Sul futuro premier e sul divorzio

L’intenzione era (ed è) di far un post breve, anzi brevissimo. Ed infatti, tramite il nostro account twitter, abbiamo conguettato (per vedere direttamente il tweet clicca qui)

E restiamo con tale intento: post breve e super conciso. Non si può, infatti, non dire che quest’uomo è un separato. Ergo ha “tradito” il Patto coniugale sancito all’Altare. Il Matrimonio, infatti, è indissolubile. Bisogna che qualcuno glielo ricordi a questo apulo-tosco-capitolino (con puntatine a Niù jork, pare. Però poi si è appreso che certi suoi studi ed Attestati colà conseguiti avevano il valore della laurea della Fedeli e e di quella del Trota (il figlio di Bossi, figlio non della moglie ma della concubina, per restare nell’ambito delle infedeltà coniugali).

fede scambio anelli

Tuttavia, tranne gli insopportabili siti di gossip, a nessuno pare interessare che il futuro “premier” non sia riuscito a tener in piedi la sua famiglia, si sia separato dalla moglie (causando le ovvie dolorose conseguenze al figlio: parlate con le maestre serie, loro sono quelle che meglio di tutti conoscono quanto soffre il figlio di una coppia che si separa). Se qualche Testata lo ha rilevato è come per dire un dettaglio secondario, tipo “ha l’hobby della caccia” oppure “tifa per la Scafatese” od ancora “ha in casa tutti i dischi di Tony Santagata”.

Ed invece il divorzio è una piaga del nostro Paese. La nostra stolta e folle società sazia e disperata (e soprattutto scristianizzata) “festeggia” i 50 del Sessantotto. Nessuno capisce cosa ci sia da festeggiare. E’ come festeggiare l’Anniversario della bomba atomica su Hiroshima o come festeggiare l’Anniversario del disastroso Tsunami nel Sudest asiatico. Ed invece le femmine comuniste e radicali vanno “in piazza” a manifestare. Con slogan scurrili e gesti volgari.

Che pena il nostro Paese. Ora capisco perché, per anni, Avvenire non ha mai pubblicato una mia lettera (inviata tantissime volte ed in tutti i modi e contattando la Redazione e financo la Direzione per chiedere lumi sulla mancata pubblicazione: un giorno, se vorrete e me lo chiedete, vi racconto come andarono le cose) in cui con semplicità lamentavo la incoerenza di quei politici cattolici che guidavano partiti cattolici e che però vivevano situazioni di conclamato adulterio.

Ecco, questo è lo stato dell’Italia: il Matrimonio  “se dura” è bene e se non dura pazienza. Ci si rifà una vita. E’ la stessa logica che pervade i link scemi (vedi foto in basso) che le femmine divorziate e risposate (e/o divorziate e risposate e poi ancora divorziate) pubblicano su feisbuk. E poi dicono pure: “ma mio figlio è maturo, mi capisce. Sa che la mamma gli vuole bene. Ha superato tutto”. Ha superato tutto un corno, cara la mia poco di buono, egoista che non sei altro. La tua –la vostra- separazione (i vostri capricci, i vostri vizi, i vostri peccati) lo fa soffrire come un cane. Altro che “ha capito, è molto maturo”.

niente regole

“puro istinto”, “desiderio”, “emozione”, e soprattutto “niente regole”: le mamme italiane oggi così educano le proprie figlie ed i propri figli. 

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El nuevo cardenal boliviano: Mons. Toribio Ticona Porco

De origen humilde, el nuevo cardenal boliviano ve "increíble" su nombramiento

Sua Eccellenza  Monsignor Toribio Ticona Porco, Prelato Emerito di Corocoro, sarà creato Cardinale nel prossimo Concistoro del  29 giugno 2018 per la nomina di 14 nuovi Cardinali, a proposito del quale Papa Bergoglio ha detto “la loro provenienza esprime l’universalità della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della terra”

tibona

Mons.  Ticona Porco nato ad Atocha il 25 aprile 1937 è un vescovo  boliviano. Dal 2012 è  prelato emerito di Corocoro. La prelatura territoriale di Corocoro (in latinoPraelatura Territorialis Corocorensis) è una “porzione” suffraganea dell’arcidiocesi di La Paz. Nel 2013 contava 222.000 battezzati su 253.300 abitanti. Attualmente è  retta dal vescovo Percy Lorenzo Galvan Flores.

