E’ MORTO DON MARIO GUADALUPI – Brindisi piange un santo Sacerdote

don mario guadalupiPer noi brindisini non era un sacerdote qualunque: è stato Parroco della Cattedrale per quasi trent’anni –un periodo corrispondente pressappoco all’episcopato di Mons. Settimio Todisco- e poi per altri lunghi anni Rettore della Chiesa-Santuario “Santa Maria degli Angeli” dove celebrava quotidianamente la Santa Eucaristia e pazientemente e con santa dolcezza accoglieva i penitenti nel Sacramento della Confessione.
E con quel cognome, che è in qualche modo l’emblema della brindisinità, non poteva che aver esercitato il suo Ministero sacerdotale nei luoghi simbolo: la Cattedrale, appunto, e la Chiesa “degli Angeli” che fu un grande dono di San Lorenzo –il più santo tra i brindisini ed il più brindisino fra i santi- alla nostra città.
Sessantacinque anni – si, avete letto bene: 65- di Sacerdozio! Una corona di gloria, una vita spesa per il Signore con gioia, convinzione e tanto amore. Don Mario avrebbe compiuto 90 anni il Primo Settembre di quest’anno ma il Signore lo ha chiamato a sé nel giorno più bello per un Sacerdote: il Giovedi Santo!
Certi che il Signore lo ha accolto immediatamente in Paradiso nella gioia senza fine rendiamo grazie al Cielo per averci donato un Sacerdote davvero degno. “Qualche mese fa – racconta una anziana donna brindisina- mi ero confessata da lui. Ed ho pensato: ecco, mi sono confessata da un santo.
Ed aveva ragione.
A Dio caro don Mario, a Dio!

 


La camera ardente oggi, venerdì 19 aprile,  dalle ore 10 nella Chiesa delle Anime. Nel pomeriggio  – ore 16 – si svolgerà il funerale presso la Chiesa Santa Maria degli Angeli.

 

Perché Benedetto XVI ha scritto l’Enciclica Bianca “ECCLESIAE”

E’ Sua Santità Benedetto XVI in persona che ne spiega le ragioni:

benedetto xvi - dimissioni

 

Dal 21 al 24 febbraio 2019, su invito di Papa Francesco, si sono riuniti in Vaticano i presidenti di tutte le conferenze episcopali del mondo per riflettere insieme sulla crisi della fede e della Chiesa avvertita in tutto il mondo a seguito della diffusione delle sconvolgenti notizie di abusi commessi da chierici su minori. La mole e la gravità delle informazioni su tali episodi hanno profondamente scosso sacerdoti e laici e in non pochi di loro hanno determinato la messa in discussione della fede della Chiesa come tale. Si doveva dare un segnale forte e si doveva provare a ripartire per rendere di nuovo credibile la Chiesa come luce delle genti e come forza che aiuta nella lotta contro le potenze distruttrici.

Avendo io stesso operato, al momento del deflagrare pubblico della crisi e durante il suo progressivo sviluppo, in posizione di responsabilità come pastore nella Chiesa, non potevo non chiedermi – pur non avendo più da Emerito alcuna diretta responsabilità – come, a partire da uno sguardo retrospettivo, potessi contribuire a questa ripresa. E così, nel lasso di tempo che va dall’annuncio dell’incontro dei presidenti delle conferenze episcopali al suo vero e proprio inizio, ho messo insieme degli appunti con i quali fornire qualche indicazione che potesse essere di aiuto in questo momento difficile. A seguito di contatti con il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, e con lo stesso Santo Padre, ritengo giusto pubblicare su “Klerusblatt” il testo così concepito.

Il mio lavoro è suddiviso in tre parti. In un primo punto tento molto brevemente di delineare in generale il contesto sociale della questione, in mancanza del quale il problema risulta incomprensibile. Cerco di mostrare come negli anni ’60 si sia verificato un processo inaudito, di un ordine di grandezza che nella storia è quasi senza precedenti. Si può affermare che nel ventennio 1960-1980 i criteri validi sino a quel momento in tema di sessualità sono venuti meno completamente e ne è risultata un’assenza di norme alla quale nel frattempo ci si è sforzati di rimediare.

In un secondo punto provo ad accennare alle conseguenze di questa situazione nella formazione e nella vita dei sacerdoti.

Infine, in una terza parte, svilupperò alcune prospettive per una giusta risposta da parte della Chiesa.

CLICCA QUI PER LEGGERE L’ENCICLICA BIANCA ECCLESIAE

Sarah: «La Chiesa è immersa nell’oscurità del venerdì santo»

TWEET PER SARAHGiustamente a padre Livio non è sfuggita una intervista rilasciata di recente dal Cardinale guineano Robert Sarah e che il Sito “Breviarum” ha riportato con una utilissima traduzione in italiano.

