DOMENICA 10 GIUGNO 2018 – 10^ TO – Vangelo ed omelia in versi di don Cosimo Monopoli

Eccoci tornati alla “ordinarietà”, al Tempo Ordinario liturgicamente parlando. In realtà nel TO siamo rientrati già dopo Pentecoste: e tuttavia abbiamo avuto il “fuoco di fila” di quelle importanti Solennità post pasquali.

Ordinarietà, dunque.  Non scomodiamo Mons. Escrivà e tutti i santi che, prima o dopo di lui, non importa -non è una “gara”- han parlato della importanza della vita ordinaria appunto. Anzi: della santità proprio nella vita ordinaria.  (PS: non è “propaganda” all’Opus Dei ma la lode ad un grandissimo santo del Novecento e soprattutto ad un CAPOLAVORO: Cammino).

Avendo già detto tanto -forse pure troppo- diamo subito la parola al Signore Gesù. Oggi il Maestro ci narra della sua continua lotta (lotta vittoriosa) contro il maledetto cornuto. E fruiamo della sempre gradita ed utile “omelia in versi” di don Cosimo Monopoli. Buona e Santa Domenica! (cdm)

10^ DOMENICA TO

Dal Vangelo secondo san Marco (Mc 3,20-35) 

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

DON COSIMO MONOPOLI

DON COSIMO MONOPOLI 

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