Gratuità, vocazione, annuncio

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10, 8), così disse Gesù rivolgendosi ai suoi discepoli mentre li inviava nei “villaggi vicini per annunciare il Regno di Dio”.

Ma cosa avevano ricevuto “gratuitamente” i discepoli? A quale dono Gesù si riferisce? Chi è l’autore di tale dono? Perché Gesù, tra le raccomandazioni riguardo la missione da svolgere, sottolinea la gratuità del dono ricevuto? I discepoli  avevano ricevuto in dono l’annuncio del Vangelo! Avevano ricevuto la “fede”: la fede in Gesù, Maestro di vita, fratello ed amico, Figlio di Dio; la fede in Dio, Creatore e Padre provvidente. Tutto ciò non come un premio conquistato, né conseguenza di un merito acquisito, ma come puro dono del Signore.

Egli li aveva prescelti, chiamati, formati, ed inviati. Dunque, l’autore del dono è Gesù! Egli è così “autore” del dono e…”dono” stesso. Da qui nasce la gioia irrefrenabile dei discepoli di annunciare a tutti ciò che avevano ricevuto gratuitamente come puro dono.

Diventa una esigenza annunciare il Vangelo ad ogni uomo, gratuitamente, senza riserve, senza ricevere nulla in cambio, senza reclamare diritti, senza discriminazione alcuna.

I discepoli dunque, da destinatari privilegiati di tale annuncio, diventano missionari generosi. Gratuitamente avevano ricevuto il Vangelo, gratuitamente erano chiamati ad offrirlo agli altri. A Gesù inoltre premeva molto sottolineare la dimensione della gratuità, come stile permanente del missionario.

Il brano del Vangelo di Matteo, che precede la chiamata dei discepoli, ci narra il motivo per il quale Gesù invia i suoi Apostoli: Egli “vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della mèsse, perché mandi operai nella sua mèsse!», (Mt 9, 36-38). Il Signore Gesù ci invita ancora oggi a pregare il Padre, perché non si stanchi mai di chiamare “nuovi operai” alla sua “messe”, di bussare al cuore di tanti giovani, proponendo loro l’avventura meravigliosa di annunciare il Vangelo ad ogni creatura, con lo stile della gratuità.

Oggi più che mai l’annuncio del Vangelo diventa una “necessità” vitale per il mondo. Gesù gratuitamente donò la sua stessa vita, morendo sulla Croce, per la salvezza degli uomini ed ancora oggi dona “tutto se stesso” gratuitamente nel sacrificio Eucaristico, durante la S. Messa… e noi? Quanto siamo disposti a donargli gratuitamente?

 Anna Maria De Matteis

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