SAINT KIZITO

I martiri ugandesi, che diedero gloria a Dio con la loro eroica testimonianza e fedeltà, vengono giustamente ricordati nella Chiesa universale. Il 3 giugno in ogni angolo del mondo, dove vi è una comunità cristiana ed una chiesa cattolica, viene fatta memoria nella santa Messa di san Carlo Lwanga ed i suoi compagni di martirio fra i quali il nostro San Kizito (vedi immagine in basso)

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Accadde che il re di Buganda , Mwanga II vizioso e perverso, bramoso di peccare contro natura con dei giovani adolescenti che erano a corte come paggi e servitori, si sentì ricevere un netto rifiutò. Era successo che dei missionari europei (i celebri Padri Bianchi del cardinale Lavigerie) avevano educato e portato il Vangelo di Gesù. I giovani sapevano dunque che assecondare quei perversi desideri omosessuali del vizioso re significava commettere peccato, peccato mortale. E precisamente peccato impuro contro natura.

Facendosi coraggio ed aiutandosi vicendevolmente con la preghiera e l’esempio (il netto rifiutò di peccare) questi giovani furono martirizzati: tra il 1885 ed il 1887 decine di giovani vennero fatti uccidere, in modo crudele ed orribile, per ordine del re Mwanga II.

La Chiesa riconobbe il martirio: il Papa Benedetto XV nel 1820 proclamò beati i ventidue giovani e nel 1964 Paolo VI li canonizzò solennemente in Piazza San Pietro.

santuario-di-namugongoLo stesso santo Pontefice, nel 1969, benedì il Santuario di Namugongo dedicato ai Martiri dell”Uganda, durante un suo viaggio apostolico in Africa. Era il 2 agosto di quell’anno e l’infaticabile papa Montini: “Sono venuto per rendere onore ai vostri martiri. Qui sorge un Santuario a gloria del Signore in loro memoria; e io ho voluto venire da Roma per benedire l’altare di questo Santuario. La mia intenzione è di venerare, con questo atto, anche tutti gli altri cristiani che hanno dato la loro vita per la fede cattolica in Africa”. Ed aggiungeva il Beato Paolo VI a proposito del martirio di quei giovani :  “essi hanno compiuto l’azione più eroica, e quindi più grande e più bella; essi hanno dato la loro vita per la loro fede, e cioè per la loro religione e per la libertà della loro coscienza. Essi sono così i nostri campioni, i nostri eroi, i nostri maestri. Essi ci insegnano come devono essere i cristiani. Ascoltatemi: un cristiano deve essere vile? deve avere paura ? deve tradire la propria fede? No! non è vero? I vostri Martiri c’insegnano come devono essere i veri cristiani, quelli giovani specialmente, quelli Africani. I cristiani devono essere coraggiosi, devono essere forti, devono essere, come scriveva San Pietro, «forti nella fede» (1 Pt. 5, 9).” Parole che, bisogna pur dirlo, difficilmente ascoltiamo oggi. E’ di questi giorni la notizia di un Vescovo europeo che vuole creare un rito per “benedire” le unioni tra gay.

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La bela Cattedrale della Diocesi di Idiofa. E’ dedicata al giovanissimo martire San Kizito (1872-1886)

Il culto e la devozione verso questi martiri si diffuse in Africa e nel resto del mondo. Molte chiese vennero ad essi dedicati. Come quella di Idiofa (vedi foto sopra), nella attuale Republica Democratica del Congo, che è intitolata a San Kizito, uno dei coraggiosi martiri. Apparteneva al clan Mmamba ed era il piu giovane del gruppo.

Kizito aveva solo 14 anni quando venne ucciso per essersi nettamente rifiutato di peccare contro natura secondo quelli che erano i perversi desideri del vizioso e lussurioso re Mwanga.  Un fulgido esempio di purezza e coerenza: in tempi in cui persino i sacerdoti “rivendicano” il diritto alla pratica della omosessualità e reclamano una non meglio specificata impunità per questi peccatacci e verso quei poveracci che sono schiavi di tale vizio la testimonianza di Carlo Lwanga, Kizito ed altri giovanissimi compagni sia luce per tutti.

cosimo de matteis

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