Nuovo libro di Mons. Nicola Bux: venerdì 15 Presentazione a Bari

E’ in libreria da pochi giorni il nuovissimo volume di Monsignor Nicola Bux, uno dei maggiori liturgisti italiani. Edito da Cantagalli, per i cui tipi sono usciti molti dei suoi celebri libri (da “Pio XII e la liturgia” a “Gesù il Salvatore. Tempi e luoghi della sua venuta nella storia” incluso il recente best seller “Con i Sacramenti non si scherza”), è intitolato “Tra cielo e terra. La mistica della liturgia orientale”.

LOCANDINA BUX

Il libro di Bux viene presentato nella sua Bari venerdì 15 Dicembre 2017 all’interno di una imperdibile tavola rotonda: “Cosa impararare dalla Messa degli orientali” cui parteciperanno relatori autorevoli quali il teologo Domenicano padre Ciro Capotosto, il giornalista Antonio Calisi e il prof. Michele Loconsole Coordinatore dell’Ufficio Chiesa e Mondo della Cultura della Diocesi Bari-Bitonto. Tutti ottimi conoscitori della mistica e della liturgia orientale che è il tema del saggio di Mons. Bux  che si avvale della Prefazione del vescovo Gesuita mons. Cyril Vasil’.

L’appuntamento è presso l’Istituto di Teologia Ecumenica , con inizio alle 17.30.

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Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo ma chi non crederà sarà condannato

Chissà fino a quando sarà consentito ad un cattolico poter liberamente professare la sua fede! Non è un interrogativo inutile od ozioso: è la realtà. E non parliamo di Paesi a maggioranza islamica o buddista o induista: ci riferiamo alla nostra cara Europa, culla del Cristianesimo.

Eppure questo mondo non solo rifiuta o rinnega la Rivelazione di Dio – ad Abramo, poi ai profeti ed infine compiuta con il Figlio Gesù, Signore e Salvatore del mondo- ma impedisce anche che se ne parli. Ha fastidio per la Rivelazione e per la Salvezza operata da Cristo con la Sua Croce e Risurrezione.

CROCE MEDAGLIA DI SAN BENEDETTO

Un tempo c’era il Clero – sacerdoti, vescovi, il Papa- a salvaguardare la libertà religiosa. Oggi, invece, anche in ambienti ecclesiali si condanna apertamente l’apologetica, si combatte (con zelo degno di miglior causa) il “proselitismo” e, in definitiva, lo stesso Annuncio del Vangelo.

Queste considerazioni hanno fatto scrivere un articoloa Riccardo Cascioli –che compare su “La Nuova Bussola Quotidiana” di oggi lunedì 4 Dicembre 2017- in cui si chiede seriamente se ha ancora senso la missione così come l’abbiamo vissuta per duemila anni: è una questione che mi pare prioritaria, che i gesti e le parole di papa Francesco (anche in conferenza stampa) hanno posto in primo piano. Vale a dire, il senso della missione. O meglio, e mi si scusi la brutalità: a essere coerenti con le affermazioni del Papa, ha ancora senso la missione? E la missione, così come vissuta dalla Chiesa in duemila anni, è da rottamare? (CLICCA QUI) 

Non possiamo sottrarci noi cattolici a tale interrogativo e non possono esimersi da tale domanda le persone che sono concretamente impegnate nella Missione –che risponde all’invito di Gesù: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato»- e che per annunciare Cristo Risorto hanno donato tutta la propria vita.

