Quello che le mamme non dicono

Madre Teresa, che non era madre sul piano naturale, diceva delle cose molto chiare riguardo le mamme ed  il mistero della vita. Tante persone sono molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa, dove tanti ne muoiono di malnutrizione, di fame e così via,  – diceva la grande santa albanese- ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre.

E questo… è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla”. “Per favore non distruggete i bambini, li prenderemo noi”, aggiunse madre Teresa che con le sue suore accolse centinaia di migliaia d bambini e di madri.

Siccome da quello sciagurato ’68 in poi è stato legalizzato questo abominevole delitto (in Italia abbiamo una legge iniqua, la 194, che ha permesso la uccisione “legale” di sei milioni di esserini innocenti. Compreso il tuo, cara signora) praticamente in tutto il mondo (e laddove ancora non è avvenuto la massoneria fa grandi pressioni sui Parlamenti Nazionali e sui singoli Governanti perché vengano subito approvate queste leggi infernali) uccidere il proprio figlio o la propria figlia ancora nel grembo non solo è possibile e non viene punito ma è assolutamente legale, pagato col denaro pubblico e guai se qualche medico o infermiere osa dire che non è disposto a contribuire ad uccidere un bimbo innocente. E questi “tolleranti” sono gli stessi che per decenni chi hanno letteralmente nauseato con le loro fisime sul pacifismo che inneggiavano a disertare e che sostenevano la liceità della obiezione di coscienza.

Ma questi tolleranti a corrente alternata (diffidate dei finti tolleranti; sono i più feroci dittatori. Pensate ai radicali italiani: pannella, bonino, cappato) non permettono che una infermiera possa esercitare il suo diritto a rifiutarsi di uccidere un piccolino innocente.

Ad ogni modo il pensiero va a tutte quelle mamme -migliaia, milioni!- che hanno commesso il più crudele dei delitti: uccidere il proprio bambino nel grembo! Ed allora, nei giorni in cui si “festeggiano” le donne (festa della donna, festa della mamma etc) il pensiero deve andare a queste sventurate donne (sventurate loro e chi le ha consigliate a farlo) che proprio non hanno nulla da festeggiare. Anzi, loro non lo dicono, ma nel giorno della festa della mamma la loro sofferenza è atroce.

A costoro, a queste donne, non mandate fiori né cuori né cioccolatini né messaggini mielosi tramite whatsap o facebook. Ed anzi, se proprio volete inviare un messaggino speditegli questo:

mamme che avete ucciso

Non abbiate scrupoli a farlo: fatelo con tatto e garbo. E soprattutto “condite” il tutto con tanta preghiera. L’augurio più bello a queste mamme (si, perché pur avendolo ucciso restano mamme ed il loro piccolino vive, esiste: egli fin dal concepimento è una persona) è di prendere piena coscienza di quello che hanno fatto, di smettere di “auto assolversi” e di chiedere perdono a tre persone: a Dio, al figlio ucciso ed a se stessa.

Il perdono di Dio se c’è il sincero pentimento è certo. Ma esso passa attraverso un vero pentimento che, per un cristiano, passa attraverso il Sacramento istituito dal Signore (la Confessione). Il perdono del piccolino è pure certo: egli, pupetto, vi vuole bene, vi ha perdonato subito. Un istante dopo che lo avete crudelmente ucciso lui è giunto in Paradiso e lì ha compreso tutto. Ed attende la vostra piena serenità. Essa non può che passare attraverso la riconciliazione. In tal senso a tutti i cristiani lettori di questo sito dico: preghiamo per le donne che hanno abortito. Sono le donne più infelici del mondo. Coraggio!

cosimo de matteis

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