietta Guadalupi SI PREGA DI CONTATTARE IL

Postulatore Generale della Famiglia Paolina

Don Domenico Soliman, SSP

+39 06 597 861

(CLICCA QUI)