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Anche in Italia “Un muro di persone reciterà il Rosario (e digiunerà) su tutto il territorio della nostra Nazione”.
AIASM (Associazione Italiana Accompagnatori Santuari Mariani) seguendo gli insegnamenti di Maria e seguendo il bellissimo esempio dei fratelli polacchi, il 13 ottobre 2017 alle ore 17.30 indice la più potente iniziativa per la pace: “il digiuno e la preghiera del Santo Rosario“.
Su tutto il territorio Nazionale ogni uomo/donna di buona volontà si rechi quindi nella propria Parrocchia e/o crei gruppi di preghiera con la stessa intenzione dei fratelli Polacchi: “Chiedere alla Madonna di salvare l’Italia e l’Europa dal nichilismo islamista e dal rinnegamento della fede cristiana”.

La Recita del Rosario comincerà alle ore 17.30, il digiuno a pane ed acqua (come chiede Maria) tutto il giorno… Chi non può digiunare ricordi che può fare rinunce.
Anche in Italia si richiede di essere in stato di grazia (previa confessione sacramentale).
MA PERCHÉ’ PROPRIO IL ROSARIO ED IL DIGIUNO?

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La Madonna ci insegna che il Rosario è la più potente arma contro il male e con il digiuno si possono fermare anche le guerre e gli eventi naturali.
Quindi nel suo centenario dalle Apparizioni di Fatima imploriamo proprio questo e venerdì 13 ottobre 2017 alle ore 17.30, uniti, eleviamo al cielo le nostre preghiere.

Il direttivo AIASM

GOSPA

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Recitiamo il Santo Rosario venerdì 13 ottobre 2017

Un milione di polacchi pregano la Madonna col Rosario!

Quello che sta realizzando il popolo polacco ha dell’incredibile. Ed è stato giustamente rilevato che solo una nazione così profondamente cattolica ed innamorata della Beata Vergine Maria avrebbe potuto fare tutto ciò.

In brevissima sintesi quello che sta avvenendo: per iniziativa di un gruppo di laici “capitanati” da Maciej Bodasiński (leader di “Solo Dios basta”) si è organizzata per oggi, sabato 7 Ottobre 2017, una grande mobilitazione di preghiera. Il grandioso evento, denominato Rozaniec do granic –letteralmente: Rosario alle frontiere o Rosario al confine – , consiste in una maratona di preghiera del Santo Rosario realizzata da centinaia di migliaia di persone: essi, con l’autorizzazione ed anzi il convinto  placet della Conferenza Episcopale Polacca, pregheranno la Madonna dopo aver assistito alla Santa Messa. Le chiese dove questo avverrà sono situate lungo tutto il confine polacco –da qui la denominazione di “Rosario ai confini”- da nord a sud, da est ad ovest.

Il singolare evento ha inizio alle ore 14. E’ prevista, come detto,  la Celebrazione Eucaristica dopo di che gli oranti si recheranno all’esterno dove si metteranno a pregare la Vergine Maria con la preghiera che Lei stessa ha chiesto a Fatima: il santo Rosario.

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Naturalmente non è casuale –anzi!- la scelta del giorno: oggi è la Festa della Madonna del Rosario (che venne istituita dalla Madre Chiesa per ricordare la vittoria dei cristiani a Lepanto contro gli invasori maomettani) ma è anche il Primo Sabato del Mese, giorno caro alla Madonna che proprio a Fatima chiese che tale giorno venisse dedicato al Suo Cuore Immacolato in riparazione delle offese ad Esso arrecate.

 

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PER  AVERE TUTTE LE INFORMAZIONI SULL’EVENTO CLICCA QUI 

 

Di più: ci troviamo nell’Ottobre del 2017 – Centenario di Fatima – e fra qualche giorno ricorderemo l’ultima grandiosa Apparizione del 13 Ottobre 1917 quando, unitamente alla mariofania “riservata” ai tre piccoli veggenti, oltre 70.000 mila persone presenti quel giorno alla Cova d’Iria poterono vedere il “miracolo del sole” e di cui i giornali dell’epoca, anche quelli profondamente anticristiani, dovettero dare notizia in prima pagina.

