DENATALITÀ – Fontana incontra il suo omologo ungherese Katalin Novák per affrontare il grave problema

Il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, non è molto attivo sui social –a differenza di molti suoi compagni dell’Esecutivo presieduto da Giuseppe Conte e da molti compagni di partito che invece letteralmente inondano la rete. E che un po’ esagerano- e pare che preferisca dedicarsi al lavoro serio e non a bighellonare al Pc o con lo smartphone.

fontana e kovac 6 luglio

Lorenzo Fontana e Katalin Novák

 

Fontana è stato oggetto di un linciaggio mediatico notevole (ne abbiamo parlato, forse fra i primi, qui, qui, qui) e di recente è stato lasciato “solo” dai suoi compagni di Governo (e da quelli di partito) a battagliare contro l’omosessualismo militante, potente, danaroso ed influente.

E lui, a quanto pare, non se ne è lamentato: solo il tempo potrà dire quanto vi era di “strategia politica” nel silenzio pressoché totale rispetto ad una squallida carnevalata di sodomiti che hanno invaso Pompei e quanto invece era reale menefreghismo attorno alla delicata “quaestio”.

A molti è venuto da pensare che tanti “cuor di leone” – a parole: contro i migranti, contro i rom, persino contro “le mafie” (proprio così; indistinto) – in realtà hanno una fifa blu e non ci pensano neppure a mettersi contro la lobby gay.

Parentesi: è stato assordante il silenzio di alcuni storici “ex Gay” rispetto alla questione “GayPride a Pompei con Spadafora a nome del Governo”. Assordante perché, anch’essi loquacissimi in rete ad osannare il nuovo “leader cattolico” (c’è bisogno di dire chi sia?), ed oramai intruppatesi mani e piedi in questa “folle” gare –dove porterà, purtroppo, lo scopriremo presto- han dimenticato lo sfregio –umano, cristiano- che quella carnevalata ha prodotto. Boh, davvero il cuore umano (e la mente!) è un mistero. Chiusa parentesi.

kovac e fontana

Fontana, come dicevamo, non perde tempo al computer e si dedica al suo Ministero. Proprio oggi è stato a Budapest dove ha incontrato  il Sottosegretario per gli Affari della Famiglia e della Gioventù dell’Ungheria la signora Katalin Novák, membro di spicco del Governo guidato da Viktor Orbán.

Ha detto Fontana: “collaboreremo per invertire la decrescita demografica in Europa” e ha aggiunto essersi trattato di un “interessante scambio di idee e di esperienze”. I politici veri –e nel caso suo con maggiore merito avendo manco quarant’anni- conoscono quali sono le questioni primarie.

In verità l’Ungheria, la Russia –persino la vituperata Francia- da tempo hanno colto la drammaticità della questione denatalità. Viene da rider a pensare che alle Università –ai miei tempi ma qualche attempata Sessantottina ancora oggi per diffonde le strampalate idee maltusiane ai giovani che invece vanno in Ateneo per apprendere cose vere e non postulati ideologici- circolano le follie che, appunto, il Maltusianesimo propina e che cioè nel mondo siamo troppi, occorre frenare la natalità –in tutti i modi: e voi conoscete quali. Mi vergogno pure a dirlo ma milioni di profilattici sono stati diffusi in Africa, Asia ed in genere nei paesi di sviluppo, incentivato l’uso della spirale, dei contraccettivi e naturalmente l’aborto- presto “il pianeta non potrà accoglierci tutti” e via di questo passo. Altra parentesi: quel Casaleggio, cofondatore dei “grillini” pare che diffondesse idee non proprio dissimili da queste. Con degli obiettivi persino nei numeri fissati –mi pare un miliardo di abitanti, non uno di più- della popolazione. Chiusa parentesi.

E Fontana invece, che conosce quanto sia grave il problema della denatalità –con il conseguente “invecchiamento della popolazione”- si impegna, anche consultandosi coi suoi omologhi europei, a risolvere questo problema. Poi sarà il tempo –ed i fatti- a giudicare l’operato di Fontana. Diciamo che come inizio non c’è male. Speriamo di non restare delusi e fermo restando che nessuna –ma proprio nessuna- “salvezza” può venire dalla politica. Anzi, quando un giorno ci sarà la serenità necessaria per parlarne, potremo dire quali e quanti danni ha prodotto la politica –in particolare le Istituzioni sovranazionali- e quanto responsabilità abbia –la politica- sulla società odierna: nichilista, disperata, “bestializzata”.

 

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