Hahóóó, facebookosok! Megszületett második unokám. Isten hozott, Johanna! Orbán annuncia la nascita della nipotina

In un mondo che non ama più i bambini e, con egoismo e crudeltà, impedisce loro di nascere, salutiamo con gioia la nascita di una bambina. Si, una bella bambina.

pupetta

Non sappiamo se sarà bionda come il nonno e come tante splendide donne magiare ma di certo oggi è nata Johanna, una pupetta! Ed è la seconda nipotina di Orbán Viktor.

Ed è lui stesso ad annunciarlo, fiero e con gioia, sulla sua pagina facebook. Ecco le sue parole: Hahóóó, facebookosok! Megszületett második unokám. Isten hozott, Johanna!

Poi lo stesso Orbán ne da annuncio pure in inglese: “Hi there facebook friends! My second grandchild is finally born. Welcome, Johanna!”

JOANNA CON I CONIUGI ORBAN

E al “benvenuto” a Johanna ci uniamo pure noi, con gioia e grati a Dio per il dono della vita. Alla piccola l’augurio di vivere serena e di conoscere presto il buon Dio, Padre e Creatore. Auguri ai suoi genitori che certamente la educheranno cristianamente ed augurissimi al suo nonno ovvero l’uomo politico che maggiormente sta contribuendo, con coraggio, alla ripresa della identità cristiana dell’Europa senza subire passivamente i diktat (talora anticristici) della UE e delle potenti lobby che, in combutta, cercano in tutti i modi di scristianizzare la Terra che fu di San Benedetto e di Stefano d’Ungheria, del polacco Wojtyla e del francese Luigi Maria Grignion di Montfort.

cosimo de matteis

ORBANO FB

lo screenshot della pagina facebook del Premier Ungherese Viktor Orban. Dopo soli 90 minuti i “like” erano oltre 13 mila e quasi duemila commenti! Auguri “nonno” Orban!

L’UNGHERIA HA IL SUO NUOVO GOVERNO. Ma l’occidente debosciato lo ignora

Mentre in Italia si perde tempo prezioso in inutili schermaglie (tenetevi pronti: fra poco arriverà il “tutti-contro-tutti” e purtroppo non è impossibile una implosione della coalizione di centrodestra) l’Ungheria ha già il suo Governo.

GOVERNO UNGHERESE

 

Come è noto il Capo del Governo ungherese, Viktor Orban,  non pensa troppo agli ostacoli (interni ed esterni) ed agli oppositori faziosi: forte dello straordinario consenso del suo Popolo. Oggi, 18 maggio, il  Presidente ungherese Janos Ader ha ufficialmente nominato  Orban   primo ministro dell’Ungheria. Ma non sperate di trovare la notizia sui giornali o sulle tv italiane. Orban è il nemico: il fascista, il razzista, lo xenofobo, il dittatore eccetera eccetera. I nemici di Orban, capeggiati dall’ebreo ungherese massone George Soros, tentano in tutti i modi di affossarlo ma lui va avanti, forte e spedito, come un treno.

Anche le pulcinellate delle contestazioni (giovani sbandati e che fanno ampio uso di droghe, la maggior parte non ungheresi reclutati dai peggiori centri sociali d’Europa e portati in piazza a Budapest) lasciano il tempo che trovano. Ed anche se noi, stolti occidentali, ci “beviamo” tutte le stupidaggini e le demonizzazioni di Orban che i media -governati dalla massoneria- ci propongono (in realtà ci impongono, con faziosa persuasione di matrice dittatorial-sovietica) il Governo ungherese è nato. Viva l’Ungheria, uno degli ultimi baluardi di civiltà libera in Europa.

cosimo de matteis

Letették esküjüket az új kormány tagjai. “A kormánynak Magyarország az első, de munkánkkal Európát is erősíteni akarjuk” – jelentette ki Orbán Viktor miniszterelnök az Országgyűlésben, ahol bemutatta az új kabinetet. (A Parlament TV felvétele.)