Un ulteriore fatto molto significativo è che l’evento ha risonanza mondiale: i più grandi siti cattolici europei e statunitensi ne hanno parlato e questo ha creato un circuito virtuoso (anche attraverso i social: facebook e twitter). Nè solo questo: come si può vedere dalla mappa (CLICCA QUI) ,  , si è registrata la adesione di migliaia di persone in centinaia di nazioni di tutti e cinque i continenti! Era possibile, infatti, unirsi -oltre che spontaneamente- anche aderendo direttamente: gli organizzatori hanno permesso che, con le stesse modalità ed orari, pure fedeli di altre nazioni celebrassero la Messa alle 14 e poi proseguissero la preghiera col Santo Rosario. Anche in Italia (ad esempio qui) e, cosa molto significativa, presso l’Oasi Giovanni Paolo II a Medjugorje…..

REGINA PACIS

Potremmo fermarci qui con le parole. Ora il nostro impegno è di unirci a quel milione di fedeli polacchi che sono in preghiera. Un particolare molto significativo: a tutti gli aderenti gli organizzatori hanno richiesto di essere in Grazia di Dio. In tempi nei quali nessuno più parla di peccato (compresi molti uomini di Chiesa purtroppo) è bello che ci sia questa attenzione. Il peccato non è stato abolito: la Divina Misericordia, che Gesù stesso rivelo alla polacca Santa Faustina, contempla il pentimento ed il radicale abbandono del peccato, incluse le situazioni permanenti di peccato: ad esempio l’adulterio in cui vivono milioni di divorziati/risposati.

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Certamente dal Paradiso San Giovanni Paolo II plaude e benedice questa iniziativa!

Sabato 7 Ottobre 2017: tutto il mondo INVOCA l’Immacolata col Rosario

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SIA LODATO GESU CRISTO

Io, cosimo de matteis, modesto blogger e curatore di questo sito -IL BENE VINCERÀ- metto a completa e totale disposizione questo spazio internet a “Rozaniec do granit” ossia “Rosario ai confini” e cioè quella che Benedetta Frigerio definisce nel suo articolo una “fra le iniziative più potenti per la pace che siano mai state indette da una Nazione”. 

Ed ai lettori italiani -meglio: di lingua italiana- consiglio la lettura del citato articolo, che appare oggi su “La Nuova Bussola Quotidiana” col titolo  “Un muro di persone reciterà il Rosario sui confini polacchi” (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO)

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Non mi sento di aggiungere altro, per ora. Se non di leggere l’articolo: in esso è ben sintetizzata la splendida iniziativa. Con tutti i riferimenti (ed i link) ai relativi siti. Ma come Figlio della Santissima Vergine e Consacrato al Suo Cuore Immacolato sono e resto a sua disposizione in questi giorni ed in queste ore.

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Aggiungo solo una considerazione: soltanto il popolo polacco, devotissimo alla Santa Vergine, poteva realizzare tale iniziativa! L’immenso San Giovanni Paolo II, dal Paradiso, vede e benedice l’iniziativa. E ripete, con San Luigi Maria Grignon de Montfort, totus tuus ego sum. 

