Amministrative, Il silenzio dei parroci: il caso Brindisi

Dovrebbe essere la cosa più normale del mondo: un candidato sindaco (supportato da moltissimi candidati consiglieri in perfetta sintonia con lui) che difende la FAMIGLIA dalla “colonizzazione gender” (per usare la espressione del Santo Padre), vuole promuoverla, dice chiaramente –come, per grazia di Dio, dice il Ministro degli Interni ed il Ministro della Famiglia attuali- che la famiglia è composta da un padre una madre e dei figli ed un cattolico, normalmente appunto, vota per lui.

fontana 1

Ed invece no. Non solo a dire questa cosa così normale, naturale, inscritta nell’uomo fin dalla Creazione, si rischia di passare per “retrogradi” o peggio. Non solo questo, che pure è un dolore.

Quello che fa veramente male è che la più parte degli uomini di Chiesa, parroci inclusi ed anzi: in prima linea, non solo non “sostiene” quel candidato ma addirittura lo avversa e lo combatte apertamente.

Sia chiaro: qui non parliamo della Chiesa che, in quanto Corpo Mistico di Cristo è “santa” (né potrebbe esser altrimenti) e quindi nulla è più lontano da noi delle tentazioni sedevacantiste e/o di avversione all’Ovile Santo.

Il riferimento è al fatto che negli ambienti ecclesiali, di fronte ad una chiara –palese, manifesta, esplicita, indiscussa ed indiscutibile- posizione di un Candidato Sindaco a supporto della idea di famiglia (la cellula più importante della società, quella che nella quale il Verbo si è fatto carne) così come l’ha pensata il Creatore, invece di supportarlo egli viene invece pubblicamente osteggiato.

Ad esempio, nella fattispecie del Comune di Brindisi, cosa sta avvenendo? Proviamo a spiegarlo in breve e però proponendoci di tornare prestissimo ad illustrare per bene la situazione. Dei cinque candidati sindaco uno solo, Massimo Ciullo, ha pubblicamente e solennemente preso l’impegno (clicca qui) di sostenere politiche che promuovano la famiglia naturale -mamma papà e figli – fondata sul Matrimonio, politiche a sostegno e tutela della vita, famiglia e libertà educativa. E cioè i principi non negoziabili.

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VIDEO – APPELLO DEL CANDIDATO SINDACO MASSIMO CIULLO

(CLICCA PER VEDERE)

Uno su 5, dunque. Ma se si passa ai candidati consiglieri comunali si scopre che soltanto dodici (si dodici!!!) su ben oltre cinquecento hanno sottoscritto il medesimo impegno che il Comitato “Difendiamo i Nostri Figli” di Massimo Gandolfini ha loro sottoposto. Si, avete letto bene: soltanto dodici persone.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Gli si farebbe un torto -un grave torto- se non venissero resi pubblici i loro nomi. E, come potete vedere (QUI) trattasi di sette candidati della Lega di Salvini e cinque della Lista “+39 – Fdi” di Giorgia Meloni.

E tutti gli altri? Boh. Forse non gli interessa la famiglia (magari perché hanno due o tre “mogli” ed altrettante “famiglie”, chissà!) o forse perché molto più nettamente non credono che la famiglia sia fatta da un uomo ed una donna e quindi credono nelle assurdità delle “due mamme” e/o “due papà” o tre mamme o due padri, un cane ed un bimbo ottenuto con la barbara (ed illegale) pratica dell’utero in affitto? Chissà.

Di certo, in una situazione “normale”, un cattolico -ed a maggior ragione un sacerdote, un parroco, un catechista, una suora etc) non avrebbe dubbi su chi votare. Su quale candidato Sindaco, su quale coalizione e su quale candidato consigliere.

cosimo de matteis 

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Un pensiero su “Amministrative, Il silenzio dei parroci: il caso Brindisi

  1. Mettere una firma e’ facile, promuovere azioni concrete a sostegno delle famiglie e’ poi molto difficile anche per il potere limitato che hanno i sindaci. Pur apprezzando le parole di Fontana, ho constatato il distacco di Salvini che molti cattolici continuano a considerare un loro nume tutelare. Resto molto scettico sulla lega e sul futuro governo.

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