FILIPPO SAVARESE MINACCIATO DI MORTE – La stampa tace vergognosamente

Una scritta vergognosa, rossa come il sangue dei milioni di bambini innocenti uccisi tramite l’aborto. Vergognosa minaccia rivendicata, stando alla sigla lasciata, dai “collettivi femministi” attivi nella Capitale.

FILIPPO SAVARESE

Ma la cosa ancora più vergognosa è che tale vile episodio, che dà la cifra della intolleranza di certo mondo abortista, è stato pressoché ignorato dalla grande stampa nazionale. Ciò è vergognoso.

Questo sito ribadisce tutta la sua vicinanza a Filippo Savarese, alla sua attività meritoria, ed esprime a lui la massima solidarietà.

Renato Zero, Luca Di Tolve e l’omosessualità

Quasi mezzo secolo fa un giovane ragazzo romano, alto e magro, con bei riccioli lunghi si “fece largo” nel mondo della musica. Lo fece con un album intitolato “No! Mamma, no” (1973) la cui title track è essenziale per conoscere non tanto e non solo il cantante Renato Zero quanto la persona Renato Zero, l’uomo Renato Zero (nome d’arte di Renato Fiacchini, nato da un poliziotto e da una infermiera, che trascorre l’infanzia alla Montagnola, quartiere popolare della Capitale).

renato zero

Dopo che avete ascoltato “No mamma no” – ed ascoltato e ri-ascoltato: può essere pure che vi sfugga il dramma che caratterizza l’infanzia e l’adolescenza del giovanissimo Renato – potrete capire tante cose.

Ed ora facciamo un salto all’oggi: le lobby imperanti nell’ambito della musica –come pure nell’editoria, nel cinema, nella politica: ovunque- che impongono il loro “pensiero unico” impediscono la libera espressione del pensiero. Brani musicali che non sono “allineati” o, peggio, contestano e contraddicono apertamente e serenamente i pregiudizi e le falsità che tali lobby diffondono ed impongono, ebbene tali brani vengono fortemente ostacolati, boicottati, derisi.

E’ successo a Giuseppe Povia (solo Povia in arte). Il cantante lombardo ha osato mettere in versi –certi canti sono una poesia- e musicare la vicenda umana di Luca.(CLICCA QUI) 

“Luca era gay” che Povia addirittura porta a Sanremo (“rischiando” di vincere il Festival: arriva secondo, un poco misteriosamente, e pare che il responso del televoto lo aveva incoronato vincitore ma evidentemente il verdetto non piaceva a qualcuno) è un sonoro “schiaffo” alla omoeresia. Smonta totalmente la visione della omosessualità che da decenni viene imposta attraverso i media.

Se Povia è ostacolato –e totalmente bandito da tutte le radio nazionali- pensate quale trattamento la lobby omosessualista ha riservato a Luca: egli ha totalmente smascherato l’orribile mondo gay, fatto di violenze, perversioni, inganni, sfruttamento, menzogne. (CLICCA QUI)

E concludiamo tornando al caro Renato, oggi oramai vicino ai settanta. E ci chiediamo: sarebbe stato possibile attualmente diffondere i messaggi –chiari, nitidi, trasparenti- che Zero lanciò attraverso i suoi splendidi dischi degli anni Settanta?

E ci fermiamo qui ma, se volete. Ci torneremo. Ciao sorcini.

cosimo de matteis

Si consiglia di leggere l’articolo intervista di Andrea Zambrano “Io, andata e ritorno nell’inferno delle dark room” Di Tolve e la verità sui gay sfruttati per fare soldi” (CLICCA QUI) 

Orbán Viktor Primo Ministro d’Ungheria

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Orbán Viktor è il Primo ministro dell’Ungheria dal 2010. Lo è stato precedentemente tra il 1998 e il 2002. È leader del partito Fidesz – Unione Civica Ungherese.

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Che la nuova elezione di Orbán Viktor – un trionfo, non ci sono altri termini- sia di stimolo per tutti quei Paesi europei che stanno vendendo -o, peggio, svendendo- la propria irrinunciabile Sovranità per cedere debolmente -ed anche in modo vile e subdolo- al volere della UE e della massoneria mondiale.

Buon lavoro Presidente!