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MEDJUGORJE – Messaggio del 2 Ottobre 2017

Cari figli
io vi parlo come Madre: con parole semplici,
ma colme di tanto amore e sollecitudine
per i miei figli, che per mezzo di mio Figlio
sono affidati a me.
Mio Figlio invece, che viene dall’eterno presente,
lui vi parla con parole di vita
e semina amore nei cuori aperti.
Perciò vi prego, apostoli del mio amore:
abbiate cuori aperti, sempre disposti
alla misericordia e al perdono.
Perdonate sempre il prossimo secondo mio Figlio,
perché così la pace sarà in voi.
Figli miei, preoccupatevi della vostra anima, perché essa è l’unica realtà che vi appartiene davvero. State dimenticando l’importanza della famiglia. La famiglia non dovrebbe essere luogo di sofferenza e dolore,
ma luogo di comprensione e tenerezza. Le famiglie che cercano di vivere secondo mio Figlio, vivono nell’amore reciproco. Fin da quando era ancora piccolo, mio Figlio mi diceva che tutti gli uomini sono per lui dei fratelli. Perciò ricordate, apostoli del mio amore, che tutte le persone che incontrate sono per voi la vostra famiglia, dei fratelli secondo mio Figlio. Figli miei, non perdete tempo pensando al futuro e preoccupandovi. La vostra unica preoccupazione sia come vivere bene ogni istante secondo mio Figlio, ed ecco la pace! Figli miei, non dovete mai dimenticare di pregare per i vostri pastori. Pregate affinché possano accogliere tutti gli uomini come loro figli, in modo che, secondo mio Figlio, siano per loro dei padri spirituali. Vi ringrazio!.

GOSPA

la follia innaturale del transessualismo

E’ una di quelle cose che maggiormente turbano. Perdono la testa col mais geneticamente modificato (per carità, non è certo una cosa bella) o con gli accendini di plastica che per degradarsi impiegano fino a 90 o cento anni (sic) e poi non si comprende la assurdità, la disumanità di chi “cambia sesso”.

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LA TESTIMONIANZA DI WALT HEYER DIMOSTRA LA ASSURDITÀ DI CERTE SCELTE

 

Meno male che esiste ancora qualche giornalista onesto grazie ai quali scopriamo che il 96% dei giovani scozzesi transessuali cede ad atti di autolesionismo. La Stonewall – istituzione pro-gay  – e l’Università di Cambdridge hanno condotto una ricerca su 400 giovani studenti transessuali la quale ha messo in evidenza, oltre a comportamenti autodistruttivi, che il soggetto campione è affetto in massima parte da depressione, ansia ed incline al suicidio (40% contro il 25% delle persone omosessuali).

miss trans

L’ex transessuale Walt Heyer (CLICCA QUI) ha affermato che questi dati sono concordi con una ricerca da lui condotta dal titolo “50 anni di cambiamenti sessuali, disturbi mentali e troppi suicidi”. Heyer ha poi smentito l’accusa, presente nel report, che simili disturbi siano da addebitarsi ad atti di transfobia e che dunque, come vorrebbe il gruppo di Stonewall, occorrerebbe normalizzare nell’educazione scolastica l’omosessualità e la transessualità: “Le persone che sono emotivamente, socialmente e psicologicamente a posto non tentano di suicidarsi – ha dichiarato Heyer – ma il 40% delle persone transgender tenta il suicidio. È perché hanno gravi disordini mentali. Il 62,7% degli individui che si identificano come transgender soffrono di disturbi psichiatrici“.

Quest’anno il governo scozzese ha reso obbligatoria l’educazione sessuale in tutte le scuole ed anche nelle classi elementari viene spiegato che l’omosessualità è una condizione normale.

Anche altre ricerche confermano i dati emersi dal report scozzese. Lo statunitense National Center for Transgender Equality ha evidenziato che negli Usa quando un transessuale è vittima di violenza nel 77% dei casi il violentatore è il suo stesso partner. Inoltre il 40% dei transessuali ha tentato il suicidio e sempre un altro 40% dichiara di soffrire di disturbi mentali. Altro che l’accendino di plastica.

accendino di plastica 100 anni

 

Qui il report scozzese: 

http://www.stonewallscotland.org.uk/sites/default/files/school_report_scotland_2017_1.pdf

Qui il report statunitense: 

http://www.ustranssurvey.org/report

https://www.lifesitenews.com/news/96-of-transgender-youth-engage-in-self-harm-study

Un giovane veramente santo – La video testimonianza di David

  • OLTRE LA MORTE

 