La intervista è così chiara ed in linea col Magistero e la Dottrina cattolica, e con una notevole conoscenza dei problemi di cogente attualità della Chiesa e del mondo. Ed il Direttore di Radio Maria nei giorni scorsi ha letto -in più parti- la suddetta intervista.

L’intervista è rintracciabile cliccando QUI. Mentre per dare un forte aiuto con la preghiera a questo coraggioso Cardinale non c’è bisogno né di internert né di smartphone: basta chiudere la porta della propria stanza ed implorare l’Altissimo perché doni lunga vita al Porporato africano e lo protegga da tutti i suoi (numerosi) nemici: interni ed esterni alla Chiesa. E l’Immacolata vincerà. E’ certo.

cosimo de matteis

PER LEGGERE L’INTERA INTERVISTA

 

DOMENICHE DI SPIRITUALITA’ (a Jaddico)

Riprende una sana abitudine, avviata già un decennio fa dal compianto padre Innocenzo Parente già Rettore del Santuario e Superiore Provinciale quando l’Arcivescovo di Brindisi, allora Mons. Settimio Todisco,  chiese ai Carmelitani Scalzi di reggere e guidare il Santuario di Jaddico: era il Novembre del 1986.

Jaddico è di per sé un luogo di grazia. Lo dimostrano i numerosi pellegrini della vicina Brindisi, ma anche di molti altri posti, che si recano a tutte le ore. E’ “la casa della mamma” (come la ha definita qualcuno) dove ci si reca sicuri di essere ben accetti ed accolti con amore.

Oltre alla Eucaristia – centro della giornata, celebrata alle 18.30, tutti i giorni– ed a numerosi altri appuntamenti (qui vogliamo solo citare la “Scuola di Preghiera” tenuta ogni martedì alle 19.15 che sviluppa e spiega la spiritualità Carmelitana – Teresiana) ora ritorna, come detto in apertura, l’appuntamento con le Domeniche di spiritualità. Si parte DOMENICA 7 APRILE 2019. Tutte le informazioni le trovate nel dépliant qui sotto. La Comunità di Jaddico – e la Vergine Santa- vi attende!

DOMENICHE

SANTISSIMO 2

Nel Santuario di Santa Maria Madre della Chiesa, un piccolo “esercito” di fedeli si alterna nell’ Adorazione eucaristica permanente , attraverso turni settimanali , già stabiliti . L’ “esposizione” di Gesù Sacramentato avviene , ininterrottamente, dal lunedì al sabato, dalle ore 7 alle ore 22. I singoli fedeli hanno scelto liberamente il proprio turno, in base ad i propri impegni famigliari e lavorativi, essi sono coppie di sposi, giovani , consacrati , singoli ….chiunque ha sentito la chiamata a “stare con Lui” .

Perché è stato (praticamente) abolito il Canone Romano? (Minima liturgica, 1)

leonardolugaresi

Di solito, alla festa di Ognissanti, il mio bravo parroco diceva la messa recitando il cosiddetto “Canone Romano”, cioè quella che oggi è la “Prima preghiera eucaristica” delle quattro ordinarie previste dal Messale di Paolo VI  e prima della riforma liturgica era l’unica in uso. Quest’anno, per qualche ragione, non l’ha fatto e così ho perso probabilmente l’unica occasione che avevo di ascoltarlo durante tutto l’anno liturgico.

Questa preghiera, infatti – senza che nessuno l’abbia ufficialmente deciso (e nemmeno esplicitamente auspicato, per la verità) – è stata tacitamente di fatto abolita dalla liturgia cattolica, almeno per come essa viene normalmente eseguita nelle chiese italiane in cui mi è capitato partecipare alla messa negli ultimi quarant’anni.

Mi sono sempre chiesto il perché, senza arrivare ad una risposta. Qualche volta, in passato, provai a chiederlo a qualche prete, con scarso successo. Qualcuno mi obiettò che no, i preti a volte lo recitano…

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OMOSESSUALITA’ – Summit, padre James Martin ed un commento di un lettore

Si continua a sminuire la gravità della omosessualità: i media la presentano come una simpatica “variante” dell’amore di coppia, una cosa normale ed anche divertente, persino tenera!
Anche nel mondo cattolico –fedeli laici e Chierici- hanno letteralmente dimenticato la gravità di questo immondo peccato impuro contro natura. Ed allora vi riporto un commento che è giunto ad un precedente articolo, quello che parlava dell’incredibile tweet di padre James Martin, il Gesuita americano che si batte con tutte le sue forze per il riconoscimento dei “diritti”, da parte della Chiesa!!!!, delle persone “lgbt”.

