CAPOLAVORO DI DIO – La Tutta Bella, Tutta Pura, Tutta Santa!

TUTTA BELLA

“Ecce ancilla Domini fiat mihi secundum verbum tuum”,

“Maria”: nome dolcissimo, ineffabile, sempre accostato a quello di Gesù. “Gesù e Maria” si diceva un tempo quando si esprimeva un saluto, a cui si rispondeva “oggi e sempre”.  Dio, sin dall’eternità, ha decretato per il Figlio e per la Madre i dolcissimi nomi di Gesù e Maria, nomi che teneva scolpiti nella sua mente eterna e nei quali si è compiaciuto creando per essi tutte le cose.

Dopo il nome di Gesù di cui S. Paolo scrive (Fil 2,8-11): “Dio ha esaltato il Cristo e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni altro nome”, non c’è nome più dolce, più consolante, più potente di quello di Maria, nome dinanzi a cui si inchinano riverenti gli angeli, la terra si allieta, l’inferno trema. Grazie a Lei il bene vincerà “et portae inferi non praevalebunt adversum eam” (Mt 16,18).

Il nome di Maria deriva da “mare”, dall’ebraico “Maryon”, nome adatto ad esprimere la sovrabbondanza delle grazie sparse sopra di Lei. Come tutti i fiumi sboccano nell’oceano, così tutti i tesori delle grazie Celesti, tutte le prerogative e i carismi furono versati sull’anima della Vergine nel momento del suo concepimento. Gesù, infatti, dice a Luisa che l’Immacolato concepimento della mamma celeste fu prodigioso e del tutto meraviglioso, tanto che Cieli e terra ne stupirono e fecero festa. Le tre Divine Persone fecero a gara: il Padre sboccò un mare immenso di potenza, il Figlio sboccò un mare immenso di sapienza e lo Spirito Santo un mare immenso di eterno amore che, confondendosi, formarono un solo mare. Questo mare stava intorno a Maria non solo per tenerla difesa da tutto ciò che potesse ombrarla, ma per darle in ogni istante nuove bellezze, nuove grazie, potenze, sapienze, amore, privilegi. Sicché la sua piccola natura fu concepita nel centro di questo mare e si formò e crebbe sotto l’influsso di queste onde divine.

Non vi è bellezza, né valori, né prodigi che possano paragonarsi all’Immacolato Concepimento di questa celeste creatura, il Fiat divino fece di essa una nuova Creazione, ma più bella, più prodigiosa della prima. La Creazione dell’universo fu voluta da Dio in modo mirabile ed è mantenuta sotto l’impero dell’atto creante e conservante di Dio, senza che venga aggiunto altro, invece in questa vergine viene mantenuto l’atto creante, conservante e crescente e questo è il prodigio dei prodigi: la vita del Volere Divino rinata in essa. Il Fiat Supremo appena concepì Maria la dotò di ragione divina, in modo che in quel medesimo istante, lo stesso Volere Divino che regnava nelle Persone Divine cominciò a regnare in lei e Maria conobbe subito i gravi mali della volontà in Adamo e in tutta la sua progenie, tanto che pianse amaramente e a calde lacrime sull’uomo caduto e, soprattutto, comprese bene l’offesa grande che si fa a Dio perciò, per amore del suo Creatore, giurò di non fare mai la sua volontà, prese la sua volontà umana e la legò ai piedi del trono divino in omaggio continuo di amore e di sacrificio.

La Divinità allora nel vedere in questa santa creatura come rinata la Divina Volontà, le partecipò tutti i suoi diritti divini, in modo che essa era padrona dell’amore, potenza, sapienza e bontà di Dio e regina del Fiat divino. Essa rapiva Dio, lo amava tanto che giunse ad amarlo per tutti. I Cieli restarono muti di fronte a questo concepimento, gli angeli sembravano balbuzienti, solo Dio può parlarne perché autore del prodigio da Lui operato.

Il concepimento della Vergine Immacolata fu un atto nuovo della Volontà di Dio, nuovo nel tempo, nuovo nel modo, nuovo nella grazia. In lei fu rinnovata tutta la Creazione per amarla di nuovo amore e per mettere al sicuro tutti e tutto. Dio mise in atto ciò che aveva promesso nell’annunciare la donna vestita di sole (Ap 12,1-6) quindi Dio, prefigurando Maria, annunciava all’umanità la sua misericordia. Maria dicendo nel Magnificat “Ha soccorso Israele suo servo ricordandosi della sua misericordia” ( Lc 1,54) svela il progetto di Dio su di sé e sull’umanità.

Come il Volere Divino entrò da re dominante nel suo volere umano incominciarono le catene dei grandi prodigi divini in questa eccelsa creatura. La forza increata si riversò nella forza creata, ma tanto che poteva sostenere come se fosse un fuscello di paglia tutta la creazione, la sua forza era tanta che imperava su tutti, anche sul suo Creatore, era l’invincibile che con la forza del Fiat Divino vinceva tutti e tutto. Tutto l’Essere Supremo si riversò in questa volontà creata e l’Amore infinito si versò sull’amore finito. Sicché col concepimento di questa gran regina incominciò la vera vita di Dio nella creatura e la vita di essa in Dio.

Nelle litanie dedicate alla Vergine, Maria è chiamata “Porta del Cielo”. Essa infatti formò la porta del Cielo per far scendere il Verbo Eterno preparandogli la via e la stanza del suo seno e formò anche la porta e la via per far salire le anime nella patria celeste.

Pertanto la nascita di Maria racchiude tutte le meraviglie, tutti i prodigi, perché non nasceva Lei sola: la pura, la santa, la bella, la “tota pulchra” l’Immacolata ma con la celeste Madre nasceva la Divina Volontà, concepita e racchiusa in essa.

La Divina Volontà nasceva insieme con Lei nel mondo.

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