David, il cancro e il Paradiso: “L’anno più bello della mia vita”

David racconta

Gli occhi pieni di speranza, la voce che vibra di entusiasmo, il cuore che ristora nella pace: David è luminoso, di una bellezza rara. David ha 17 anni e ci racconta con placida urgenza la sua buona novella: “Ho vissuto l’anno più bello della mia vita, ho incontrato la vera felicità. Ora non temo più nulla, nemmeno la morte, perché ho sempre il Signore al mio fianco”. Poco tempo dopo aver lasciato la video testimonianza che oggi ci raggiunge, per l’esattezza il 17 giugno del 2017, David è nato al Cielo dopo incessanti patimenti per via di un tumore che l’ha consumato nel giro di un anno, quell’anno. Il suo funerale è parso ai più come una festa celeste. Ed il sacerdote, nell’omelia, lo ha salutato così: “David si è donato per la salvezza eterna e la conversione dei giovani. Il suo corpo, che si stava disfacendo, lo ha donato fino alla fine, come in un martirio liberamente accettato”. Ma chi è davvero David?

LA TESTIMONIANZA: I PURI DI CUORE VEDRANNO DIO

“Sono David, un ragazzo di Roma di 17 anni”, si presenta così quel ragazzo che per dire di sé, non usa fronzoli né mediazioni, ma giunge all’essenziale come colui che sa di essere nato testimone. Per questo David ci racconta subito di quel “Signore che mi è venuto a salvare”. Un incontro bambino, nell’età ma soprattutto nel cuore, di una semplicità disarmate: “Da piccolo – racconta lui – non capisci il perché ti viene chiesto di fare determinate scelte e quindi la fede che puoi avere è una fede acerba: così è stato per me. All’inizio dell’adolescenza vedevo che i miei amici potevano fare molte cose che io non potevo fare in quanto cristiano e per questo mi sentivo limitato, mi sentivo come in gabbia. Ma il Signore mi è venuto a salvare in un’estate in cui avevo 12 anni. Quell’anno partecipai ad un campo estivo con la parrocchia, dopo quel campo mi ero iscritto ad un altro campo dove volevo assolutamente andare per molti motivi. Primo fra tutti perché, appunto, mi sentivo costretto dalla mia cristianità e perciò in quell’occasione avrei voluto fare tutto quello che mi pareva, avevo deciso che tutto ciò che potevo fare l’avrei fatto”. David è risoluto, ma si trova a confidare quella scelta ad un sacerdote della parrocchia che, scevro dal timore di non essere abbastanza moderno per quel ragazzino, d’impeto gli dice la verità: “Non partire! Fidati, guarda che ancora non sei pronto per gestire una situazione del genere”. David non è affatto convinto, il prete è consapevole e rilancia: “Guarda che il Signore non ti chiede mai di fare un sacrificio senza restituirti cento volte tanto, vedrai ti ricompenserà tantissimo per ogni sacrificio che fai”. Ma David ha già deciso, partirà per il campo. Nemmeno il Padre però molla il colpo, così lo lascia con un compito: “Domani prendi la Bibbia fai una preghiera e vedi cosa ti dice il Signore su questo fatto particolare nella tua vita”. David, che sebbene giovanissimo è uno che fa sul serio, l’indomani apre il testo sacro e dall’ultimo capitolo di Giuditta legge: “Dopo quei giorni, ognuno tornò nella propria dimora; Giuditta tornò a Betulia e dimorò nella sua proprietà e divenne famosa in tutta la terra durante la sua vita”. Solo negli occhi di David mentre racconta questi ricordi, si può vedere ciò che veramente accadde nella sua anima in quell’istante: “Io sono rimasto sconvolto! Erano le stesse identiche parole che mi aveva detto il sacerdote il giorno prima! Come Giuditta io dovevo rimanere nella mia casa e, come Giuditta, io per questo motivo sarei stato ricompensato per tutta la vita. Fu un’esperienza fortissima e lì capii: il Signore esisteva veramente e agiva veramente nella mia vita e parlava veramente alla mia vita singola, a me personalmente, ora!”.

