Fedeltà coniugale e divorzio: una riflessione

Nel giorno della Santa Famiglia riportiamo una riflessione riguardante la famiglia e le sue problematiche attuali soprattutto sul piano morale.

fede scambio anelliLa festa che celebriamo oggi è stata definitivamente estesa a tutta la Chiesa nel 1921 da Papa Benedetto XV, un fatto strano se si pensa all’importanza dei componenti e del significato rappresentato dalla famiglia cristiana. Sicuramente si rese necessaria in quell’anno la sua conoscenza e venerazione in tutto il mondo per la rovina che si approssimava e che Dio conosceva molto bene.
Non si parlava ancora di crisi della coppia o familiare, c’erano poche situazioni di rottura perché non si trasmettevano all’esterno e c’era anche una maggiore capacità di controllo grazie alla preghiera.
Non erano tutte sante le coppie nel 1921, ma non erano disturbate da incalcolabili tentazioni che oggi arrivano dalla televisione immorale e da una nuova e pericolosa cultura che nasce dall’indipendenza che pretendono sia molti mariti che mogli.
Non è l’indipendenza economica della donna ad avere permesso la rovina di molte famiglie, forse ha contribuito in determinati casi, ma la scelta rovinosa della libertà sessuale nella coppia riguarda mariti e mogli.
Non si può scaricano la responsabilità solo all’uomo o solo alla donna, ogni caso ha una sua storia ma in qualche modo c’è sempre una responsabilità reciproca. In una coppia sbaglia l’uno o altra ma spesso si fa molto poco per salvare il matrimonio, vuoi per l’orgoglio, vuoi per la debolezza che porta ad agire di conseguenza. Ripicca e rivalsa.
Cosa c’è da fare quando un matrimonio vacilla? È già un dramma quando si arriva alla soglia della separazione, ma anche in questa situazione non si deve disperare e si deve reagire con molta Fede. Il problema è che proprio quando arriva la crisi non c’è Fede in quella coppia e si agisce istintivamente o razionalmente in modo distaccato.
Oggi anche molti sposi cattolici attraversano momenti di stanchezza ma poi la preghiera ridona vigore e la forza per superare le incomprensioni. Quelli che non sono riusciti a salvare il loro matrimonio e sono arrivati al divorzio per situazioni che si aggrovigliano sorprendentemente, non devono disperare e trovare grande fiducia in Gesù che li ama.
I divorzi sono aumentati negli ultimi anni perché è venuta meno la Fede, la domanda del “si può fare?”, è diventata la mentalità del “si deve fare”. Ci si è lasciati guidare solo dai sentimenti carnali che si provano verso altre persone ma sono sentimenti che non scaturiscono da Dio, arrivano dalla fragilità umana e una persona è sempre vulnerabile quando non conduce un serio cammino di Fede.
La persona che è arrivata al divorzio non deve mai disperare, anche se riconosce l’errore o continua a sentirsi sicura della scelta compiuta, può trovare Dio nella preghiera costante ed interiore. Chieda di trovare la salvezza eterna e di aiutarla a raggiungere la vera spiritualità.
Apra il cuore a Colui che è venuto per salvare, lo apra con pentimento e chieda di voler rimanere nel suo Amore per non disperare mai.
Ci troviamo una società popolata da divorziati e bisogna ribadire fortemente che Gesù non li rifiuta ma devono seguire le indicazioni del Vangelo per non perdere la vicinanza di Dio. Molti divorziati risposati lo sono per situazioni strane o per responsabilità che in altri momenti non ripeterebbero. Forse Gesù non conosce i loro cuori?
La Comunione spirituale che possono recitare in ogni Santa Messa oppure ogni volta che passano davanti una Chiesa dona molta forza.
Preghiamo per tutti i divorziati e per le coppie in crisi, trovino nella preghiera la forza per non disperare e non smarrirsi.NATALE - Gesù DIO CON NOI
La Santa Famiglia è il modello delle famiglie di tutti i tempi. In questa Famiglia, che vedeva la presenza di Dio, non c’è mai stata una sola incomprensione o un atteggiamento egoistico, anche se ha affrontato moltissime difficoltà come i loro compaesani, ma i patimenti più forti furono causati dall’ordine dato da Erode di uccidere Gesù Bambino e la fuga in Egitto, senza conoscere nessuno e guidati dalla Luce di Dio.
La Santa Famiglia non conobbe l’incomprensione ma visse nella piena insicurezza economica, viveva con il lavoro di San Giuseppe e si accontentava del cibo che riusciva a trovare. Non patirono la fame i tre componenti, tutto arrivava dalla Provvidenza Divina perché meritavano ogni bene.
Chi confida oggi nella Provvidenza Divina e non si abbatte nelle difficoltà?
I tempi sono cambiati e oggi c’è la propensione incontrollata a possedereb sempre di più, di comprare un po’ di tutto e moltissimi non vogliono rimanere senza determinati oggetti perché i parenti o gli amici li posseggono. Un comportamento impulsivo che può sfociare nella malattia concreta, e il dramma iniziale sta nella ricerca dell’apparenza e non più dell’essere interiore.
La crisi economica che si vive è nata dalla volontà di quanti organizzano segretamente complotti contro l’umanità, oggi contro i cittadini europei, vogliono portare tutti alla disperazione. La reazione è differente, anche se molti con sforzi eroici continuano a vivere senza superare i limiti consentiti, il primo risultato ottenuto è un senso di disperazione che colpisce i più deboli e qui si vede la mancanza di fiducia in Gesù.
L’instabilità economica nei più deboli causa di riflesso malattie che covano silenziose per poi esplodere all’improvviso. Chi può controllare queste malattie dovute all’ansia è Gesù, chi Lo trova non cade più nell’agitazione e spera sempre con una grande gioia interiore. Prega di continuo la Provvidenza Divina!
Dio non fece mancare lavoro e cibo alla Santa Famiglia, i tre componenti rispondevano perfettamente alla volontà del Padre Eterno. Dobbiamo vedere la Santa Famiglia sempre avvolta nell’Amore di Dio, nella sua Grazia anche perché la Grazia era quel Bambino che cresceva sotto gli occhi adoranti della Madre e del Padre putativo.
Scoprite il ruolo del Padre, della Madre, del Figlio, nei tre componenti della Santa Famiglia. Imitateli e sarete sempre nella gioia. (di Don Giulio Maria Scozzaro)

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