“A nome di tutta la Chiesa, sento imperioso il dovere di ripetere questo grido di san Paolo [guai a me se non predicassi il Vangelo!] –scriveva San Giovanni Paolo II nella Redemptoris Missio – Già dall’inizio del mio pontificato ho scelto di viaggiare fino agli estremi confini della terra per manifestare la sollecitudine missionaria, e proprio il contatto diretto con i popoli che ignorano Cristo mi ha ancor più convinto dell’urgenzadi tale attività, a cui dedico la presente Enciclica”. Possiamo ignorare il Magistero di papa Wojtyla o possiamo prenderci la responsabilità di non annunciare più il Vangelo ad ogni creatura?

cosimo de matteis

HOC EST ENIM CORPUS MEUM … HIC EST ENIM CALIX SANGUINIS MEI

SACERDOTE CELEBRA

 

Vere Sanctus es, Domine, fons omnis sanctitatis.
Haec ergo dona, quaesumus,

Spiritus, tui rore sanctifica, ut nobis Corpus et + Sanguis fiant

Domini nostri Iesu Christi.
 

Qui cum passioni voluntarie traderetur,

accepit panem et gratias agens fregit,

deditque discipulis suis, dicens:

ACCIPITE ET MANDUCATE EX HOC OMNES:

HOC EST ENIM CORPUS MEUM,

QUOD PRO VOBIS TRADETUR.

Simili modo, postquam cenatum est,

accipiens et calicem, iterum gratias agens

dedit discipulis suis, dicens:

ACCIPITE ET BIBITE EX EO OMNES:

HIC EST ENIM CALIX SANGUINIS

MEI NOVI ET AETERNI TESTAMENTI,

QUI PRO VOBIS ET PRO MULTIS EFFUNDETUR

IN REMISSIONEM PECCATORUM.
HOC FACITE IN MEAM COMMEMORATIONEM.
 
Mysterium fidei.
 

Mortem tuam annuntiamus, Domine,

et tuam resurrectionem confitemur,

donec venias.
 
Memores igitur mortis et resurrectionis eius,

tibi, Domine, panem vitae et calicem salutis offerimus,

gratias agentes quia nos dignos habuisti astare coram te

et tibi ministrare.

Et supplices deprecamur

ut Corporis et Sanguinis Christi participes

a Spiritu Sancto congregemur in unum.
 

Recordare, Domine, Ecclesiae tuae toto orbe diffusae,

ut eam in caritate perficias

una cum Papa nostro N.

et Episcopo nostro N.

et universo clero.
 
Memento etiam fratrum nostrorum,

qui in spe resurrectionis dormierunt,

omniumque in tua miseratione defunctorum,

et eos in lumen vultus tui admitte.
 
Omnium nostrum, quaesumus, miserere,

ut cum beata Dei Genetrice Virgine Maria,

beatis Apostolis et omnibus Sanctis,

qui tibi a saeculo placuerunt

aeternae vitae mereamur esse consortes,

et te laudemus et glorificemus

per Filium tuum Iesum Christum.
 
Per ipsum, et cum ipso, et in ipso,

est tibi Deo Patri omnipotenti,

in unitate Spiritus Sancti,

omnis honor et gloria

per omnia saecula saeculorum.

Amen.

***

 

“Ad Te levavi” – Antifona di introito della I Domenica di Avvento

MEDJUGORJE – Messaggio del 2 Dicembre 2017

“Cari figli, vi parlo come vostra madre, madre dei giusti, madre di coloro che amano e sopportano, madre dei santi. Figli miei anche voi potete essere santi, ciò dipende da voi. Santi sono coloro che smisuratamente amano il Padre Celeste, coloro che lo amano sopra ogni cosa. Perciò figli miei, cercate sempre di migliorare. Se provate a essere buoni potete essere santi, anche se non pensate questo di voi. Se pensate di essere bravi non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità. In questo mondo inquieto e pieno di pericoli, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia.

rosa e bocciolini

A me, figli miei, regalate il rosario. Rose che amo così tanto. Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore e non solo recitate con le labbra. Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore. Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che saranno tanti i miei figli e che mi porteranno molte rose. Non lo comprendevo. Adesso so che siete voi questi figli che mi portano le rose quando sopra a tutto amate mio Figlio, quando pregate con il cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose. Questa è la fede che fa in modo che tutto nella vita sia fatto con amore e non con superbia, che si sia sempre pronti a perdonare e mai a giudicare, e che ognuno provi sempre a comprendere il proprio fratello.
Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, coloro che non vi amano, coloro che vi hanno fatto del male, coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Figli miei questo è ciò che cerco da voi perché ricordatevi che pregare significa amare e perdonare. Vi ringrazio.”

rosa-mistica

La Messa “Rorate”, anche a Medjugorje

Domani, Domenica 3 Dicembre, entriamo nel tempo di Avvento. Ed in diversi luoghi della cristianità c’è la bella tradizione di celebrare l’Eucaristia al mattino presto, all’aurora.