LA PROVA: COME QUELLA NOTTE NEL GETSEMANI

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“Circa un anno fa” continua David la sua testimonianza “ho avuto una brutta notizia: mi sono ammalato di cancro. Per me scoprire all’età di 16 anni di avere un cancro è stato abbastanza duro, ma il Signore non mi ha mai abbandonato”. Un giorno il ragazzo inizia ad avvertire un indolenzimento ad una gamba, subito pensa alla troppa attività sportiva dell’ultimo periodo. I dolori però aumentano sempre di più, la notte fatica a dormire e gli antidolorifici provocano un effetto quasi nullo. “Mi chiamano a casa dall’ospedale per dirmi che avrei dovuto fare un’altra risonanza magnetica: i medici avevano visto una sorta di massa, ipotizzavano un ematoma, ma bisognava controllare meglio”. David insieme alla famiglia, ai tanti amici e a tutti i parrocchiani inizia a pregare incessantemente che si tratti, appunto, di un ematoma. Non è così: il ragazzo ha un tumore. “E allora ok – dice David – incassi il colpo e vai avanti. E continui a pregare, a pregare sempre, perché sai che il Signore c’è. E allora chiedi che il tumore sia benigno e non maligno”. Partono catene di preghiere, in molti offrono messe e penitenze. Il responso medico che arriva è tra i peggiori: osteosarcoma aggressivo con una soglia di dolore massima. Ma il ragazzo non molla: “Inizio a pregare che non ci fossero metastasi e però, nel momento in cui vado a vedere i risultati dell’esame successivo, scopro di avere una grossa metastasi al polmone”. A quel punto il male inizia a cavalcare velocemente: lo consumerà in un solo anno tra indicibili dolori e veri partimenti. Insieme all’infausta condanna, giunge anche la notte oscura: “Arrivo quasi ad arrabbiarmi con Dio – spiega il ragazzo – gli chiedo: Ma perché io prego per una cosa e tu ne fai accadere un’altra? Perché non mi vuoi aiutare? Perché proprio a me tutto questo? Che senso ha pregare se poi succede l’esatto opposto di quello che io vorrei che succedesse?” Nonostante le grandi difficoltà, Davide continua a cercare conforto nella Chiesa e non smette di chiedere aiuto a svariati sacerdoti. Un bel giorno uno di loro lo sfida fino in fondo: “Davide, affida tutta la tua malattia a Dio”. Il ragazzo ha un rifiuto categorico, in cuor suo capisce immediatamente che ciò significa accettare la possibilità di morire.  Ma insieme capisce anche che è una sfida d’amore: “Non avere paura – mi dice il prete – perché anche Gesù ha avuto paura nel Gesemani: “Signore se possibile passi da me questo calice ma sia fatta la tua non la mia volontà”.