Martin 3

Forse non tutti sanno cosa significa LGBT. Ed ecco una triste ma doverosa “spiegazione”: L ossia lesbiche (femmine che hanno rapporti sessuali peccaminosi con altre femmine), G ossia gay (maschi che  si “accoppiano” contro natura  con altri maschi) B ossia bisessuali (persone perverse che hanno rapporti sessuali indistintamente con uomini e donne, magari pure contemporaneamente) e T ossia transessuali che sono quelle persone che nati maschio, perché così Dio Creatore ha voluto, e loro si oppongono a questo e follemente si vestono da femmina, amano altri maschi come loro, si accoppiano peccando e spesso fanno costosissime e pericolosissime operazioni chirurgiche attraverso le quali vorrebbero dire di “essere diventate donne”.

Ecco, per questo “mondo lgbt” il Gesuita padre Martin –un pezzo grosso ben visto nelle alte sfere del Vaticano- si spende. Non per annunciare il Vangelo e la Verità di Cristo ma per “sdoganare” la omosessualità. Ed ecco il commento giunto. Buona lettura

Approvo pienamente chi, con coraggio e tenacia, combatte lo sdoganamento della omosessualità, come realtà accettabile moralmente! L’omosessualità grida al cospetto di Dio ! ! !
E’ deplorevole il fatto che molti sacerdoti e vescovi approvano addirittura ciò che è disgustoso e vergognoso persino nominare!!!
Salviamo i nostri ragazzi dalla deriva morale . . . dal peccato , dalla infelicità permanente e dalla perdizione eterna ! ! !
Don Giovanni Bosco, San Filippo Neri, San Domenico Savio, Santa Maria Goretti , proteggete dal Cielo i nostri giovani : hanno diritto ad una sana e giusta formazione umana e cristiana.
Un appello a tutti gli insegnanti di Religione, catechisti ed educatori : non arrendiamoci !!! Sono anch’io insegnante di Religione Cattolica, da 31 anni!!! Vi assicuro che i ragazzi sanno intuire e capire dove è la Verità ! I ragazzi, che si autodefiniscono omosessuali, sono i nostri ragazzi, quelli che frequentano le nostre scuole, le nostre palestre , le nostre parrocchie . . . Dove siamo noi adulti ? Cosa trasmettiamo loro ? Quali insegnamenti doniamo ? Quale “accompagnamento” spirituale ed umano doniamo loro?Quale esempi di vita offriamo loro ogni giorno ? E’ colpa dei ragazzi se siamo noi, adulti, a non saper donare loro i veri valori ? Rendiamoci conto che molti, in campo educativo, offrono loro il ” vuoto ” ! Si, il “vuoto”! Quale esempio doniamo loro? Famiglie inesistenti . . . che non insegnano ad amare, a saper gustare la vita, a scorgere nell’altro la bellezza, la ricchezza. Sappiamo parlare loro di Dio , Padre e Creatore ? Sappiamo insegnar loro che Egli ha un piano, un progetto su di noi, una vocazione ? L’essere uomo o donna è una Vocazione , non “un caso” del destino , che puoi ” orientare ” a tuo piacimento , ma un grande e stupendo dono ! !

A margine di questo commento è stato “linkato” un articolo tratto dal blog della persona che lo ha inviato. Per leggerlo clicca qui

l’incredibile tweet di p. James Martin icona LGBT

Alle 14.32 il noto Gesuita americano, padre James Martin, ha pubblicato il seguente tweet:

Tweet james martin

Pare un innocuo tweet come molti altri. In realtà il Sacerdote americano, noto omosessuale ed omosessualista, sta dando un chiaro messaggio, neppure tanto velato o nascosto e cioè egli dice di leggere solo e soltanto gli articoli scritti da certi giornalisti (che sono quelli elencati nel tweet, fra i quali padre Antonio Spadaro, Gesuita come lui, – e Rahner, Martini ed il Papa-  appartenente alla sua stessa parrocchia). E sottintende di non ascoltare altre voci. E’ una sorta di black list al contrario.

Fr James Martin same sex marriage 02Il prete arcobaleno che sta spendendo la sua vita di Religioso e Consacrato al Signore per difendere “la causa” dei sacerdoti che praticano la sodomia e per fare si che la Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, consideri lecito e morale quello che è e resta oggettivamente illecito moralmente ed anzi è un gravissimo peccato mortale. Non solo: Martin è impegnatissimo pure perché venga riconosciuta la possibilità di sposarsi (in Chiesa!) fra persone dello stesso sesso!!!!

Che il Signore abbia pietà di noi e che converta il cuore di tutti quei sacerdoti che praticano l’omosessualità fra di loro, adescando giovani e seminaristi e talvolta abusando pure dei bambini!