Il nome con cui è conosciuta è la Santa Messa “Rorate” : tale denominazione deriva dall’introito in latino della Messa della IV Domenica d’Avvento che inizia, appunto, con le parole Rorate cœli desuper che riprendono il passo biblico di Isaia (il verso 8 del Capitolo 45:  “Rorate, caeli, desuper, et nubes pluant iustitiam/aperiatur terra/et germinet salvationem/et iustitia oriatur simul/ego Dominus creavi eam ”).

MEDJUGORJE ALBA

In alcuni luoghi lo si fa nell’approssimarsi del Natale e precisamente durante i giorni della Novena; altrove lo si fa durante tutto il tempo d’Avvento. Ed è il caso di Medjugorje: in Avvento, presso la chiesa di san Giacomo, alle ore 6:00 di ogni mattina – escluse le Domeniche – verrà celebrata la Messa dell’Aurora. Come lo scorso anno, dunque, la Messa delle ore 7:30 del mattino, in Avvento, verrà sospesa.

Così a Medjugorje. In altre città e paesi la Messa “Rorate” può iniziare in orari diversi ma comunque al mattino presto. La peculiarità, infatti, è che la Celebrazione Eucaristica inizi quando ancora è buio e, generalmente, durante la Messa spuntano le prime luci dell’alba. Ha un forte significato: lo svegliarsi presto (l’invito evangelico “vegliate!”), il buio, il freddo e talora la neve, il sacrificio, tutto finalizzato all’attesa perché l’Avvento è il tempo dell’attesa del Salvatore.

E’ bello che questo accada in tanti luoghi del mondo cattolico ed è significativo che ciò accada a Medjugorje. Riportiamo ora una ulteriore spiegazione della Messa Rorate, tratta dal sito Coetus Fidelium San Remigio Vescovo. Buona lettura.

Le Messe Rorate

Il nome di queste particolari celebrazioni deriva dall’antifona dell’Introito che apre la Messa della IV Domenica di Avvento ed il comune delle Messe in onore di Maria (Rorate caeli de super et nubes pluant justum).

celebrazione eucaristica

Si celebra una Messa prima dell’alba, illuminati solo dalla fioca luce delle candele. Mentre in chiesa si compie il sacrificio eucaristico, il sole fuori si leva ed al momento della benedizione sui fedeli ormai già la luce, simbolo di Cristo che a Natale viene sulla terra, riempie l’aria e le volte del tempio. La Stella matutina è immagine di Maria Santissima, che nell’esistenza terrena precede Gesù Cristo proprio come l’aurora precede il sole.

Storicamente le Messe Rorate nascono del XV secolo nelle regioni alpine, forse di lingua tedesca. In poco tempo si diffusero ovunque, conoscendo grande partecipazione da parte dei fedeli.

C’è un nuovo sito. Cattolico.

C’è un nuovo  sito cattolico!

“Un altro?”

Si, un altro.

“E chi lo cura?”

“Clicca (il banner) e vedi!”

IPC - Testata-banner

 

“Scusa ma io ho bisogno di essere informato a 360 gradi su tutto quello che sta succedendo nella Chiesa, non posso guardare solo un sito: io seguo “La Bussola”, Tosatti, Magister ed altri due o tre siti almeno!”

Tranquillo, chi cura questo sito tiene d’occhio tutte le fonti da te menzionate,  ed altre ancora!

“E vabbè, ma io mi interesso di tanti temi….. Catechismo, Sacra Liturgia, arte sacra, musica. E poi i libri, le conferenze, eventi….”