L’INTERCESSIONE DELLA MAMMA CELESTE

GOSPA

“Una sera mi ritrovo ricoverato in ospedale a fare chemioterapia e non riesco a dormire. Inizio ad essere turbato nel cuore e mi viene voglia di pregare. Allora prendo in mano il Rosario che avevo accanto ed inizio subito a sentire un’emozione bellissima che mi irradia nel cuore, un’emozione molto, molto potente. Era un’emozione concreta come può essere la felicità, la tristezza, la paura, la rabbia, ma era un’emozione completamente nuova, mai provata prima e bellissima: come sentirsi innamorati, al settimo cielo, ma di più. Scoppio a piangere e piango per una mezz’ora circa senza riuscire a fermarmi mentre mi tornano in testa quelle parole: “Affida la tua malattia a Dio”. E subito dopo mi vengono in mente altre parole: se tu non riesci ad affidare la malattia prova a pregare affinché tu ci possa riuscire. Inizio a pregare il Rosario e qui il Signore viene di nuovo a sconvolgermi perché, finito il Rosario, io mi trovo a cambiare completamente idea: passo dall’essere sicuro di non affidare la mia malattia a Dio, all’essere estremamente convinto che fosse l’unica cosa che io volessi fare. Capii in un istante che tutti i miei progetti, tutta la mia voglia di controllare la mia vita, erano soltanto un remare contro: il Signore mi stava mostrando come la mia vita non rispondeva alla mia volontà, ma alla Sua. E sin dall’inizio della malattia me l’aveva mostrato: io volevo l’ematoma ed era un tumore, io volevo fosse benigno ed era maligno e così via. La mia vita non era nelle mie mani, la mia vita è nelle Sue mani. Da quel momento, io ho vissuto letteralmente l’anno più bello della mia vita. Io sono veramente felice e ho smesso di avere paura della morte, perché ho capito veramente di avere un Dio che vuole soltanto la mia felicità. Qualsiasi cosa, anche se può sembrare orribile, la più brutta, se è la Sua volontà è la cosa più bella che può succederci”.

LA CROCE E’ GLORIOSA

Croce sul monte kricevac, medjugorje

“Il giorno della Via Crucis – racconta Davide – stavamo a casa con la famiglia a guardare in diretta Tv dal Colosseo la Via Crucis con il Papa. Ogni volta che, durante la funzione, si recitava un passo in cui Gesù cadeva sotto il peso della Croce, io sentivo delle forti fitte di dolore fino a che, nel momento in cui Gesù raggiunge la Croce e sta morendo sulla Croce, io inizio a patire un dolore molto, molto forte e davvero intenso, ma nel momento stesso in cui Gesù muore il dolore svanisce”. Gli ultimi periodi, soprattutto le ultime settimane, sono tremende: il tumore ormai ha avvolto quasi tutti gli organi vitali. Il ragazzo soffre molto, fatica a respirare, ma non si lamenta mai. Dona tutto di sè, riversa il suo dolore nella Croce e in ogni istante offre il suo sacrificio a Dio Padre. Tra i patimenti, poco prima di entrare in coma, il parroco racconta di alcuni dialoghi con lui: «Attento Davide che il demonio rimetterà dubbi sull’esistenza di Dio». Ma Davide replicava sicuro: «Veramente non accadrà!». «Attento Davide  il demonio è sentimentalista… quando andrai in coma la tua anima è vigile… devi rimetterti in piedi». La risposta del ragazzo, mentre boccheggia, si manifesta allora in un incredibile sorriso. Davide nasce al Cielo il 17 giugno del 2017 e sul suo volto sembra stampata quella frase che andava ripentendo a chiunque incontrasse: “Ma se sono felice io, come non puoi esserlo tu?”

L’aborto e l’infelicità delle donne

il blog di Costanza Miriano

Slovacchia- Monumento ai bambini mai nati Slovacchia- Monumento ai bambini mai nati

di Costanza Miriano

C’è un’infinità di argomenti contro l’aborto, ma io, visto che mi piace perdere facile, scelgo il più opinabile, il più attaccabile, il meno spendibile in un dibattito pubblico: l’aborto rende le donne infelici. Si potrebbe affrontare il tema sul piano filosofico, come Bobbio (o la Paola Belletti, la mia filosofa preferita, di certo la più gnocca), culturale, come Pasolini, di fede, come fa la Chiesa, o ancora economico, come fa chi elenca nomi dei finanziatori dei prochoice e cifre (fiumi di denaro: perché?). Si potrebbero contestare i numeri falsi che hanno alimentato falsi miti e portato all’approvazione delle leggi sulla base di bufale (come la sentenza Roe – Wade negli Usa o la campagna radicale in Italia), e mostrare come l’aborto ha risparmiato pochissime vite di donne evitando l’aborto clandestino ma ha sterminato schiere infinite di bambini che senza la 194 sarebbero…

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