Perfetto, è proprio fatto apposta per te allora!

“Come hai detto che si chiama? Non mi ricordo….”

IL PENSIERO CATTOLICO !

LA EUCARISTIA E’ PASTO DEI RICONCILIATI E NON DEI PECCATORI. MA DEI PECCATORI RICONCILIATI

Si è affermata l’opinione, meglio l’eresia, che la messa senza la comunione non sia valida. Tutta la preoccupazione della comunione per i divorziati risposati, che poco ha a che fare con la visione e la prassi orientale, è una conseguenza di ciò.

Tale erronea “opinione” è oggi diffusa tra chierici e fedeli, per cui, come osservò Joseph Ratzinger: “Si deve nuovamente prendere molto più chiara coscienza del fatto che la celebrazione eucaristica non è priva di valore per chi non si comunica. […] Siccome l’eucaristia non è un convito rituale, ma la preghiera comunitaria della Chiesa, in cui il Signore prega con noi e a noi si partecipa, essa rimane preziosa e grande, un vero dono, anche se non possiamo comunicarci. Se riacquistassimo una conoscenza migliore di questo fatto e rivedessimo così l’eucaristia stessa in modo più corretto,vari problemi pastorali, come per esempio quello della posizione dei divorziati risposati, perderebbero automaticamente molto del loro peso opprimente.”

“CHI MANGIA IL PANE E BEVE IL CALICE DEL SIGNORE INDEGNAMENTE MANGIA E BEVE LA PROPRIA CONDANNA”

Quanto descritto è un effetto della divaricazione ed anche dell’opposizione tra dogma e liturgia. L’apostolo Paolo ha chiesto l’auto-esame  di coloro che intendono comunicarsi, onde non mangiare e bere la propria condanna (1 Corinti 11, 29). Ciò significa: “Chi vuole il cristianesimo soltanto come lieto annuncio, in cui non deve esserci la minaccia del giudizio, lo falsifica”.

Ci si chiede come si sia giunti a questo punto. Da diversi autori, nella seconda metà del secolo scorso, si è sostenuta la teoria – ricorda Ratzinger – che “fa derivare l’eucaristia più o meno esclusivamente dai pasti che Gesù consumava con i peccatori. […] Ma da ciò segue poi un’idea dell’eucaristia che non ha nulla in comune con la consuetudine della Chiesa primitiva”. Sebbene Paolo protegga con l’anatema la comunione  dall’abuso (1 Corinti 16, 22), la teoria suddetta propone “come essenza dell’eucaristia che essa venga offerta a tutti senza alcuna distinzione e condizione preliminare, […] anche ai peccatori, anzi, anche ai non credenti”. 

No, scrive ancora Ratzinger: sin dalle origini l’eucaristia non è stata compresa come un pasto con i peccatori, ma con i riconciliati: “Esistevano anche per l’eucaristia fin dall’inizio condizioni di accesso ben definite […] e in questo modo ha costruito la Chiesa”.

L’eucaristia, pertanto, resta “il banchetto dei riconciliati”, cosa che viene ricordata dalla liturgia bizantina, al momento della comunione, con l’invito “Sancta sanctis”, le cose sante ai santi.

Ma nonostante ciò la teoria dell’invalidità della messa senza la comunione continua ad influenzare la liturgia odierna.

catechismo-libro

PARTE SECONDA  LA CELEBRAZIONE DEL MISTERO CRISTIANO
SEZIONE SECONDA 
«I SETTE SACRAMENTI DELLA CHIESA»

CAPITOLO PRIMO 
I SACRAMENTI DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA

ARTICOLO 3 
IL SACRAMENTO DELL’EUCARISTIA

1322 La santa Eucaristia completa l’iniziazione cristiana. Coloro che sono stati elevati alla dignità del sacerdozio regale per mezzo del Battesimo e sono stati conformati più profondamente a Cristo mediante la Confermazione, attraverso l’Eucaristia partecipano con tutta la comunità allo stesso sacrificio del Signore.